“Quando i nostri costituenti scrissero che “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”, non è che non sapessero da dove partire per scrivere la nostra Carta, ma che proprio ritenevano che il lavoro fosse indispensabile per assicurare a tutte e tutti una vita dignitosa”.
E’ con questa premessa che ieri, venerdì 23 febbraio (ore 17,30), Sergio Cofferati è intervenuto alla Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente, dove era in programma l’incontro promosso da Liberi e Uguali, per discutere la proposta elettorale con cui si intende affrontare la crisi economica e manifatturiera che, da un decennio, attraversa il Paese.
“Una grande politica di investimenti pubblici e privati” è la condizione indicata da Cofferati per superare la crisi. “Esattamente il contrario di ciò che è stato fatto qui in Italia, dove -con l’obbligo del pareggio di bilancio-, si è costituzionalmente posto un vincolo alla possibilità di investimenti pubblici”.
“Abolire il fiscal compact è la prima necessità”, ha suggerito pertanto l’europarlamentare “ in quanto questo accordo , che vincola le parti contraenti a rispettare una serie di regole per il contenimento del disavanzo pubblico, la riduzione del debito e il conseguimento del pareggio di bilancio (che il PD ha votato a sostegno), per l’Italia è follia. Non possiamo perdere di vista che se si vuole crescere si deve investire. Investire sulle imprese e sulla ricerca e, dunque, favorire l’università e garantirne l’accesso ai giovani più meritevoli, aiutando significativamente le famiglie più deboli”.
Per Cofferati la nostra economia deve puntare sulla qualità e un alto contenuto di valore aggiunto; “esattamente il contrario di quanto accaduto in questi anni quando si è insistito soltanto per ridurre i salari” anzi, “senza un forte riadeguamento dei salari e delle pensioni al costo reale della vita, l’economia non ripartirà”.
A questo riguardo, l’europarlamentare ha ricordato la recente intesa raggiunta in Germania nel settore metallurgico con la contemporanea riduzione dell’orario settimanale di lavoro e un aumento superiore all’inflazione. “E’ stato fatto in Germania e dunque si può fare”, ha scandito Cofferati.
Ricordando poi la disperazione dei tanti lavoratori che vedono minacciato il proprio posto di lavoro, Cofferati ha ricordato che “col jobs act è diventato possibile per Amazon imporre il bracciale ai propri lavoratori e alla Whirepool trasferire i propri stabilimenti nella repubblica Slovacca lasciando i propri operai privi della cassa integrazione”.
E’ pensando ai giovani ancora non inseriti nel mondo del lavoro, agli esodati, ai lavoratori disoccupati privi di ammortizzatori, a quanti non hanno ancora maturato l’anzianità necessaria per la pensione, che Cofferati ha indicato l’urgenza di un reddito garantito, terminando il suo intervento così: “Non è vero che manchino le risorse per assicurarlo. Quella che non c’è è la volontà politica”






