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La seduta odierna del Consiglio regionale

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Alluvione 2011: contributi e interventi

Sull’alluvione che l’autunno scorso ha duramente colpito la Liguria, ed in particolare lo spezzino, sono state presentate un’interpellanza e un’interrogazione
Nicolò Scialfa (Di Pietro- Italia dei valori) con una interpellanza, sottoscritta anche da Maruska Piredda e Stefano Quaini (Di Pietro- Iitalia dei valori) è intervenuto su quanto successo in Val di Vara, nello spezzino, e sulla difficile situazione che ancora devono fronteggiare i Comuni della Vallata. Il consigliere ha sottolineato che l’evento ha causato danni ingenti a famiglie, aziende ed attività produttive per un ammontare di circa 100 milioni di euro e ha ricordato che il 18 aprile 2012 una delegazione di sindaci della vallata «è stata ricevuta dal Ministro dell’Ambiente Clini per descrivere la grave situazione di dissesto idrogeologico in cui si trovano attualmente i comuni della zona e per ottenere risorse da destinare alla ricostruzione di quanto andato distrutto nella valle». Scialfa ha spiegato che in questo incontro il ministro si è dimostrato disponibile a reperire ulteriori finanziamenti presso il Cipe, «malgrado la sua impossibilità a provvedervi da subito a causa del fatto che la Regione non si è preoccupata di aprire una procedura per i Comuni della Val di Vara, eccezion fatta per i comuni di Vernazza e Monterosso». Il consigliere ha, dunque, voluto conoscere i motivi che hanno spinto la Regione ad aprire la fase istruttoria presso il ministero dell’Ambiente solo per i due Comuni delle Cinque Terre, senza menzionare quelli della Val di Vara, e ha chiesto quali iniziative di sostegno la Regione abbia intrapreso per far fronte alle emergenze di questi Comuni ed al risarcimento dei danni alle famiglie e alle imprese e, infine, ha domandato «come mai la Regione Liguria non si è attivata per il reperimento dei fondi per le opere strutturali necessarie alla Valle», i tempi e i modi con i quali la Regione intende procedere alla messa in sicurezza dei territori della Val di Vara devastati dall’alluvione e come si vuole operare «nei confronti del ministero competente per riaprire il 0 i relativo ai finanziamenti che il CIPE deve deliberare da destinare a tutti i Comuni colpiti e fino ad oggi esclusi».
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) con una interrogazione sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha chiesto: «Dove sono finiti i soldi, visto che nelle zone alluvionate ancora non sono arrivati» nonostante che, con la legge regionale 30/2011, si preveda alla rideterminazione dell’aliquota regionale sulla benzina per fronteggiare l’emergenza provocata dall’alluvione e che con la medesima legge si stabilisca che «le donazioni o altri atti di liberalità effettuati a favore delle collettività liguri danneggiate da eventi calamitosi sono accreditati su un conto corrente bancario dedicato approntato dalla Regione e sono utilizzati in aiuto delle popolazioni colpite». Il consigliere ha rimarcato anche che, sempre per portare aiuto ai territorio colpiti, alla fine del 2011 i consiglieri e gli assessori regionali della Liguria hanno provveduto a donare parte della loro indennità e che l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha messo a disposizione centomila euro del proprio bilancio. A questo si aggiungono un milione e duecentomila euro stanziati dalla giunta. Il 22 dicembre 2011, inoltre, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che «impegna il Presidente della Giunta regionale a sostenere ogni iniziativa volta ad ottenere una moratoria su tributi e tasse per le famiglie e le imprese liguri colpite dall’alluvione». Rixi ha chiesto pertanto a quanto ammonti oggi la «somma di denaro frutto degli atti di liberalità e dei provvedimenti legislativi citati in premessa», a chi siano stati devoluti i proventi derivanti dall’aumento dell’aliquota della benzina e a chi siano stati devoluti i proventi derivanti dalle donazioni effettuate dagli organi istituzionali e dai loro componenti. Infine, il consigliere ha chiesto «quale esito abbia avuto l’impegno del Presidente della Giunta regionale richiesto dall’ordine del giorno».
