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ASSOLTA, ORA DENUNCIA

Riceviamo e pubblichiamo artciolo tratto da ‘Il Secolo XIX” del 15 gennaio

 

È stata assolta e adesso chiede alla ditta, che prima l’aveva assunta e poi l’aveva portata in tribunale, un risarcimento di 500 mila euro. Per mobbing.

Aleksandra Matikj, secondo il pm Enrico Gatti, aveva insultato i dirigenti della Zim, una società di shipping israeliana, con sede a Genova, per la quale lavorava come impiegata con un contratto a termine. E per questo era accusata di diffamazione aggravata dall’odio razziale. Reato che per il giudice non è stato commesso.

Dopo l’assoluzione Aleksandra, rappresentata dagli avvocati Simone Bertuccio e Simone Bringiotti, parte al contrattacco e denuncia la società dove lavorava (dal dicembre del 2011 alla fine del 2012) per discriminazione, mobbing e demansionamento. «La signora Matikj – spiegano i suoi legali – è stata senz’altro vittima a tutti gli effetti, maltrattata per mesi perché immigrata e perché cercava semplicemente di guadagnarsi il rispetto e meritocraticamente il salario. È stata l’unica straniera assunta alla Zim, tra 70 dipendenti circa, e l’unica a non aver avuto il contratto di lavoro rinnovato. Vi sono elementi per fare causa in tutte le sedi, anche penali». La Matikj, nel frattempo entrata a far parte per del Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione, accompagna il suo esposto con un appello alle donne vittime come lei di mobbing: «Denunciate, difendetevi».