Grazie all‘unicità del programma curatoriale e al progressivo successo conseguito nel corso delle
scorse edizioni, 5VIE art+design è oggi riconosciuto anche internazionalmente come il nuovo
polo di ricerca e di design d’avanguardia.
Con particolare attenzione al pezzo unico, all’art design e alla commistione tra le arti, l’edizione 2019 della Design Week vuole consolidare il successo e aprirsi in maniera ancora più forte alla sperimentazione e al pubblico internazionale.
Obiettivo anche quest’anno: confermarsi come punto di riferimento culturale, unendo pluralità di pensiero ed eterogeneità provenienti da tutto il mondo.
Lavorando sempre a stretto contatto con curatori e designer e concentrandosi sui cluster della creatività, 5VIE si afferma sempre più come luogo di incontro e creazione di connessioni tra ambiti diversi, investendo sulla ricerca, sulla selezione dei progetti e sulla loro realizzazione
finale. Evidente in tal modo la sua natura di vero e proprio “museo diffuso del design”.
Dal 9 al 14 Aprile, nel momento in cui i riflettori di tutto il mondo sono puntati su Milano, “le presentazioni e le installazioni proposte da 5VIE contribuiscono e hanno contribuito a implementare l’azione dell’Amministrazione volta a diffondere la vivacità e la creatività della
Design Week in città” così spiega l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani che prosegue: “Siamo convinti che il Fuorisalone non rappresenti solo una valida occasione di confronto per gli operatori e gli addetti ai lavori ma sia, soprattutto, una opportunità per la città capace di offrire la possibilità di avvicinarsi al bello e al ben fatto grazie ai nuovi linguaggi creativi del design che spesso si pongono in continuità con una lunga tradizione di artigiani e attività già presenti nei singoli quartieri della città. Un’occasione di confronto sul mondo del design che trae forza dal lavoro corale tra Comune di Milano e i diversi
operatori dei distretti, uniti dalla volontà di promuovere la città nel segno della creatività e dell’innovazione”.
Come sempre 5VIE si avvale di noti curatori per tracciare la linea editoriale e conferma la collaborazione con Annalisa Rosso, Maria Cristina Didero e Nicolas Bellavance-Lecompte, affidando loro delle installazioni site-specific a riaffermare la naturale attenzione di 5VIE per il
territorio. Come dire…: “squadra che vince non si cambia”.
Nella mistica cornice dell’Oratorio della Passione la Didero lavora con Carlo Massoud realizzando la sua prima personale, una mostra dal taglio sociale e politico filtrata da una visione infantile e fanciullesca. Roberto Sironi decide di affrontare lo scottante tema dei big data in una sofisticata mostra curata da Annalisa Rosso che prenderà forma nell’affascinante scenario delle cantine romane e nel cortile principale del Siam in via Santa Marta. La curatela di Nicolas Bellavance si dedica al lavoro di Anton Alvarez che sperimenta nuove tecniche di fusione per la lavorazione del bronzo con risultati sorprendenti in una mostra personale che si terrà nella Chiesa di San Bernardino alle Monache, aperta per l’occasione.
Nasce da un viaggio a Eindhoven la collaborazione con Kiki Van Eijk and Joost Van Bleiswijk che si traduce in un’installazione site specific nell’ormai noto appartamento di via Cesare Correnti 14, headquarter 5VIE, con la partecipazione di Niels Hoebers, Sander Wassink, Michela Castagnaro. Gli oggetti, concepiti ad hoc per l’occasione, rappresentano forme autonome la cui funzione è solo sussurrata, proiettando il visitatore all’interno del loro processo creativo. “In qualità di Console Generale dei Paesi Bassi, apprezzo l’alta qualità della selezione curatoriale internazionale e considero molto positiva la presenza crescente di progettisti olandesi nel distretto 5VIE”, commenta Johan Verboom. “Dal 2016 l’Ambasciata e il Consolato Generale hanno collaborato con il distretto e quest’anno hanno deciso di sostenere questo progetto nell’intenzione comune di promuovere il talento e la progettualità”.
Come ogni anno, 5VIE dedica l’edizione design week ad un grande maestro. Ospite d’onore sarà Ugo La Pietra, artista affermato già dalla fine degli anni Cinquanta la cui produzione ha attraversato un’incredibile varietà di tecniche creative.