Per la giunta ha risposto Renata Briano, assessore all’Ambiente e alle attività di Protezione civile: «Noi partiamo da una stima dei danni che si aggira sul miliardo e mezzo mentre lo stanziamento del decreto del Consiglio dei ministri 3973/2011 è di 49,5 milioni di cui 40 disponibili immediatamente. Per quanto riguarda la parte relativa all’aumento dell’accisa sulla benzina (stimata in 8 milioni di euro), essa sarà disponibile nel corso dell’anno. A questi fondi si sono aggiunti, grazie a precedenti economie su eventi alluvionali, circa 7 milioni di euro e 12 milioni del fondo di solidarietà europeo che saranno disponibili a fine estate».
«Complessivamente – ha detto l’assessore – resta però uno scarto enorme fra il danno che la Liguria ha subito e le risorse di cui disponiamo. In questi mesi il nostro lavoro fondamentale è stato quello di mettere insieme tutti i fondi nazionali, europei e regionali e le donazioni dei privati in un’ottica di riequilibrio territoriale. Le risorse disponibili sono state localizzate per le emergenze in circa 16 milioni, a fronte di 22 milioni di richieste, per le somme urgenze in 24 milioni contro i 200 milioni di richieste, per la messa in sicurezza delle infrastrutture in 6 milioni contro i 63 di richieste. Ai privati danneggiati sono stati destinati più di 6 milioni a fronte di danni per 135 milioni. Per loro potranno essere utilizzate le risorse derivanti dall’aumento della tassa sulla benzina. Altri 30 milioni circa andranno alle attività economiche che utilizzerà i fondi dell’assessorato allo sviluppo economico. Per gli interventi strutturali, la Regione ha affidato gli incarichi per la progettazione, fra l’altro, del rifacimento di due ponti nel centro di Borghetto Vara e il rifacimento del ponte crollato sulla provinciale 7 in prossimità di Rocchetta Vara. Con l’arrivo dei fondi europei si renderanno disponibili ulteriori risorse per la messa in sicurezza dei territori danneggiati. La delibera Cipe del 23 marzo 2012 ha stanziato 5 milioni appositamente per Vernazza e Monterosso che abbiamo destinato alle reti infrastrutturali danneggiate e della viabilità. Questi fondi essendo aggiuntivi, renderanno disponibili altre risorse che destineremo ai comuni della Val di Vara».
L’assessore ha garantito che sul piano politico saranno attivate tutte le strade per ottenere risorse e poter intervenire sull’emergenza e per ottenere un fondo straordinario per mettere in sicurezza il territorio ligure.
Rispondendo a Rixi, l’assessore Briano ha aggiunto: «Le donazioni di privati frutto degli sms hanno portato 3 milioni 521 euro di cui 2 milioni sono stati destinati alla Val di Vara e 1,5 milioni alla zona di Genova successivamente colpita dall’alluvione. A questo proposito oggi si terrà una nuova riunione a Roma presso il ministero cui parteciperanno i tecnici dell’ufficio protezione civile. Per quanto riguarda le donazioni su conto corrente, sono state accreditati sull’apposito conto corrente bancario 540 mila euro:18 mila euro saranno destinati a ciascuna delle 18 famiglie che hanno avuto vittime, per un totale di 324 mila euro, 100 mila euro andranno alle famiglie evacuate dalla propria abitazione, 56 mila euro saranno utilizzati per il recupero o l’acquisto di beni mobili di proprietà. Altri 29 mila euro sono stati destinati dall’assessorato alla cultura e spettacolo per il recupero di beni culturali. La nostra richiesta di moratoria su tributi e tasse per le famiglie le imprese liguri colpite dall’alluvione è stata recepita dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri. Grazie ad essa, i soggetti danneggiati non devono pagare sanzioni e interessi per il ritardo nel pagamento degli adempimenti fiscali».
Nicolò Scialfa (Idv) ha giudicato la risposta dell’assessore esaustiva e puntuale.
Di parere opposto Edoardo Rixi ( Lega Nord) che si è detto «allibito per il fatto che, a distanza di un anno dagli eventi alluvionali, nonostante la mobilitazione dei cittadini, non siano ancora arrivati gli aiuti alle famiglie e alle imprese danneggiate. A due anni dall’alluvione, a Sestri Ponente i quattrini stanziati e donati non si sono ancora visti, non c’è un commerciante che abbia avuto indennizzi e le attività economiche sono ancora in ginocchio. Lo stesso accade nello spezzino dove alla scarsa disponibilità di fondi si aggiunge che quei pochi che dovrebbero essere disponibili non arrivano sul territorio e alle amministrazioni locali. Capisco le difficoltà frutto del nostro farraginoso sistema burocratico, ma la politica deve andare ad analizzare cosa non ha funzionato e risolvere i problemi, altrimenti alla prossima emergenza ci troveremo nella stessa situazione. Nessuno può essere orgoglioso di come sono andate le cose».

