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Festival della Parola 2018

L’inno di Mameli cantato, danzato e anche “tradotto” nella lingua dei segni. “Tre inni regionali” come “Ma se ghe pensu”, “Sciuri sciuri” e “Funiculì funiculà” a rappresentare la grande varietà delle regioni italiane da Nord a Sud e poi quell’urlo gioioso “Viva la Costituzione”.

Ha preso avvio così, nel segno della freschezza, dell’entusiasmo e della creatività di oltre duecento ragazzini della scuola media Della Torre, il Festival della Parola 2018, con un flash mob nella piazza più rappresentativa della città di Chiavari, fra la cattedrale e il palazzo del Comune, dove per quattro giorni troverà spazio anche la tensostruttura trasparente ribattezzata “Agorà della parola”.
Mentre la prima giornata del festival sta seguendo il suo programma, fra incontri dedicati all’uso consapevole del Web, le testimonianze sul Sessantotto, la presentazione dell’ultimo libro di Luxuria e a chiudere lo spettacolo di Simone Cristicchi “Esodo”, diamo un’occhiata a quanto accadrà domani.
Due momenti molto attesi in mattinata sono:
– alle 10 (Agorà della Parola) l’incontro con Enrica Fico, moglie di Michelangelo Antonioni, che racconterà, in dialogo con Enrico Rovegno, la sua vita con l’uomo e l’artista. Figura chiave per Antonioni non soltanto nella vita privata ma anche in quella professionale, soprattutto negli ultimi anni, dopo essere stato colpito dall’ictus, Enrica Fico permetterà di ricostruire, anche con l’ausilio di proiezioni, il profilo di un grande artista e di un grande uomo.
– alle 11 (Auditorium San Francesco) l’incontro fra generazioni diverse sul terreno della parola e della comunicazione. Il direttore de Il Secolo XIX, Massimo Righi, il responsabile dell’edizione del Levante, Roberto Pettinaroli dialogheranno con gli studenti del Liceo Marconi Delpino di Chiavari e del Liceo D’Oria di Genova, confrontandosi su linguaggi, stili e parole a confronto.
Alle 18, per l’appuntamento con la spiritualità, il punto di vista questa volta sarà quello di V.L.P. Tulku Rinpoce fondatore del Centro Studi Tibetani di Milano che cercherà di rispondere al quesito posto dal festival 2018 “Quale spiritualità per l’uomo della piazza digitale?”.
Grande attesa e tanta curiosità anche per “Musica bambina! Un concertogrosso per gruppo musicale e orchestra di pubblico” che si svolgerà in un’altra delle piazze più belle di Chiavari, piazza Fenice. A proporre l’insolito e divertente “esperimento” musicale un gruppo sofisticato e alternativo al tempo stesso, La stanza di Greta”, Targa Tenco Opera Prima 2017 (vedasi allegato a parte).
Alle 18.30, sempre in tema musicale (auditorium San Francesco) Paola Maugeri in dialogo con Massimo Cotto presenta il suo libro “Rock And Resilienza – come la musica insegna a stare al mondo”.

Ospite d’onore della seconda serata del Festival della Parola 2018, Paolo Mieli, che presenterà “Era di Ottobre” spettacolo sulla rivoluzione bolscevica del 1817. (Allegato a parte)

