«L’intenzione manifestata dal presidente Burlando di non aumentare Irpef e
Irap, fino a fine anno, nonostante i tagli attuati dal governo in materia
di sanità , è di sicuro un segnale positivo per le imprese, soprattutto le
micro e piccole, in questa congiuntura economica già particolarmente
negativa».
Così interviene Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato
Liguria, in merito alla discussione da parte del consiglio regionale
sull’approvazione del documento “Potenziamento dell’offerta territoriale.
Adeguamento dell’offerta ospedaliera agli standard nazionali.
Dimensionamento della rete e delle competenze del sistema di emergenza”.
Dall’analisi del Sistema Sanitario Nazionale della Regione Liguria emerge
che il 62,4% dei ricavi deriva da contributi e trasferimenti – in
prevalenza da compartecipazione IVA – e solo nel 35,8% da entrate proprie
ripartite tra ricavi relativi all’IRAP e IRPEF (30,7%), ricavi delle
aziende sanitari (4,1%) e ricavi straordinari (0,9%).
In particolare la Regione Liguria si colloca al quinto posto nella
classifica della spesa per beni e servizi: nel 2011, secondo i dati del
Ministero della Salute, tale voce di spesa in rapporto agli abitanti è
pari a 660 euro, nettamente superiore sia alla media nazionale (579,8
euro), che alla maggior parte delle regioni italiane. Riportano costi
nettamente maggiori la Valle d’Aosta che con oltre 870 euro procapite si
aggiudica il primato nazionale e successivamente il Friuli Venezia Giulia
(767,8 euro) la Toscana (715,3 euro) e l’Umbria (669,1 euro).
Anche analizzando il dato riferito al personale sanitario rapportato ai
residenti la Liguria con 715,3 euro procapite si colloca al quinto posto,
distanziando di circa 119 euro il valore nazionale. L’analisi dei dati
regionali fa emergere come la Provincia Autonoma di Bolzano si distanzi
notevolmente dalle altre realtà territoriali, grazie ad una spesa
procapite per il personale di 1.081 euro, quasi il doppio del valore
Italia. Inoltre a sostenere costi maggiori della Liguria: la Valle d’Aosta
(877 euro), la Provincia Autonoma di Trento (779 euro) e il Friuli Venezia
Giulia (767 euro).
Sempre secondo i dati del Ministero della Salute, la regione Liguria con
2,1 medici per 1.000 abitanti si colloca al sesto posto nella classifica
regionale, valore nettamente superiore sia alla media Italia (1,8) che
alla maggior parte delle altre regioni. Ai primi posti con 2,3 medici per
abitante troviamo la Calabria e la Valle d’Aosta (2,3), mentre nella parte
finale della classifica si collocano la Lombardia (1,3) ed il Veneto
(1,6). Situazione simile analizzando il personale infermieristico – nella
Liguria si registrano 5,6 infermieri per 1.000 abitanti – la regione si
colloca al quinto posto della classifica superata solo dal Friuli Venezia
Giulia (6,0), dalla P.A. di Bolzano (6,0), dalla Toscana (5,7) e
dall’Emilia Romagna (5,6). A livello nazionale si contano solo 4,4
infermieri per 1.000 abitanti, valore più vicino alle Regioni in coda alla
classifica come la Lombardia (3,6) e la Sicilia (3,4).
«Il tasso di popolazione over 65 in Liguria, – aggiunge Grasso – che ha
un’incidenza del 26,7% e mette la nostra regione al primo posto in Italia
per numero di anziani con un indice di vecchiaia doppio rispetto a quello
degli under 14, sicuramente non ci aiuta. Ma riteniamo comunque che sia
possibile mantenere un adeguato livello di assistenza, non tagliando i
servizi, ma intervenendo in modo deciso sulle inefficienze del sistema
sanitario ligure, che come ci dicono i dati evidenziati sono ancora
presenti, soprattutto se paragonati alle altre regione italiane».






