Simona Bastiani, una tra le opinioniste più amate del programma “Amici“ condotto da Maria De Filippi, titolare del blog Occhioallapenna ed ex giocatrice professionista di basket si confida a Seven Press.

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Da quanti anni sei opinionista televisiva?
Sono stata per sei edizioni ad “Amiciâ€. Dopo, stanca dei tanti anni passati in treno ed aereo per raggiungere Roma ho pensato di trasportare il tutto su di una pagina Facebook. Oggi conto 5000 amici di cui molti lasciati fuori per esigenza di spazi e perché non mi andrebbe di gestire altre pagine.
Quindi non sai se farai ancora parte del pubblico parlante nella prossima edizione del programma “Amici�
Non credo, non stanno più sfruttando la parola del popolo, ma in ogni caso non ne avrei il tempo. Devo molto a Maria per l’esperienza fatta e le dirò sempre grazie ma ho ritenuto opportuno mettere a frutto i suoi insegnamenti nel lavoro, spesso presento spettacoli e presenzio come giurata ai Festival di musica.
L’edizione di Amici che ti ha emozionata di più e quella che ti ha emozionato di meno?
Dico subito che le edizioni pre – avvento case discografiche sono state le più vere e sentite ma la vittoria di Marco Carta ed Alessandra Amoroso mi hanno commossa molto, anche se per motivi diversi.
Gli opinionisti televisivi sono più odiati o amati?
Facciamo fifty-fifty? Io posso dire di avere un folto seguito di persone che mi hanno sempre apprezzata per il mio modo schietto ma educato di pormi e che mi seguono tuttora, ma so che qualche mio ex collega non sempre ha goduto della simpatia del pubblico a casa, ma non farò mai i nomi.
Parliamo del tuo blog Occhioallapenna. Quando lo hai creato e a che scopo?
Occhioallapenna nasce come costola di una rubrica che avevo su un quotidiano in Salento molto letta e che fu soppressa per dare spazio alle elezioni politiche, così decisi di continuare ad accontentare i miei lettori su di un blog.

Quante visite riceve giornalmente?
Dipende, ci sono stati dei giorni in cui sono anche arrivata a 1000 visite.
Ti piace confrontarti con chi segue il tuo blog?
Certo, è la base ed il presupposto della comunicazione, ma aborro insulti, parolacce e mancanza di rispetto verso gli altri interlocutori. Lì banno senza nemmeno pensarci su.
Cosa ne pensi di Pechino Express, il nuovo format su Rai Due? Era davvero meglio arrivare a Pachino, come hai scritto in un recente post?
Pachino era una sottile ironia creata da me riguardo i costi di produzione che hanno fatto sì che fosse soppressa l’Isola dei Famosi, programma al quale sono molto legata. Mi piace molto scherzare e creare doppi sensi, in realtà prendo tutto con molto sarcasmo, a cominciare da me. La vita è già amara di suo per appesantirsela anche attraverso la tv. Comunque credo che sia un format innovativo e anche educativo, una sorta di Turisti Per Caso coi fichi secchi, peccato che si sappia già il vincitore e questo mi toglie il gusto di seguirlo con costanza.
Simona, sei stata una giocatrice professionista di basket. Come nasce la passione per questo sport?
Nasce da un babbo calciatore e da una sorella maggiore giocatrice che mi portava con sé perché altrimenti non sapeva a chi lasciarmi, visto che i miei lavoravano entrambi. Avevo un bel tiretto da 3 ed ero molto veloce, sul resto lascio parlare i miei compagni di avventura.
Il ricordo più bello e quello più brutto di quando giocavi a basket?
Più bello, di sicuro l’escalation in A con il Benevento visto che feci una scommessa con il presidente di allora che mi fece scendere di due categorie rispetto alla mia e vincerla fu una soddisfazione enorme; la più brutta un episodio con un mio allenatore che mi alzò le mani in spogliatoio e che poi mi fece chiamare dalla questura come “persona informata dei fatti” a seguito di un incendio alla sua auto, terribile esperienza che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Smisi di giocare anche a causa sua.
Le caratteristiche che deve avere una ragazza per giocare a pallacanestro? L’altezza è così fondamentale?
L’intelligenza sportiva non deve mai mancare, dedizione, impegno e grinta. Oggi purtroppo conta molto anche la fisicità , quindi l’altezza, almeno in alte categorie è necessaria anche in un ruolo come quello del play maker che solitamente non lo prevedeva.
Attualmente stai lavorando a qualche progetto?
Si, sto preparandomi per l’apertura di una mia agenzia visti i miei numerosi contatti e visto che ogni giorno mi arrivano video da ascoltare, oltre ad un concerto che presenterò a Marzo all’Arena del Sole di Bologna. Â
Martedì sera è iniziato “Dallas”, secondo te sarà un flop?
Già dalle prime immagini ho pensato che non potesse avere un grande seguito e gli ascolti il giorno dopo me lo hanno confermato. Un misto tra Beautiful e i film di Rosamunde Pilcher e poi di texano questi nuovi ragazzi con le sopracciglia ad ali di gabbiano non hanno nulla, nemmeno l’olezzo di petrolio.
Hai mai pensato di realizzare un tuo programma televisivo?
Si, l’ho pensato e me lo hanno anche proposto ultimamente in una tv locale in Puglia. Vedremo!!
Fabiana Rebora







