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SERATA D’ARTE – 25 novembre 2017

Il 25 novembre prossimo, alle ore 20,30, presso l’abbazia di Santo Stefano a Genova, avrà luogo un incontro di alto profilo culturale.

Si tratta di una serata politematica, promossa dall’associazione “Genova Carillons” e dal Circolo Culturale Fons Gemina di Rapallo, nella quale la presentazione del romanzo di Ivaldo Castellani, “La bisaccia, il bordone e il sanrocchino”, (ERGA edizioni), diventa l’occasione per mettere in campo ciò che ruota attorno alle due abbazie che sono, forse, le più indicative del processo di cristianizzazione dell’antichità: l’abbazia di San Colombano a Bobbio e quella di Santo di Stefano a Genova.
La serata, a ingresso libero, che si terrà nella splendida e suggestiva cornice della chiesa di Santo Stefano a Genova, si aprirà con uno speciale concerto di campane, tenuto dal maestro Riccardo Frio dell’ass. Genova Carillons, che, dal romanico campanile dell’antica Abbazia, inviterà ad alzare lo sguardo per cercare da dove arrivi il suono; tutti avranno, così, la possibilità di scorgere quella chiesa che, a Genova, è strettamente saldata alla parte più antica e, al tempo stesso, più nuova della città, a cavallo tra il Ponte monumentale e Via XX settembre.
Bellissima, nella sua semplicità, centralissima ma tanto appartata che pochi la vedono.
Successivamente il giornalista Sandro Sansò avvierà la presentazione del racconto, di quel lungo viaggio che i due monaci compiono – e non solo nell’accezione “stradale” del termine – nel primo anno giubilare.
Particolare sarà l’alternarsi del commento musicale a quello letterario perché i musicisti Maddalena Scagnelli alla voce, salterio e violino con Carlo Gandolfi, alla piva e alla musa (le “cornamuse” dell’Appennino Emiliano-Ligure), ci proporranno le antiche melodie dell’abbazia di Bobbio e punteggeranno l’intera serata; Claudia Ambrosini, della Compagnia del Teatro Stabile Govi di Genova, leggerà, invece, alcuni brani del romanzo.
Dunque una serata poliedrica, nella quale ciascuno potrà ritrovare il momento più corrispondente al proprio sentire ma nella quale, comunque, le grandi arti ci inviteranno alla riflessione e alla conoscenza, in un avvicinamento concreto ai temi più profondi della nostra tradizione cristiana.