Riscossione della tassa automobilistica
Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e controlli, patrimonio e amministrazione generale ha risposto ad un’interrogazione con risposta scritta presentata da Marco Melgrati e Matteo Rosso (Pdl). sulla riscossione della tassa automobilistica. L’interrogazione era volta a conoscere i criteri e le procedure utilizzate per questa riscossione in un periodo di grave difficoltà economica come quello attuale e se ci sia una valutazione di tipo soggettivo rispetto ai singoli contribuenti morosi. Infatti, si sottolineava nell’interrogazione, se è indubbio che è dovere di ogni buon cittadino pagare le tasse ed essere rigidi con chi le evade, occorre, però, considerare che molte persone a causa delle pesanti, precarie e difficili condizioni economiche non riescono a pagare la tassa, ma sono costretti comunque ad utilizzare l’autovettura come mezzo per trasportare anziani o disabili Nella interrogazione i consiglieri domandavano, inoltre, se l’importo che dovrebbe essere riscosso è superiore, e di quanto, a quello che la Regione Liguria spende avendo affidato la riscossione a Equitalianord S.p.A.. Infatti, in base alla delibera del 13 luglio 2012, la Regione Liguria si è convenzionata con Equitalianord con un impegno di spesa a carico dell’ente di un milione e 100 mila euro.
Rossetti ha risposto che la Regione Liguria dal dicembre 2002 ha una convenzione con il concessionario, oggi denominato Equitalianord, per la riscossione delle morosità relative alla tassa automobilistica. Tale convenzione è stata prorogata negli anni a seguire e nel 2007 è stata rinnovata. Lo scorso 13 luglio è stato introdotta la tipologia di avviso bonario di pagamento al fine di semplificare le procedure e risparmiare sulle spese postali di notifica.
«La delibera in questione – ha spiegato Rossetti – non rappresenta un nuovo impegno di spesa della Regione, ma il rinnovo degli ordinari impegni annuali fissati in base al numero di richieste di pagamento effettuate che si attestano sulle 200 mila annue con un costo di 971 mila euro sui un parco veicoli di circa un milione e mezzo di unità. Il costo sostenuto dalla Regione per l’invio degli atti di recupero della tassa automobilistica è di gran lunga inferiore rispetto ai risultati della riscossione che attesta sui 10 milioni di euro annui. Nel 2011 è stato ridotto il numero degli atti passando agli avvisi bonari e i costi di recupero sono stati ulteriormente ridotti. Per quanto riguarda l’attenzione ai contribuenti in difficoltà, va specificato che, pur trattandosi di cifre modeste, da tempo Equitalia accorda la rateizzazione dei contributi dovuti per importi di almeno 200 mila euro. Inoltre è prevista la sospensione in via cautelare delle procedure coattive in tutti i casi in cui possano venir meno gli obblighi di pagamento (cambiamenti di proprietà, furti, pagamenti non registrati). Per quanto riguarda i disabili, le norme prevedono l’esenzione totale dal pagamento della tassa automobilistica e ai contribuenti che hanno subito le alluvioni è stata sospesa la riscossione. Va ricordato – ha concluso – che lo spazio di intervento normativo da parte della Regione in materia di esenzioni o trattamenti di favore, facendo riferimento a leggi statali, è pressoché nullo. Gli oneri di riscossione, infine, potrebbero essere ben inferiori se i liguri fossero più puntuali nel pagamento del bollo auto».
Marco Melgrati (Pdl) ha replicato: «Per una volta devo riconoscere che l’assessore è stato esaustivo e ha risposto in modo puntuale alle questioni poste nell’interrogazione».

No a nuovi porticcioli a Cogoleto e Sori
Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato una interpellanza (sottoscritta anche da Marco Melgrati (Pdl) per conoscere i motivi della cancellazione dei porticcioli di Cogoleto e Sori dalla mappa degli scali turistici previsti dal Piano della costa ligure.
