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La Mecca di Genova, primo museo del videogioco in Italia, si complimenti per l’arrivo del nuovo museo romano. Ma il primato resta in Liguria

Quando a Maggio in Liguria è stata aperta “LA MECCA – Primo museo del videogioco in Italia”, c’è stata un’immediata ed entusiastica risposta da parte di media e appassionati (foto 1) che attendevano da tempo un luogo dedicato al mondo videoludico. La notizia è arrivata inaspettata, in quanto – cosa inusuale in Italia – non c’erano stati proclami dell’apertura, ma semplicemente è stata preannunciata nel momento in cui si è effettivamente realizzata. Altra caratteristica inusuale, La Mecca è stata ideata e realizzata da privati, senza alcun finanziamento pubblico o contributo di sponsor. Altro aspetto inusuale è la gratuità: nonostante sia stato realizzato a spese di privati, non c’è intenzione di lucro in questa iniziativa: l’ingresso è gratuito ed è anche possibile giocare, sempre gratis.

L’esposizione vanta centinaia di pezzi, tra handheld, gadget, libri, riviste, console (foto 2: il fondatore Giansandro Rosasco illustra la storia dell e console ad alcuni visitatori) con pezzi particolari come il Vectrex e il Virtual boy (foto 3), e ovviamente videogiochi, suddivisi per aree tematiche (foto 4 Riccardo Cangini accanto alla sezione delle avventure grafiche dedicata ad Artematica).
L’esposizione è situata presso locali messi a disposizione dal Comune, il che lo rende il primo museo del videogioco in pianta stabile d’Italia: il materiale è corredato di schede descrittive e di approfondimento che lo rendono a tutti gli effetti un museo “scientifico”. Non mancano le note ironiche per rendere l’esperienza museale oltremodo divertente. Molto spazio anche all’interazione, per rivivere le modalità di gioco del passato e apprezzarle nella loro semplicità ma con la consapevolezza che all’epoca era pura avanguardia: si gioca quindi gratuitamente a diversi coin op (foto 5) e ad ogni apertura vengono messe in uso diverse console (foto 6) con giochi adatti ad ogni fascia di età.
Il museo è nato per conservare la storia e l’evoluzione di questo media, per farne comprendere la piena vocazione artistica ma soprattutto per condividere questa passione con altre persone. A tal proposito sono già nate molte amicizie e forme di scambio, raccontate sul profilo Facebook (presto anche sul sito), ma soprattutto un bel senso di comunità che porta anche a dare consigli e soluzioni tra tutti i membri del gruppo.
Un inno alla pasione, alla convivialità e allo stare insieme: elementi che alla Mecca non sono solo parole, ma vere e proprie indicazioni di percorso e atteggiamento, tanto da volerle inscrivere in una CARTA DEI VALORI, leggibile sul sito. A tale proposito sono in programmazione tornei, concorsi e iniziative a tema per riproporre il gioco come forma di socialità, interazione e… umanità.
Con questo spirito La Mecca, orgoglioso di essere nel suo piccolo il primo museo del videogioco d’Italia, si complimenta con Vigamus, il più finanziato ‘cugino’ romano, un altro museo del videogioco che aprirà i battenti a fine ottobre e di cui si annuncia l’apertura dal 2009. Tali iniziative servono a sostenere la cultura videoludica e più musei apriranno di questo genere più facile sarà raggiungere questo traguardo.

Giansandro Rosasco, ideatore e fondatore de LA MECCA – Primo Museo del Videogioco