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ANGELO VACCAREZZA: POTETE DISTRUGGERE LA TARGA CHE LO COMMEMORA MA NON CANCELLARE IL SUO RICORDO

Il 18 Aprile 1970, a Genova si tenne un comizio dell’On. Giorgio Almirante.

Nei giorni precedenti al comizio l’atmosfera si era caricata di tensione, erano arrivate minacce, sui muri della città si leggevano scritte intimidatorie: “Fascisti morirete. Almirante, non uscirai vivo da Genova”.
A causa di un’interferenza con RadioRai venne trasmesso in tutta la Liguria un messaggio: “Scendete in piazza, impugnate i fucili e le mitragliatrici. Difendetevi dai fascisti! Almirante non deve parlare”. Il messaggio fu rivendicato dai Gruppi di azione partigiana.
Il comizio iniziò, Almirante parlava da circa mezz’ora quando iniziarono insulti e slogan, poi i contestatori riuscirono ad arrivare dietro il palco e lanciarono qualunque cosa.
Giorgio Almirante tentò di calmare i Missini “Non cadete nella provocazione! Non fate come loro: loro hanno la forza delle pietre, noi quella delle parole!”. Ci furono diversi feriti.
Fra di loro, Ugo Venturini, operaio, sposato, padre di famiglia venne colpito alla testa con una bottiglia piena di sabbia.
Ugo Venturini morirà nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, il giorno della festa dei lavoratori.
Non esiste ombra in grado di offuscarne il ricordo.
Non esiste silenzio in grado di far dimenticare il suo nome.
Non esiste perdono per l’impunita rossa mano assassina
UGO VIVE.