«Nel nuovo Piano regionale della costa – ha ricordato il consigliere – sono stati cancellati dodici interventi dalla mappa degli scali turistici previsti in Liguria. Fra questi spariscono i progettati poli nautici di Sori e Cogoleto e viene ridimensionato il porticciolo di Pegli. Particolarmente discutibile la scelta di bocciare quello di Cogoleto che avrebbe potuto sorgere alla foce del Lerone, nell’ambito del piano di bonifica della Stoppani, o al centro del paese. Due opzioni bocciate senza un vero motivo».
Per la giunta ha risposto la vicepresidente della Giunta e assessore all’urbanistica Marylin Fusco «Per quanto riguarda Cogoleto, il vigente Piano della Costa, che per altro non è stato sottoposto ad alcuna preventiva verifica di sostenibilità ambientale, essendo stato approvato prime dell’emanazione delle specifiche direttive europee in materia di VAS sui piani e programmi, non comprendeva il porto turistico di Cogoleto tra quelli già individuati ed attuabili senza specifiche limitazioni, bensì la localizzazione era demandata ad approfondimenti successivi mediante una specificazione d’ambito proprio per verificarne le condizioni di fattibilità sotto il profilo marittimo costiero e sotto quello urbanistico e paesaggistico. Per altro il vigente Piano regolatore del Comune di Cogoleto non prevede alcuna struttura per la nautica da diporto, specie se di tipologia porto turistico. E’ vero – ha aggiunto Fusco – che nel corso degli anni ed in connessione ad ipotesi di riconversione dello stabilimento Stoppani, erano state studiate ipotesi di porto turistico da realizzare alla foce del Torrente Lerone, ma esse non sono mai giunte ad effettiva approvazione, viste le complesse relazioni con la bonifica del sito, la riconversione ad usi urbani e produttivi dell’ambito e le rilevanti criticità sotto il profilo dell’assetto idraulico dello stesso Torrente Lerone. Per altro, il più recente Piano di salvaguardia del litorale ha evidenziato l’inammissibilità di una struttura portuale che interferisca con le dinamiche sedimentarie della costa, comportando un ostacolo al movimento del trasposto solido lungo costa, in particolare alla foce del Lerone; inoltre la presenza nei paraggi di Posidonia oceanica a pochi metri di fondale, hanno costituito le motivazioni per la definitiva cancellazione della indicazione del porticciolo dal PTC della Costa, a maggior ragione trattandosi di indicazione non programmata e non vincolante. Infatti con la delibera della Giunta regionale 936 del 29 luglio 2011 è stata adotta la variante al PTC della Costa, che supera le indicazioni che riguardavano il Comune di Cogoleto. Lo stesso Comune ha condiviso l’eliminazione delle previsione del porto turistico ipotizzato a livello locale proprio davanti al centro urbano, perché si troverebbe in una posizione di massimo impatto sotto il profilo ambientale e paesaggistico e ha chiedesto la possibilità di realizzare una struttura nautica nella zona di levante del litorale, compresa tra Molo Speca e la foce del Torrente Lerone, nel tratto di litorale interdetto alla balneazione perché connotato dal permanere dell’inquinamento prodotto dall’attività dello Stabilimento Stoppani non oggetto di adeguata bonifica».