Ecco di seguito il programma completo di domani, venerdì 1 Giugno:
Ore 9 – Museo Archeologico di Chiavari
Chiacchiere a tavola. I Liguri e il vino degli Etruschi a cura del C.i.f. di Chiavari
Ore 9.30 – Auditorium S. Francesco
La Storia Infinita? a cura del Centro di Cultura L’Agave di Chiavari
Ore 10 – Agorà della Parola (P.zza N.S. dell’Orto)
Con Michelangelo con Michelangelo Antonioni regia di Enrica Fico Antonioni (2005). A seguire,
incontro con la regista Enrica Fico Antonioni in dialogo con il Prof. Enrico Rovegno
Ore 10/18 – Via Martiri della Liberazione
Fugassa. Autentica Genovese. Un brand da scoprire set fotografico realizzato dall’ Istituto Caboto a cura della Prof.ssa Sabrina D’Isanto
Ore 10 – Piazza Mazzini
“La nostra città: parliamone! E’aperto a tutti” – a cura della Scuola G.B. Della Torre
Ore 10.45– Società Economica (Sala Ghio Schiffini)
La grande guerra raccontata ai ragazzi – A cura del Prof. Angelo Nobile (Università di Parma)
Ore 11 – Auditorium San Francesco
“L’Agorà dei Millenials – linguaggi, parole e stili a confronto” – Massimo Righi (direttore de Il Secolo XIX) e Roberto Pettinaroli (Responsabile Edizione Levante de Il Secolo XIX) a colloquio con gli studenti del Liceo D’Oria di Genova e del Liceo Marconi-Delpino di Chiavari
Ore 11.45 – Società Economica (Sala Ghio Schiffini)
“Sui passi di Montale a Chiavari” – Mostra e presentazione del video a cura dell’Istituto G. Caboto
Ore 14 – Piazza Fenice (partenza)
“Visita guidata Le nostre belle piazze: agorà di ieri, agorà di oggi” – A cura di Gianfranca Sanguineti dell’Ass. Ligure Letteratura Giovanile
Ore 15/19 – Via Martiri della Liberazione (lato Piazza Matteotti)
Attività ludica per bambini con libri usati a cura de Il Libraccio
Ore 15 – Giardino della Parola (Parco Villa Rocca)
Fiabe nel parco per i più piccoli a cura degli studenti del Liceo Marconi-Delpino
Ore 16 – Società Economica (Sala Presidenziale)
“Scrivere noir” – Workshop a cura dello scrittore Bruno Morchio
Ore 16/19 – Sala Livellara (Via Delpino)
“Il linguaggio poetico delle cose – Chiudere gli occhi e guardare…In memoria di Elena Bono” – Intervengono la Prof.ssa Elvira Landò, il Prof. Daniele Lazzarin e il Maestro Luiso Sturla (Corsi di Cultura di Chiavari)
Ore 16/19– Via Martiri della Liberazione
Radio Agorà: piazza dell’informazione a cura di Radio Aldebaran in collaborazione con Istituto G.Caboto; la rubrica “Voci oltre il confine” è in collaborazione con la Casa di detenzione di Chiavari
Ore 17 – Istituto A. Gianelli (sopra Parco Villa Rocca)
“Sepion” – Laboratorio artistico creativo per l’infanzia a cura dell’Istituto A. Gianelli
Ore 18– Società Economica (Sala Ghio Schiffini)
“Quale spiritualità per l’uomo della piazza digitale?” – Interviene il Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce, fondatore del Centro Studi Tibetani Mandala di Milano. A cura di Goffredo Feretto e Helena Molinari.
Ore 18.30 – Piazza Fenice
“Musica bambina! Un concerto grosso per gruppo musicale e orchestra di pubblico” – Laboratorio che diventa una performance in cui il pubblico (bambini e adulti ) sarà “diretto” da un direttore. A cura de Lastanzadigreta (Targa Tenco Opera Prima 2017)
Ore 18.30 – Auditorium San Francesco
Rock And Resilienza – come la musica insegna a stare al mondo (Mondadori Ed.); interviene l’autrice Paola Maugeri (Virgin Radio) in dialogo con Massimo Cotto (Virgin Radio)
Ore 19 – Società Economica (Sala Ghio Schiffini)
“Futur-Chiavari “piazza d’arte” – dalla Cappella-Bar alla Colonia Fara” – Intervengono l’esperto Luigi Frugone, lo storico Getto Viarengo e il miscelatore futurista Fulvio Piccinino
Ore 21.30 – Agorà della Parola (P.zza N.S. dell’Orto)
“Era d’ottobre” – Spettacolo teatrale di e con il giornalista Paolo Mieli

Paola Maugeri in Rock And Resilienza
La storia di alcuni protagonisti della scena musicale internazionale da una prospettiva inusuale.

La Maugeri racconta come certi personaggi musicali idolatrati e ammirati in tutto il mondo, non siano semidei moderni ma persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari, spesso sfidando i propri limiti. E se ci sono riusciti loro, possiamo farlo anche noi, attingendo alla nostra innata capacità di resistere alle prove che la vita ci sottopone, trasformando la fatica e il dolore in energia positiva: mettendo in pratica la dote resiliente che come dice Patti Smith “è dentro ognuno di noi, nessuno escluso”.
La musica intesa come strumento di riscatto, guarigione e resilienza: il ritratto di artisti dalle vite tormentate che hanno saputo esprimere la loro parte migliore attraverso la musica e regalarla all’umanità. La musica come espressione artistica universale e come mezzo di impegno civile, etico e sociale. La musica che promuove un’altra visione del mondo e che Paola è sempre stata pronta a raccogliere: dalla testimonianza di Roger Waters dei Pink Floyd, Lou Reed e Laurie Anderson passando per gli U2, i Coldplay fino al jazzista Frank Morgan, pupillo di Charlie Parker.