UGO LA PIETRA – DESIGN TERRITORIALE, GENIUS LOCI
Prodotto da 5VIE
Cortile Via Cesare Correnti 14
Ugo La Pietra presenta la mostra personale Design Territoriale, Genius Loci che esplora
l’interesse del maestro sul mondo della cultura sommersa: quel tipo di artigianato artistico
capace di sostenere e rappresentare l’opera d’arte, capace di diventare laboratorio di ricerca per
il design e nello stesso tempo ridare strumenti per connotare l’architettura. Il risultato di questa
attività ha portato alla consapevolezza del grande patrimonio che ancora contraddistingue il
nostro territorio facendo nascere la tendenza sempre più evidente del “design territoriale”. Vale a
dire la progettazione che nasce attraverso l’analisi delle “risorse del territorio”, risorse non solo
materiali, ma rappresentate anche da quei valori di tradizione, tecniche di lavorazione che nel
tempo si sono sedimentati e costituiscono il nostro patrimonio artistico e culturale. Le opere
esposte sono una simbolica campionatura delle collezioni di oggetti progettati da Ugo La Pietra
e da altri artisti e designer e realizzati da artigiani che hanno così rinnovato la loro tradizione
artigianale, espressione della loro cultura e del loro territorio.
Tra le tante aree produttive ancora vitali: dal mosaico di Spilimbergo, Monreale e Ravenna alla
pietra leccese e di Lavagna, all’alabastro di Volterra, ai marmi di Carrara e del veronese, ai vetri di
Murano, Altare e Colle Val d’Elsa, alle ceramiche di Grottaglie, Caltagirone, Vietri sul Mare,
Albissola, Faenza… fino ai bronzi del veronese.
ROBERTO SIRONI – HUMAN CODE – a cura di Annalisa Rosso
Prodotto da 5VIE
SIAM – Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, Via Santa Marta 18
La personale HUMAN CODE di Roberto Sironi, presentata negli spazi sotterranei del SIAM in
occasione della Milano Design Week 2019, è il punto di arrivo di una riflessione che ha segnato
dagli esordi la ricerca del progettista milanese. Un progetto autobiografico che mette insieme
antropologia, tecnologia, data analysis, sperimentazione di processi e materiali, ma anche ricordi
di incontri illuminanti e viaggi d’esplorazione. Ambientata in una dimensione parallela rispetto
alle strade cittadine, la mostra ripercorre alcune tappe salienti della specie Homo. Una serie di
pezzi inediti che fondono in un solo codice (quello umano) frammenti del passato e del presente,
in una sedimentazione densa che attraversa 300.000 anni di evoluzione. Il lavoro di Sironi
sembra suggerire che l’Antropocene – l’era geologica condizionata dall’impatto dell’uomo, che ha
come data simbolica il 16 luglio 1945 – inizi in realtà con la comparsa dell’essere umano, da
sempre in rapporto antitetico con la natura. Nelle fondamenta del palazzo del SIAM adiacenti alle
rovine di epoca romana su cui si sviluppa la città di Milano, lo sguardo del designer assume una
distanza siderale, correndo in avanti di migliaia di anni. Attraverso un varco spazio-temporale,
oggetti a noi noti diventano reperti archeologici misteriosi e potenti, riemersi in un futuro
lontano, dalle componenti artificiali e naturali stratificate insieme in maniera indissolubile. Una
suggestione di forte impatto, che spinge a interrogarsi sulla condizione dell’esistenza umana.
Questa esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione con Abet Laminati, sponsor
dell’evento e alle partnership tecniche con Fonderia Artistica Battaglia, Neonlauro, Serpentino &
Graniti, Indexlab, Serra 1938. Con il supporto di SIAM – Società d’Incoraggiamento d’Arti e
Mestieri.
