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Consiglio regionale: no a esuberi Ericsson

Oggi pomeriggio la IV commissione-Attività produttive, presieduta da Sergio Scibilia (Pd), ha approvato all’unanimità una risoluzione che «impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo per la sospensione da parte dell’azienda Ericsson  S.p.A. del piano di esuberi previsto che, oltre a determinare un sensibile impoverimento del Piano di sviluppo del sito degli Erzelli, comporta una forte riduzione dei livelli occupazionali».

La seduta era stata convocata d’urgenza martedì scorso dopo l’incontro fra i capigruppo e consiglieri dell’Assemblea legislativa con i delegati sindacali della società. Alla riunione aveva partecipato anche l’assessore alle Attività produttive Renzo Guccinelli. In quella occasione era emersa la drammatica realtà del polo tecnologico ligure che sarebbe coinvolto nel piano di esuberi avanzato dalla multinazionale.
Nel documento approvato oggi si ricorda che la multinazionale Ericsson  S.p.A. «riveste grande importanza nel contesto ligure e nazionale, per le particolari competenze e professionalità nei settori della ricerca high tech e telecomunicazioni» e che «Ericsson  ha stipulato una  convenzione la quale prevede, tra l’altro, il trasferimento della sede della società  nel villaggio tecnologico degli Erzelli ed individua la società stessa come la prima azienda operativa in loco».

Il piano di esuberi, reso pubblico il 12 luglio 2012, riguarderebbe 374 dipendenti, di cui 94 appartenenti alla sede di Genova, per i quali è stato predisposto un piano di mobilità.

Nella risoluzione viene sottolineato «l’impegno delle Amministrazioni locali, Regione, Provincia e Comune, che hanno predisposto un Accordo di programma avente ad oggetto un piano di sviluppo sul territorio, che prevede la riconversione dell’area degli Erzelli e la disponibilità di consistenti finanziamenti pubblici che potrebbero riguardare anche l’azienda Ericsson».

La commissione, approvando all’unanimità la risoluzione, ha quindi pienamente «condiviso le forti preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali confederali, di categoria e dalle RSU aziendali in occasione del recente incontro con i Rappresentanti della Giunta regionale e dell’Assemblea legislativa».