Per quanto riguarda Sori, la vicepresidente Fusco ha ricordato: «Il vigente Piano della Costa, comprendeva la previsione di un impianto nautico minore nel tratto di litorale di Sori, a ponente dell’abitato e della foce dell’omonimo torrente. Tale previsione è stata ripresa dal vigente Piano regolatore comunale, approvato il 14 novembre 2000 e oggi soggetto all’obbligo della formazione del PUC, che ha subordinato la realizzazione dell’impianto nautico minore alla formazione di una apposita verifica di sostenibilità ambientale. Fino ad oggi non è mai stata assunta alcuna formale iniziativa volta all’attuazione del PRG né sono stati attivati procedimenti con la richiesta di concessione demaniale marittima per la realizzazione della struttura nautica. Tenuto conto di questo e delle più attente valutazioni sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed urbanistico, trattandosi di un ambito di forte caratterizzazione sotto il profilo della naturalità della costa, con la presenza di una spiaggia balneabile, privo di una idonea viabilità di accesso e che inciderebbe sulla risistemazione dell’ambito urbano posto alla foce del torrente Sori che il Comune ha integralmente pedonalizzato, la previsione è stata stralciata con la variante al Piano territoriale della costa adottata dalla Giunta il 29 luglio 2011. Tuttavia il Comune di Sori ha richiesto il mantenimento della previsione sostenendo che è essenziale per la messa in sicurezza del Cimitero monumentale, che si trova sopra la scogliera e in corrispondenza del sito che potrebbe ospitare l’impianto nautico (200 posti barca in acqua e 80 posti barca a terra), posto che l’azione del mare produce crolli della falesia che potrebbero compromettere la stabilità dello stesso cimitero». La Fusco ha definito tale motivazione «alquanto modesta», sia perché possono essere trovate soluzioni alternative per la messa in sicurezza dello sperone di roccia sul quale si colloca una parte del cimitero, «come d’altra parte lo stesso Comune ha già realizzato, sia perché il dimensionamento ipotizzato dal Comune, affinché l’opera marittima possa essere economicamente sostenibile, travalica i limiti normativi della tipologia dell’impianto nautico minore (non oltre 100 posti barca equivalenti) configurando un vero e proprio porto turistico non previsto nel vigente PTC della Costa e in contrasto con le indicazioni della Variante allo stesso PTC. «Infatti – ha aggiunto Fusco – da una sommaria verifica della fattibilità economica dell’intervento, tenuto conto che secondo il Comune non dovrebbero essere previste strutture aggiuntive ma soltanto i minimi servizi per la funzione nautica, solo con una struttura portuale di maggiore consistenza si potrebbe raggiungere l’obiettivo atteso dal Comune della messa in sicurezza del cimitero, ipotesi che configgerebbe con la tutela paesaggistica ed ambientale del sito e del tratto costiero, fortemente connotato dalla presenza del vicino borgo marinaro pressoché conservato nella sua immagine dì’insieme».
Matteo Rosso ha chiesto di ricevere la documentazione scritta per approfondire la questione.

Costituzione di una società alternativa ad Equitalia per la riscossione dei tributi di Regione Liguria e degli enti locali liguri: collaborazione con Anci Liguria
All’unanimità è stata approvata una mozione, firmata da Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta «a valutare la possibilità, insieme ad Anci Liguria, di costituire un ente di riscossione regionale, oppure una direzione regionale dedicata, per dare un adeguato servizio ai Comuni ed allo stesso tempo per ridurre disagi e costi per i cittadini in difficoltà; e a richiedere al Governo di delegare all’eventuale nuovo ente di riscossione regionale anche la riscossione dei tributi statali». La collaborazione con Anci, non prevista nel testo originario, è stata chiesta ed ottenuta dall’assessore al bilancio, Sergio Rossetti. La proposta è stata, infatti, accolta favorevolmente dal primo firmatario del documento, Edoardo Rixi.
Nella mozione si ricorda che «la società di riscossione Equitalia Nord Spa ricorre ampiamente, per attuare il recupero dei crediti degli enti locali e dello Stato, allo strumento delle procedure esecutive quali ipoteche immobiliari, pignoramenti di stipendi e conti bancari, fermi amministrativi (le cosiddette “ganasce fiscali”) sui beni mobili registrati (es. autovetture), per colpire i contribuenti morosi; che l’applicazione dei suddetti strumenti di riscossione dei tributi sta assumendo proporzioni notevoli». Secondo i firmatari della mozione, inoltre, «con queste procedure non si distingue chi volutamente evade le imposte da chi invece, a causa della difficile situazione economica, è in situazione di oggettiva difficoltà e il problema principale non attiene all’effettiva posizione debitoria, ma a come viene esercitata l’attività di riscossione, sempre più gravosa e penalizzante per i soggetti debitori».
Nel documento, infine, si ricorda che la riscossione interessa milioni di cittadini che, in una situazione drammatica per la nostra economia, «vengono ulteriormente gravati dalle suddette procedure vessatorie, praticate con elevati interessi moratori, aggi (fino al 9%), compensi, sanzioni, diritti di segreteria. Ciò, evidentemente, ha portato ad una grave emergenza sociale che sta avendo forti ripercussioni sull’occupazione e sui redditi delle famiglie (dall’inizio dell’anno 32 persone si sono suicidate a causa della crisi)». La normativa, inoltre, aveva previsto l’obbligo per gli enti locali di rescindere i contratti con Equitalia a partire dal 2012 e, successivamente, con la manovra Monti, il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2012, ma «non c’è un’effettiva certezza in merito alle tempistiche». I consiglieri hanno sottolineano: «Nell’ottica di attuazione del federalismo fiscale, la riscossione locale dei tributi a capo delle singole Regioni permetterà di adeguarsi in maniera più efficace alle problematiche del territorio e al tessuto sociale locale. La Regione Piemonte sta predisponendo, a favore dello stesso ente regionale e degli enti locali piemontesi, una nuova modalità di riscossione dei tributi tenuto conto degli indirizzi approvati dal Consiglio Regionale del Piemonte».
