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Della Bianca (Riformisti Italiani): Comunicato su l’ora di religione

Il consigliere dei Riformisti Italiani è consapevole che oggi la scuola sia figlia dei tempi e quindi, come ha affermato il ministro Profumo più “aperta e multietnica”, ma allo stesso tempo, ritiene che sia necessario fare in modo che le radici cristiane del nostro paese non vadano perse.

“Il numero degli studenti stranieri in classe, anno dopo anno, aumenta – dice Della Bianca – ma non per questo dobbiamo rinunciare alle nostre radici cristiane”.
Nel giorno dell’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico al Quirinale, il ministro dell’Istruzione Profumo ha manifestato la necessità di adeguare la scuola ad un contesto sempre più multietnico, affermando che l’insegnamento della religione negli istituti scolastici, così come è concepito oggi, non ha più molto senso.

“L’ora di religione – spiega Della Bianca – non insegna solo i valori cristiani, ma è anche per gli studenti un’importante ora in cui viene insegnata la storia. Monsignor Ambrosio, presidente della Commissione Cei per la Scuola, ha sottolineato giustamente come l’ora di religione sia già cambiata rispetto al passato. Infatti non si tratta di una lezione di catechismo, bensì un’introduzione a quei valori fondanti della nostra realtà culturale che trovano la loro radice nel cristianesimo”.
Secondo l’ultimo dossier sull’immigrazione della Caritas, tra i 700mila alunni figli di genitori stranieri, solo il 20% degli studenti stranieri è di religione cattolica. Il risultato è che, per la prima volta dal 1993, data della prima rilevazione, il numero degli alunni che non partecipano all’ora di religione ha superato il 10%.
“Anche il sindacato degli insegnanti di religione – aggiunge Della Bianca – ha spiegato che quello religioso è un insegnamento culturale, che contempla già un confronto aperto tra il cristianesimo e le altre religioni. Per questo motivo, ritengo importante non dimenticare chi siamo, e pur comprendendo la necessità di aprirsi ai cambiamenti culturali e storici di oggi, è sbagliato voltare le spalle alla nostra civiltà e alla nostra cultura”.