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Finisce in pareggio Bologna-Pescara

La giornata è cupa, grigia ed afosa, lo stadio Dallara , grazie alla promozione per gli studenti ideata dalla società regala una curva San Luca piena non solo di tifosi ospiti, ma di tanti giovani fans emiliani.

 

Dall’altra parte l’entusiasmo creato dalla vittoria di Roma fa sì che la Bulgarelli sia quasi al completo e l’atmosfera in genere è calda e colorata.

 

Stroppa insiste sulla formazione tipo, finora sempre sconfitta, il Pescara prova a cercare punti  in Emilia per continuare a credere in una salvezza difficile ma non impossibile.

Bologna che si affida a Pulzetti e Pazienza a centrocampo con Natali all’esordio in una difesa a 4, davanti i soliti noti Diamanti e Gilardino.

Bologna (4-3-1-2): Agliardi; Garics, Antonsson, Natali, Morleo (38′ st Abero); Pulzetti (21′ st Gabbiadini), Pazienza, Taider; Kone (30′ st Gimenez); Gilardino, Diamanti
A disp.: Curci, Cherubin, Motta, Carvalho, Sorensen, Perez, Guarente, Pasquato, Acquafresca. All.: Pioli

Pescara (4-3-2-1): Perin; Balzano, Cosic, Bocchetti, Modesto (26′ st Zanon); Nielsen, Colucci, Cascione (35′ st Bjarnason); Quintero, Caprari (19′ st Pelizzoli); Vukusic
A disp.: Crescenzi, Capuano, Blasi, Celik, Brugman, Weiss, Abbruscato, Jonathas. All.: Stroppa

Arbitro: Romeo

Si comincia dopo il minuto di silenzio in memori adell’ex presidente del Coni Gattai.

 

Il Bologna parte a razzo sulle ali dell’entusiasmo della vittoria di Roma, Diamanti si libera in area ma il tiro fa solo il solletico all’attento Perin.

Un paio disvarioni della retroguardia ospite danno il là ad una percussione di Garics che arrivato quasi sul fondo centra per Gilardino, agevolato da un tocco di un difensore,  che a 6 metri dalla porta tocca di giustezza insaccando la sfera vicino al palo opposto e incendiando il Dallara, Bologna in vantaggio e prima rete  in casa per un ritrovato Gila.

 

I rossoblu giocano sul velluto, il Pescara arranca e sbanda, si libera bene in area Diamanti, il suo tiro è a fil di palo, Perin riesce a mettere in corner, poco dopo è Kone a tirare dai 25 metri, Perin vola ancora vicino al palo a deviare in angolo, poco dopo è sempre il centrocampista greco a provarci da lontano con un tiro a spiovere, questa volta Perin para agevolmente.

Sono passati 20 minuti in un amen di calcio champagne, divertente e pratico, ma non cinico, qua però il Bologna incocepibilmente si ferma permettendo al Pescara di venire fuori, prima è Quinteros a calciare mancando d’un soffio la rete, poi è Agliardi ad intervenire alla disperata su Caprari.

Al 40′ una palla stupidamente persa da Pazienza sulla trequarti di campo genera una punizione dai 28 metri che Quinteros calcia in modo tagliato e preciso, Agliardi vola verso il palo ma la sfera gli passa tra le mani e si insacca nell’ancolo alla sinistra del portiere, Pescara in vantaggio per la gioia dei suoi colorati e caldi fans.

 

Il Bologna va in barca e rischia il tracollo quando Vukusic si presenta in area e scarica addosso ad Agliardi.

Dopo la pausa è ancora il Pescara a rendersi pericoloso accendendo un paio di mischie in area rossoblu, ma attorno al 20′ Diamanti parte in contropiede e serve Gilardino che si presenta solo in area dove rovina a terra andando a contrasto con Perin, Romeo assegna il penalty ed espelle il portiere, sostituito da Pellizzoli.

Va sul dischetto Diamanti che tira a sinistra dove vola Pellizzoli a deviare in corner.

 

In superiorità numerica nei 20 minuti finali il Bologna attacca a pieno organico ma confusamente con Diamanti che si intestardisce in personalismi volti a farsi perdonare il penalty fallito.

A pochi minuti dal termine il neo entrato Gimenez serve una palla splendida a Gilardino, che solo in area, si fa ipnotizzare da Pellizzoli regalandogli la sfera con un tiro fiacco rasoterra.

 

Finisce dunque con un pareggio che ha un retrogusto assai amaro per il Bologna  che ha le occasioni migliori e sbaglia anche un rigore, ma che deve fare ea culpa per non aver saputo chiudere il match dopo il subitaneo vantaggio, e , poi, di non aver sfruttato i 20 minuti finali di superiorità numerica, la squadra c’è ed è forte, ma il salto di qualità si fa proprio quando si vincono le partite che si devono vincere.

Il Pescara conquista il primo punto del suo campionato e lo fa con una partita tutta coraggio, capacità di soffrire e qualche mezzuccio, come il tempo perso in quantità industriale nel finale, ma gioca bene con triangolazioni veloci, senza mai difendere basso, ripartendo sempre e tenendo sempre sul chi vive gli avversari.

I migliori: nel Bologna: Gilardino e Diamanti, nel Pescara Quinteros e Pellizzoli.

Giuseppe Floriano Bonanno