Tali indirizzi definiscono l’ammontare e le modalità di attribuzione dell’aggio sugli importi lordi complessivamente riscossi, prevedono una compartecipazione degli enti territoriali alla quota dell’aggio, impongono di realizzare una rete capillare di sportelli del contribuente, stabiliscono apposite intese tra Regione Piemonte ed enti territoriali per favorire segnalazioni qualificate e riconoscere, se effettivamente incassato, una quota del gettito regionale derivante dall’attività di recupero dell’evasione fiscale dei tributi propri derivati e delle addizionali di tributi erariali, propongono l’integrazione e l’ampliamento delle modalità di incasso in funzione anche delle tipologie di tributo e debito, stabiliscono di ridurre i costi di gestione delle verifiche e dell’evasione fiscale; di utilizzare un soggetto terzo per la gestione più efficiente ed efficace dei flussi finanziari tra agenzie di credito, utilizzate dai cittadini e dalle imprese, ed i Tesorieri delle amministrazioni pubbliche coinvolte nel processo e infine, di introdurre nuovi meccanismi di pagamento e di anticipazione dell’incasso.
Edoardo Rixi, nell’illustrare in aula la mozione, ha aggiunto: «La Regione non può essere l’unico ente che per la riscossione continui a ricorrere ad Equitalia che, talvolta, ha usato sistemi quasi coercitivi. In questi tempi di crisi da un lato le persone rischiano di perdere il lavoro, dall’altro, per un sistema coercitivo, rischiano il pignoramento dell’alloggio perché, in un momento di difficoltà, non riescono a pagare le imposte. L’Ente locale deve, quindi, saper distinguere tra chi fa il furbo e non vuole pagare e chi, invece, in determinati tempi non può farlo perché si trova in una situazione critica. In caso contrario si crea una ulteriore tensione sociale. Chiedo pertanto alla Regione di analizzare questo problema per capire che cosa intendiamo fare nel 2013: se vogliamo rinnovare il contratto ad Equitalia, e con quali condizioni, oppure se vogliamo trovare una formula nuova, come quella da noi proposta o altre alternative».
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha aggiunto: «Credo che in un momento di grave crisi economica, come quello attuale, sia necessario fare una profonda riflessione. Ci sono stati drammi umani e molte famiglie hanno rischiato di ritrovarsi senza casa. Parecchi Comuni stanno decidendo di non fare più riferimento ad Equitalia per la riscossione, optando per una struttura propria. Mi auguro si trovi una soluzione che abbia delle caratteristiche di umanità e non di speculazione».
L’assessore al bilancio, Sergio Rossetti ha ribadito: «Si tratta indiscutibilmente di un tema delicato ed importante per la quotidianità di molte famiglie. In presenza di norme restrittive e persino vessatorie, si è evidenziato il fatto che molte famiglie vivono in grande difficoltà, in situazioni limite. Molti hanno rischiato di perdere l’appartamento, acquistato con uno sforzo prolungato nel tempo e con grande fatica. Un conto è colpire aziende che evadono e un altro è colpire chi invece non riesce a pagare i contributi. Tutto questo non giustifica certo la violenza che si è scaricata di recente su Equitalia, che peraltro opera secondo disposizioni normative, in parte modificate, che la inducevano a comportamenti obbligati». Rossetti è quindi sceso nel dettaglio della mozione, chiedendo, come detto, il coinvolgimento diretto di Anci, e, quindi, di Comuni e Province, gettando così le basi per la nascita di un ente di riscossione con valenza sul territorio degli enti locali liguri coinvolti, e non solo al servizio della Regione. «In epoca di spending rewiew non è certo ipotizzabile costituire un’azienda di proprietà pubblica e solo della Regione Liguria perché non ci sono le condizioni economiche e giuridiche – ha detto – Diversa è la collaborazione con Anci e possiamo valutare insieme la possibilità di istituire un ente di riscossione. Senza questo partner ritengo che la via non sia percorribile. E’ necessario, quindi, operare insieme a Comuni e Province».
