Home Calcio Focus Genoa/Samp - Professionisti

Champions League: il Milan non sfonda

champions-league-logo

champions-league-logo

Dopo il disastroso inizio di stagione, erano 82 anni che il ‘Diavolo’ non perdeva le prime due partite interne di campionato, il Milan è chiamato a mutar rotta nel match d’esordio in Champions League che lo vede opposto ai belgi dell’Anderlecht.

Finora ai rossoneri è mancato tutto: condizione fisica, classe, personalità, atteggiamento in campo e gioco, Allegri prova a rimediare operando un profondo rimpasto tra gli 11 partenti, spazio dunque a De Sciglio, Bonera, Flamini , nocerino ed Emanuelson.
I belgi, un tempo squadra di grande spessore, sono ora compagine da rispettare , ma non certo uno dei top team del panorama europeo, non vincere stasera in un girone non impossibile, ma comunque equilibrato, acuirebbe la crisi dei milanesi.
Milan (4-3-2-1): Abbiati; De Sciglio, Bonera (29′ st Yepes), Mexes, Antonini; Flamini, De Jong, Nocerino; Emanuelson (33′ st Constant), Boateng (15′ st El Shaarawy); Pazzini. A disp.: Amelia, Abate, Ambrosini, Bojan. All.: Allegri
Anderlecht (4-4-1-1): Proto; Gillet, Wasilewski, Nuytinck, Deschacht; Bruno (33′ st Juhasz), Biglia, Kouyaté (33′ st Praet), Kljestan; Kanu (44′ st Yakovenko); Mbokani. A disp.: Kaminski, Safari, Vargas, De Sutter. All.: Van den Brom
Arbitro: Collum (Scozia)
Ammoniti: Wasilewski, Kljestan (A); Flamini, Mexes (M)
Il Milan inizia cercando di pressare e occupare la metcampo avversaria, ma dura lo spazio di 5 minuti, tanto serve ai belgi per prendere in mano il pallino del gioco, per carità nulla di eccezionale ma quanto basta a tenere costantemente in apprensione i rossoneri.
Il primo tiro in porta arriva all’11’ per merito di Kliestan, para Abbiati, i belgi si muovono bene in campo, magari in modo scolastico , ma soprattutto Bruno, italiano di 19 anni, si fa apprezzare per velocità e personalità.
Finalmente al 17′ si vede il Milan con Flamini servito in area da solo, il tiro è però addosso a Proto.
Sul corner sbaglia l’impatto di testa Boateng,ma il Milan è timoroso, confuso, manca chi costruisca gioco, Pazzini partecipa poco alla manovra e si limita ad aspettare cross che faticano ad arrivare, nonostante la buona prova di De Sciglio.
Ancora i belgi vicini al gol con Gillet su cui respinge in corner Abbiati, la partita , con le squadre lunghe si fa apprezzare, ci prova Boateng prima di tacco, ma un difensore respinge, poi di testa, imitato poco dopo da Antonini, senz atrovare lo specchio, l’ultima occasione arriva quando Nocerino pesca bene il taglio di Emanuelson che colpisce di prima spedendo la palla nelle braccia di Proto.
La ripresa si apre con un colpo di testa alto di Nocerino, pescato però in inesistente off side, al 51′ errore di Antonini che si fa scappare Biglia, l’argentino però a due passi da Abbiati spara malamente a lato.
Dopo un ‘ altra conclusione sballata di Emanuelson su assist di Pazzini, esce Boateng, tra i fischi di San Siro, ed entra El Shaarawy.
Il Faraone ha un ottimo impatto sul match e ha poco dopo la più clamorosa palla gol della partita, cross perfetto di Emanuelson dalla fascia sinistra ed El Shaarawy va a ataccare di testa schiacciando il tiro al suolo, si salva miracolosamente Proto.
Poco dopo De Sciglio riesce a mettere una palla radente nel cuore dell’area, Pazzini si avventa sul primo palo ma manca la deviazione, l’ultima chance è ancora per El Shaarawy che gira alto al volo un cross, l’ennesimo di De Sciglio, mancano ancora 20 minuti ma non succede più nulla.
Altro passo falso dunque del Milan incapace di segnare e vincere a San Siro, dopo un primo tempo da dimenticare, la prima parte della ripresa aveva fatto intravvedere qualche bagliore promettente, ma la rete non è arrivata e così anche stasera niente 3 punti per il diavolo.
Non si sa più che dire, la squadra è attanagliata dalla paura che si trasforma in insicurezza ed incapacità di creare un gioco apprezzabile, in questo momento manca davvero tutto, un punto è meglio che 0, ma così si mette a rischio anche il passaggio del turno.
L’Anderlecht fa la sua onesta partita, meglio nel primo che nel secondo tempo , ma senza dimostrare di essere squadra di livello superiore, voleva un punto e quello si è portato a casa con merito.
I migliori: nel Milan De Sciglio e El Shaarawy, nell’Anderlecht Bruno e Gillet.
giuseppe floriano bonanno