Il 2018 del Circolo Culturale “Fons Gemina”, si apre – così come si era chiuso il 2017 – ospitando un libro di Emilio Carta: “Locarno, naufragio in salotto”, ristampa del primo che uscì nel 2013 e scritto a quattro mani con Carlo Gatti.
“Accogliamo sempre con piacere – dice il Presidente di “Fons Gemina”, Gianni Arena – le inizia-tive di Emilio Carta, uno tra i punti fermi della cultura rapallese. Tra l’altro, questa vicenda ha parecchi risvolti curiosi e interessanti, e merita di essere ricordata”. Sono ancora tanti i rapallini che ricordano il 3 gennaio 1961, quando, a causa di una fortissima libecciata, un piccolo mercantile di 3.897 tonnellate, la Locarno (ca-pitanata da Vittorio Sallustro), come una balena ferita a morte, s’incagliò sulla scogliera del litorale rapallese.
L’ennesima tragedia del mare, per fortuna senza vittime, che portò il nome della cittadina rapallese sulle prime pagine e sugli schermi di mezzo mondo e venne accompagnata da una serie di iniziative umanitarie e promo-zionali che oggi, probabilmente – non dimentichiamo che all’epoca correva l’anno 1961 – farebbero sorridere.
Il cargo, battente bandiera panamense, era giunto nel porto di Genova il 20 dicembre proveniente da Lubecca e, dopo aver ormeggiato al molo Rubattino, sotto l’occhio vigile della Lanterna, aveva scaricato seimila tonnellate di lingot-ti di ferro. Il 3 gennaio la nave aveva lasciato Ponte Rubattino ed era ripartita con le stive vuote, ma con i gavoni di prua e di poppa e i doppi fondi pieni d’acqua di zavorra, diretto verso Follonica, in Toscana, per caricare minerale ferroso destinato in Germania. Ma a quell’approdo la Locarno non arrivò mai perché la sua odissea, iniziata davanti al Monte di Portofino, si concluse pro-prio nelle acque del Golfo Tigullio.
Alle 10 del mattino, infatti, il cargo venne avvistato al traverso di Santa Mar-gherita Ligure, a circa un miglio dalla terraferma, dando l’impressione di esse-re in difficoltà. Man mano la situazione precipitò e la lenta agonia della nave giunse al culmine: la distanza dagli scogli diminuiva progressivamente a 20 metri, poi a 10, a 7, a 5. Il mercantile infine si coricò leggermente sul fondo sabbioso arenandosi con la prua – alta fuori dell’onda quanto una casa di tre piani – sui macigni posti a protezione del lungomare. Con l’aiuto dei Vigili del fuoco genovesi – e molta buona sorte – la situazione si risolse e, alle 4 del mat-tino, una parte dell’equipaggio poté finalmente scendere a terra, dove li atten-devano coperte e un pasto caldo.
“Una vicenda molto particolare – chiosa Arena – che al tempo destò risonanza e curiosità, e ci è sembrato giusto riproporre. Il moderatore sarà il nostro Di-rettore Scientifico, dr. Claudio Gramegna, da sempre appassionato di vicende storiche non comuni; avremo interventi di Maurizio Brescia, che cura la rubrica “Pittori di Marina” sul mensile “Il Mare”. Caso vuole, l’evento si terrà il 20 gen-naio, nel compleanno di Emilio Carta, cui fin d’ora vanno i nostri più sinceri Auguri”.
L’appuntamento è per sabato 20 gennaio alle ore 17, presso l’Hotel Europa.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.
F.to Il Direttivo di “Fons Gemina”