La proposta ha incontrato il favore di Rixi, il quale ha aggiunto:«La nostra idea è quella di un soggetto che possa occuparsi di tutto. Mi auguro che la mozione venga approvata all’unanimità».

Piano di tutela dell’ambiente marino e costiero del Golfo del Tigullio, della Baia del Silenzio e di Riva Trigoso
All’unanimità è stata approvata la proposta di delibera 60: legge regionale 18/99 art. 12. Proposta di approvazione schema definitivo Piano di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero di cui all’art. 41 della legge regionale 20/2006 per l’Ambito 15 Unità fisiografiche “Golfo del Tigullio”, “Baia del Silenzio” e “Riva Trigoso”.
Il Piano è il primo passo di un organico progetto di tutela della costa che analizzerà e introdurrà norme per le diverse aree omogenee dell’intero arco ligure.
L’oggetto principale del documento è la necessità di tutelare le spiagge colpite dall’erosione e le coste alte, spesso segnate da frane e smottamenti, individuando zona per zona i sistemi migliori di intervento compatibili con la tutela dell’ambiente. Per la zona interessata non si prevedono nuovi pennelli o nuovi interventi invasivi ma prevalentemente il ripascimento artificiale delle spiagge erose individuando anche i volumi necessari e la granulometria del materiale da aggiungere per garantire il massimo di stabilità alla costa. Per le zone di costa alta si fa riferimento a quanto previsto dalla normativa dal Piano di Bacino adattata alle caratteristiche peculiari dei siti esaminati. Per Chiavari, dove barriere artificiali già esistono, si prevede di ridisegnare le scogliere al fine di rendere il sistema di difesa dalle mareggiate più efficace e meno impattante. Per la zona di Lavagna, dove le mareggiate in passato sono arrivate a danneggiare la linea ferroviaria, si prevede l’ampliamento della spiaggia attraverso un ripascimento artificiale.
La zona fra Sestri Levante e Punta Manara verrà invece interessata da norme sugli ormeggi finalizzate alla difesa della prateria di posidonia. Per la Baia del Silenzio non sono previsti ampliamenti della scogliera a difesa del golfo. Anche per Riva Trigoso gli interventi si limiteranno al ripascimento artificiale della spiaggia esistente.
Il documento approvato è frutto di un’ampia consultazione pubblica durante la quale sono pervenute osservazioni, tra gli altri, dai Comuni di Santa Margherita Ligure, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, dall’Assobalneari Liguria e dall’Arpal. Contributi sono venuti anche dalle strutture regionali Aree demaniali marittime e Ciclo integrato e Gestione risorse idriche.

Patrocinio dell’Avvocatura di Stato
All’unanimità è stata approvata la proposta di deliberazione n.73 firmata dal Presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone e dagli altri membri dell’ufficio di presidenza che stabilisce: «per le cause che investono il Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria, di affidare il patrocinio all’Avvocatura distrettuale dello Stato».
La legge regionale 17 agosto 2006, n. 25 (Disposizioni sull’autonomia del Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria) prevede che l’Assemblea, attraverso il proprio Presidente, abbia soggettività, legittimazione e rappresentanza processuale nell’ambito dei giudizi aventi per oggetto controversie legate a provvedimenti ed atti di esercizio dell’autonomia consiliare. Inoltre la legge 3 aprile 1979, n. 103 (Modifiche dell’ordinamento dell’Avvocatura dello Stato) consente alle Regioni di affidare, in modo organico, all’Avvocatura distrettuale competente la difesa in giudizio delle controversie che la coinvolgono.
Il provvedimento è stato, quindi, assunto ritenendo «più opportuno, per questioni di qualità ed economicità, l’affidamento del patrocinio alla Avvocatura dello Stato rispetto all’affidamento ad avvocati esterni».Il provvedimento prevede la facoltà di avvalersene anche per gli enti locali per le cause connesse a funzioni delegate dalla Regione. Il provvedimento è inapplicabile nel caso di giudizi in cui sono parte l’amministrazione statale e quella regionale.
Attualmente il Consiglio regionale si avvale di avvocati esterni individuati attraverso un albo appositamente costituito dall’ordine degli avvocati.

Assenti: Ferrando, Morgillo, Piredda, Montaldo
Quorum: 18