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ANCORA UNA VOLTA, IL MALTEMPO HA MESSO IN GINOCCHIO LA NOSTRA TERRA

Vite spezzate, strade che non esistono più, paesi isolati, e ancora una dannata volta, un disperato bisogno di risorse economiche per la ricostruzione.

In questo difficilissimo momento per la Regione, un plauso va alla complicatissima macchina dei soccorsi, dala Protezione civile a tutti volontari, che nonostante i tragici eventi si sono mossi in tempo e, ancora ora, a dispetto delle ignoranti critiche di chi ha parlato di inutili allarmismi, hanno fatto e stanno facendo in modo che una situazione già difficilissima non assuma i toni della tragedia più nera.
È un momento di rispetto e dolore profondo per chi, di nuovo, ha perso tutto.
Per chi ancora una volta, si trova costretto a ricominciare da zero, ed è SOLO, in questa tragedia.
Ma è anche finito il tempo delle attese.
Ora il Governo DEVE intervenire immediatamente, il tempo delle parole è scaduto, è tempo di stanziare le risorse utili alla Liguria affinché sia gli Enti pubblici che i soggetti privati possano avere la certezza di economie sufficienti a ripristinare lo stato delle cose ante disastro.
È questo valga sia per la riviera e altrettanto per l’entroterra.
Non poteva mancare in questa giornata nera, un pensiero, sperando che non rimanga tale, alle aziende balneari distrutte, che devono fare i conti con l’ammontare di ingentissimi danni e che non potranno, visto la scadenza al 2020 delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico, ricostruire.
Da sempre, il settore del turismo balneare lotta con le unghie e con i denti per uscire dalla zona grigia in cui è collocato, per non finire però in quella rossa di una Europa che vuol dirigere e ordinare senza conoscere.
Oggi il Governo DEVE fare due cose: inserire gli stabilimenti balneari italiani nelle aziende soggette allo stato di calamità naturale, dando modo e speranza di ripartenza a chi subisce i danni che tutti abbiamo sotto gli occhi.
La seconda cosa è di fondamentale importanza e riguarda il disegno di legge a tutela delle imprese balneari.
Come primo firmatario ho presentato ben due leggii che sono state impugnate.
Ebbene, oggi la richiesta é che ESISTA, DIVENTI REALTÀ un disegno di legge che aiuti il settore traino dell’economia nazionale, e se non possono essere quelli da me presentati, che siano altri, ma che siano SUBITO.
Abbiamo atteso, abbiamo dato fiducia, abbiamo avuto pazienza.
Le esigenze, dopo quanto accaduto ieri, sono ancora più urgenti:
Non possiamo essere lasciati soli nella ricostruzione, nella pulizia delle spiagge perché non siamo più disposti, senza aiuto da parte di nessuno, a rimettere in ordine l’incuria di altri.
È una tragedia vera, io spero che a Roma questo concetto sia stato compreso Il tempo delle attese, non c’è più.