Motivazioni della sentenza di primo grado del processo Calciopoli
Luciano Moggi era il capo di un’organizzazione che si proponeva di alterare in maniera fraudolenta i risultati della serie A 2004-2005. Questa la sintesi delle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Calciopoli, depositate ieri a Napoli. Non è superfluo ricordare le condanne inflitte, per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, a Moggi (5 anni e 4 mesi di reclusione) ma anche ad altri personaggi che vengono ritenuti fondamentali per il futuro del nostro calcio come Diego Della Valle (un anno e 3 mesi) e Claudio Lotito (un anno e 3 mesi anche a lui). Evitiamo l’elenco arbitral-federale, da Bergamo-Pairetto in giù, per venire a quello che di nuovo rispetto a ciò che si è scritto per anni indicano le motivazioni, ripromettendoci di analizzarle condannato per condannato. Fondamentalmente due cose.
1) Si tenta, in maniera un po’ tortuosa, di presentare Moggi come una sorta di corpo esterno nella Juventus, come se all’epoca dei fatti non fosse già da dieci anni direttore generale della società. Non c’è dubbio che il sistema Moggi riguardasse mezzo calcio italiano, anche con metodi legali, ma è altrettanto vero che non si può parlare di ‘frattura con la proprietà’ quando nell’ambito dello stesso processo l’amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo (uomo degli Agnelli e in particolare di Umberto, ora del figlio Andrea) è stato condannato con rito abbreviato a tre anni.
2) Si evidenzia che la condanna è avvenuta in base a un tentativo di illecito, a prescindere dal fatto che gli illeciti siano stati perfezionati o no, e all’uso delle schede telefoniche anti-intercettazione nelle conversazioni (evidentemente non intercettate nei contenuti) fra Moggi e altri imputati. Una considerazione che ci lascia perplessi sul piano del diritto penale, dove la nostra competenza è vicina allo zero, ma che rafforza le sentenze sportive dove il quadro regolamentare ci è più chiaro: tentativo di illecito uguale illecito (i web-giuristi, ovviamente per puro hobby, ricorderanno la telefonata fra Garonzi e Clerici che mandò in B il Verona).
Previsione penale: in appello molte condanne potrebbero essere ridotte. Previsione sportiva: le motivazioni del processo di Napoli blindano le sentenze sportive, dove il perfezionamento dell’illecito (da discutere caso per caso in una logica giornalistica o da bar) è un elemento secondario. Qual è il non detto della sentenza e delle sue motivazioni? Un gigantesco assist al sistema calcio, che ha serviti sul piatto una serie di ‘cattivi’ quasi tutti fuori dai giochi (tranne Lotito, Della Valle e pochi altri) e considerazioni circostritte ad una sola stagione. Come se il sistema Moggi fosse nato il primo luglio 2004 e morto nel giugno 2005. Sia i simpatizzanti, pay o free che siano (quelli free sono i più inquietanti), che gli antipatizzanti sanno che non è stato così. Previsione mediatica? Moggi, i suoi consulenti con l’hobby della querela (archiviata) e i suoi giornalisti continueranno a coprirsi di ridicolo annunciando prove decisive e rivelazioni che nemmeno Voyager. Al massimo permetteranno (lo speriamo) di punire altri colpevoli, ma per loro è finita.
Twitter @StefanoOlivari