Lastanzadigreta,
Canzoni pop in metallo e legno massello
Dal 2009 Lastanzadigreta cerca di sperimentare sulla canzone. Lo fa con un organico anomalo, unico, rodatissimo dal vivo e che si è attirato le attenzioni di molti addetti ai lavori e molti appassionati di musica “oltre i generi”: nessun basso, nessuna batteria, nessun ruolo predefinito fra i componenti.
Il fulcro del suono (e del palco) è la grande marimba, insieme sostegno armonico e ritmico. Intorno, una selva di bidoni, tubi, strumenti di recupero: un vecchio harmonium Farfisa, glockenspiel, un set di didjeridoo, una drum machine da 3 euro. Davanti, chitarre elettriche, acustiche, classiche, weissenborn, mandolini elettrici e banjolini, cigar box e giocattoli sonori…
Lastanzadigreta è un collettivo musicale torinese. Comincia a suonare per caso nel 2009, in occasione di un’iniziativa di solidarietà. Il primo risultato tangibile è un pugno di canzoni originali e alcuni concerti, in cui la band si fa riconoscere per l’organico anomalo, incentrato sulla marimba e su strumenti strani e poco diffusi, in molti casi acquistati per pochi euro in qualche mercatino dell’usato, o recuperati in solai e cantine.
Seguono concerti in moltissimi festival e locali italiani. Nel settembre 2013 arriva la vittoria al premio nazionale Lanterne Rock per la canzone d’autore. Nel 2016 il gruppo è finalista al premio l’Artista che non c’era, nel 2017 ottiene la targa “Un Certain Regard” a Musicultura e arriva alle finali nel concorso 1MNEXT, per suonare sul palco del Concertone del Primo Maggio.
Nel 2017 Creature selvagge, il disco d’esordio di lastanzadigreta, si aggiudica la Targa Tenco per la migliore Opera Prima, scelto da una giuria di 200 critici musicali.
La prima parte della storia di Lastanzadigreta è documentata da due EP autoprodotti, stampati in 300 copie numerate: Lato A (2012) e Lato B(2014), quest’ultimo registrato dal vivo al Diavolo Rosso di Asti. Il primo disco sulla lunga distanza, Creature selvagge, esce il 2 dicembre 2016, e raccoglie 12 canzoni: l’etichetta è Sciopero Records, storica label degli Yo Yo Mundi, che compaiono anche nel disco come ospiti (Paolo E. Archetti Maestri canta in “Erri”, brano su testo di Erri De Luca, e regala l’inedito “Amore e psiche”).
Da sempre Lastanzadigreta alterna i concerti all’attività teatrale, in collaborazione con la compagnia Arno Klein e l’attrice Marlen Pizzo: vengono prodotti, fra gli altri, gli spettacoli Già l’ora suonò, per i 150 anni dell’Unità d’Italia; Come l’allodola, basato sul romanzo di Marco Tomatis e Loredana Frescura Ho attraversato il mare a piedi (Mondadori), sulla vita di Anita Garibaldi; e Se mancasse la corrente, spettacolo unplugged di soli strumenti giocattolo e autocostruiti.
Grazie al lavoro del marimbista e compositore Alan Brunetta, Lastanzadigreta arriva anche al cinema, con la colonna sonora del film The Repairman, opera prima del regista Paolo Mitton, che gira i festival di tutto il mondo viene distribuito nei cinema italiani nel 2015.
Dal 2011 i componenti della band sono anche il cuore dell’Associazione Culturale altreArti, che ha sede a Torino e propone una vera e propria rivoluzione didattica nell’insegnamento della musica. Il progetto JAM, nello specifico, porta avanti la filosofia della “musica bambina”: un modo di fare e pensare la musica mettendosi in gioco, stupendosi, sapendo gioire, imparando a essere bambini “permanenti”, indipendentemente dall’età e sviluppando l’ascolto, l’interplay, la collaborazione.
La filosofia di Lastanzadigreta.
Lastanzadigreta è:

Leonardo Laviano, Voce e chitarra; Alan Brunetta, marimba, bidoni, percussioni, piano rhodes, drum machine e molto altro; Umberto Poli, chitarre elettriche, acustiche, giocattolo, weissenborn, cigar box; Jacopo Tomatis, mandolino elettrico, banjolino, clavietta basso, glockenspiel, synth, harmonium; Flavio Rubatto, percussioni, didjeridoo, farfisa, piano rhodes, theremin

ERA D’OTTOBRE
La scena di “Era d’ottobre” si apre con le immagini del film di Eisenstein dedicato alla rivoluzione bolscevica e, successivamente, con il quadro “I funerali di Togliatti” di Renato Guttuso. E’ da quel dipinto che, per raccontare i cento anni dalla Rivoluzione russa (1917-2017), Paolo Mieli prende spunto provando a spiegare perché alcuni dei grandi protagonisti della storia – lunga un secolo – del comunismo (Lenin, Stalin, Togliatti, Dolores Ibarruri, Ho chi Minh) sono rappresentati e altri (Trotzky, Krusciov, Mao, Fidel Castro, Che Guevara, Solgenitsin, Dubcek) no.
A ognuno di questi personaggi è dedicato un ritratto nel corso di un racconto che incrocia la guerra civile spagnola, il secondo conflitto mondiale, la destalinizzazione, i gulag, il dissenso sovietico, le lotte di liberazione, la rivoluzione cinese, quella cubana, la rivolta d’Ungheria, la primavera di Praga, la guerra di Corea e quella del Vietnam. Per concludere il tutto con la stagione di Gorbaciv nonché con il crollo del muro di Berlino (1989). E con un omaggio, in teatro, a questi cento anni di storia.

ORGANICO
VOCE NARRANTE: PAOLO MIELI
COORDINAMENTO TECNICO: ANGELO GENERALI