
Si è conclusa la ventesima edizione del GENOVA FILM FESTIVAL, l’evento cinematografico più importante della Liguria.
Anche quest’anno sono stati moltissimi gli appuntamenti in programma per un’intensa settimana di proiezioni (circa 100) ed incontri nel centro storico cittadino, a partire dalle sezioni competitive del Festival, diventate nel corso degli anni un’importante vetrina del nostro cinema. Il Festival è diretto da Cristiano Palozzi e organizzato dall’Associazione Culturale Daunbailò.
Tutte le giornate sono state caratterizzate da un grande interesse per le proposte del Festival, tra queste la sezione Ingrandimenti curata dal critico e autore televisivo Oreste De Fornari e con la partecipazione di Babak Karimi, protagonista di ben due film Premi Oscar e vincitore di un Orso d’Argento al Festival di Berlino come Miglior interpretazione maschile, e nella sezione Genova per noi l’omaggio all’attrice italo-svizzera Giorgia Würth, che ha presentato la sua prima opera come regista, Salvatrice, un documentario dedicato a Sandra Milo. Inoltre, l’omaggio a Vittorio Gassman con il regista e giornalista Fabrizio Corallo che ha presentato il suo documentario Sono Gassman! Vittorio re della commedia, e l’incontro e la lezione di cinema tenuta dal regista Mirko Locatelli e della produttrice e sceneggiatrice Giuditta Tarantelli.
C’era molta attesa per il verdetto finale delle giurie a cui sono stati sottoposti i lavori finalisti di una selezione che ha visto la partecipazione di circa 300 autori da tutto il territorio nazionale. Sono state 23 fiction e 6 documentari i film sottoposti al giudizio di due giurie di professionisti composte per i cortometraggi dall’autore e produttore di film d’animazione Jacopo Martinoni, dall’attrice Giorgia Würth e dal musicista e regista Massimo Morini, mentre per i documentari dai giornalisti Erika Dellacasa e Ferruccio Sansa e dal regista e sceneggiatore Giovanni Robbiano.
Nel corso della Premiazione i giurati hanno espresso la loro soddisfazione per l’alta qualità dei lavori selezionati.
Il Premio per il Miglior Cortometraggio di Fiction è stato assegnato al film Moths to Flame del regista milanese Luca Jankovic e del regista novarese Marco Pellegrino “per l’originale idea, la bella fotografia e l’efficace recitazione dei due attori protagonisti. Un film ben calibrato sulle presunte verità e falsità dell’uomo sulla Luna, in una meta-narrazione di altra verità anch’essa recitata”.
La giuria ha inoltre assegnato quattro menzioni speciali:
• a Framed, corto d’animazione del regista romano Marco Jemolo, “per l’ottima animazione in stop-motion, dall’originale script e messa in scena, ottimamente animata e con ottimi tempi di recitazione, al pari di un film live-action”;
• a La giornata, del regista pugliese Pippo Mezzapesa, “per la necessaria denuncia civile, per la sua forza espressiva struggente che con una fiaccolata dà luce a chi è invisibile. A chi ancora oggi muore di fatica in un campo per due euro l’ora. Perché mai più nessuno come Paola”;
• ai corti dei due registi napoletani in gara: L’Affitto di Antonio Miorin “per la scrittura essenziale, efficace, mai retorica, capace di agganciare lo spettatore e trascinarlo nel conflitto di una coppia che ha preso una tormentata decisione di Vita”, e Fino alla fine, di Giovanni Dota “per il soggetto geniale, la sceneggiatura ironica ma realistica, la realizzazione credibile nonostante la trama paradossale. Il colpo di scena finale è la degna conclusione di un prodotto fortemente originale”.
La giuria della categoria cortometraggi di fiction ha inoltre assegnato il Premio per la Miglior Colonna Sonora al film Beauty, “per la perfetta commistione tra immagini, fotografia e musica e per l’ottima orchestrazione delle composizioni originali. Questi elementi elevano la produzione ad un livello internazionale”.
Il Premio per il Miglior Documentario è stato assegnato al film Strange Fish della regista parmense Giulia Bertoluzzi “perché tratta un tema di grande urgenza ed attualità, peraltro ampiamente illustrato da numerosi lavori recenti di documentario e non, ma riesce a trovare una sua cifra emotiva e di linguaggio nel ritratto umanissimo e coinvolgente di personaggi di notevole spessore civile, ritratti con partecipazione e passione sincera e mai retorica”.
La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Sagre balere del regista di Aosta Alessandro Stevanon, “poiché il film crea con maestria raffinata e tratto mai banale l’epopea di una realtà nascosta ai più ma vicinissima, grazie al un ritratto affettuoso, ironico e infine malinconico di un mondo. L’autore mostra competenza narrativa e stile personale grazie anche ad una notevole gestione di ogni componente del testo, scrittura, montaggio, tecnica e la strategia della messa in scena ed al contributo sincero e appassionato del protagonista, vero eroe della provincia nostrana”.
Il Premio della Critica, assegnato da Claudio Bertieri, Massimo Marchelli e Aldo Viganò del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, Gruppo Ligure, è stato assegnato al film Beauty del regista di Campobasso Nicola Abbatangelo “per l’equilibrio tra lo spessore dell’argomento affrontato e la sua sontuosa messa in scena che esalta recitazione e scenografia e rende funzionali narrativamente tagli fotografici e movimenti di macchina”.
Infine, il Premio del Pubblico, assegnato dagli spettatori del Festival mediante votazione popolare, è andato al film Il passato che resta dei liguri Marco Di Gerlando e Ludovica Gibelli, mentre il Premio Daunbailò, assegnato dall’Associazione organizzatrice del Genova Film Festival, è andato al film La giornata del regista di Bitonto Pippo Mezzapesa.
C’era molta attesa anche per l’assegnazione del Premio della sezione Obiettivo Liguria riservata ai registi della regione. La Giuria composta dalla giornalista e critica Francesca Felletti, dalla talent manager e critica Francesca Savino e dal regista e pedagogista Roberto Verace ha proclamato vincitore della ventesima edizione il documentario Tina Pica dello spezzino Daniele Ceccarini, “ritratto incisivo un’attrice caratterista che, ancora oggi, contraddice lo stereotipo della donna desiderabile solo per la sua bellezza esteriore. Un documentario efficace che, attraverso testimonianze e significativi frammenti dei suoi film, riesce a trasmettere anche alle nuove generazioni la grandezza di questa artista”.
La giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione speciale al film La scuola del Mediterraneo. Ritorno a Villa Palme del genovese Adel Oberto, “Storia esemplare di Hans Weil, un professore ebreo tedesco che salvò decine di bambini come lui perseguitati, fondando una scuola all’avanguardia a Recco, in provincia di Genova”.
La 20a edizione del Genova Film Festival è realizzata grazie a Comune di Genova, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Liguria e con la collaborazione di Palazzo della Meridiana, Genova Film Service, G-Spot Teatro di Posa, Mulinetti Recording Studio, Arbash Film, Lucky Red, Surf Film, Wave Cinema.







