Nel periodo gennaio-marzo, come raccontano i dati ufficiali delle dogane cinesi, le importazioni di vino imbottigliato sono continuate a crescere, ma solo in volume (+5,6%), mentre in valore hanno mostrato un calo del -3,6%, con un conseguente abbassamento del prezzo medio.Dati che si discordano nettamente dal 2016 quando tale dato fu addirittura del 31% in volume e del 47% in valore su base annua.
Le motivazioni di questa frenata sono da ricercare nella comparsa di nuovi players che, nell’ultimo anno, hanno cercato di guadagnare quote di mercato facendo leva sui prezzi bassi, che possono spuntare solo sostenendo enormi volumi d’acquisto. Questo ha creato seri problemi ai canali distributivi, causando un conseguente rallentamento delle importazioni.
Inoltre se i grandi brand hanno una certa facilità nel piazzare i loro vini, i marchi meno noti trovano difficoltà a raggiungere i consumatori. L’e-commerce, chiave di volta del commercio di vini in Cina, comunque, non può essere la soluzione a tutto, specie perché il basso prezzo online non garantisce la qualità del produttore e non c’è garanzia neanche sul servizio stesso al momento dell’acquisto online: un boom che rischia di non durare.