CARLO MASSOUD – Il Pesce e gli Astanti – a cura di Maria Cristina Didero
Prodotto da 5VIE
Oratorio della Passione, Piazza Sant’Ambrogio
Il Pesce e gli Astanti è la prima mostra personale in Italia del giovane designer libanese e
combina una selezione dei suoi lavori più significativi dall’apertura del suo studio a Beirut nel
2013 a oggi, oltre a una nuova produzione realizzata per l’occasione. Massoud mira a tradurre il
mondo che lo circonda in vivaci oggetti del quotidiano. Temi caldi, vicini al sociale come la
situazione delle donne velate o l’attuale costruzione selvaggia della fiorente capitale del paese in
cui vive e lavora (Beirut è stata distrutta e ricostruita sette volte) sono stati il motore che l’ha
spinto a creare una serie di piccole bambole, le Arab Dolls: Jara, Maya, Zeina e Racha
(dichiarazione nata dal controverso divieto dell’uso del velo all’interno delle istituzioni
pubbliche), o la collezione Capture che testimonia e interpreta appunto il recente boom edilizio
che coinvolge diverse città del Medio Oriente; o ancora con la serie di escavatori dalla grandezza
di un giocattolo appartenenti a Beirut 8, con i quali il designer risponde alla folle gentrificazione
della capitale libanese, dove anche qui costruttori incoscienti sostituiscono residenze tradizionali
con edifici alti e moderni. Costantemente giocata sul filo dell’ironia, la sua è allo stesso tempo
un’indagine sul peso del passato sul futuro, una considerazione profonda e un giudizio aperto sui
valori contemporanei deformati dalle imposizioni e i diktat dell’economia. “Il mio lavoro nasce
dall’insistente indagine di soggetti dal forte taglio sociale e politico, con particolare attenzione
all’ambiente”. Ma la risposta di Massoud al mondo in cui viviamo è sempre filtrata da un candido
atteggiamento da bambino. L’antologica prodotta da 5VIE all’interno dell’Oratorio della Passione
comprende anche un lavoro inedito sviluppato a quattro mani; un progetto site-specific che
Carlo Massoud ha realizzato appositamente per la mostra in una nuova collaborazione con la
sorella ceramista Mary-Lynn Massoud, realizzando una pala d’altare contemporanea, creata con
l’audacia artigianale di un tempo utilizzando ceramica e scaglie di onice. Per questa mostra Carlo
e Mary-Lynn Massoud rileggono le icone classiche della cristianità e della liturgia ecclesiastica –
elementi mutuati dalla loro stessa religione – per coinvolgere il visitatore in un percorso intenso e
ironico, sospeso tra la fisicità degli oggetti e la tensione spirituale del contesto.
ANTON ALVAREZ – L’Ultima Cera – a cura di Nicolas Bellavance-Lecompte
Prodotto da 5VIE
Chiesa di San Bernardino alle Monache, via Lanzone 13
Il lavoro dell’artista e designer Anton Alvarez è piuttosto difficile da definire, si colloca tra oggetti
funzionali e sculture. La pratica di Alvarez oscilla tra espressione e costrizione, portando
formidabili innovazioni tecnologiche senza abbandonare l’artigianato tradizionale. Il suo lavoro è
sicuramente futuristico e grezzo allo stesso momento. Con la mostra “L’Ultima Cera”, Anton
esplora un nuovo materiale: il bronzo, in un modo unico e innovativo. Commissionato e prodotto
da 5VIE e curato da Nicolas Bellavance-Lecompte in collaborazione con la Fonderia Artistica
Battaglia di Milano come parte del loro nuovo programma di residenze, Alvarez adatta la sua
macchina chiamata Extruder per lavorare la cera. L’estrusore è un grande cilindro metallico
appeso al soffitto con catene; utilizza un motore elettrico per esercitare più di duemila chili di
pressione sulla cera, spingendola attraverso diversi stampi e forme per poi uscire in una piscina
d’acqua fredda. Le mani dell’artista gli danno poi la sua forma definitiva. Una volta pronta la
forma in cera, tutti i pezzi sono fusi in bronzo e diventano quindi unici. È la prima volta che un
artista si avvicina a questa tecnica con la produzione di dodici nuove opere.
KIKI VAN EIJK & JOOST VAN BLEISWIJK – CONNECT –
Con la partecipazione di Niels Hoebers, Sander Wassink, Michela Castagnaro
Prodotto da 5VIE e con il sostegno del Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano
Via Cesare Correnti 14
La mancanza di empatia è un problema crescente del nostro tempo. Connect, un’installazione
site specific di Kiki van Eijk e Joost van Bleiswijk, esplora il tema della connessione. Collegamenti
tra natura e persone, creatività subconscia ed espressioni fisiche, tra il crossover di diverse
discipline e l’uso di materiali. Il racconto creativo di Kiki e Joost inizia con il disegno, un processo
istintivo a cui segue una lunga fase di prototipazione in studio dove ci si sporca le mani
sperimentando e costruendo tra materiali e colori. Il percorso si sviluppa attorno ad un’intima e
costante collaborazione dove l’influenza reciproca è tanto stimolante quanto rispettosa. Il lavoro
di condivisione rafforza le due identità senza comprometterle. Ma non solo, perché come spesso
accade nelle coppie creative il prodotto finale è storia privata che diventa omaggio pubblico.
Kiki van Eijk presenta ‘Free Form’, una serie di lampade realizzate in ceramica e illuminate a LED
modellate sulla ripetizione delle forme naturali e la loro coesistenza con l’umano. Con
‘Space Poetry’ Kiki ricerca la relazione tra spazio e architettura traducendola in una serie di
oggetti unici che sono solo suggerimenti della loro fisicità e funzione.
Joost van Bleiswijk presenta ‘Curved and taped’, forme scultoree che si focalizzano sul gesto
espressivo allontanandosi dalla funzionalità, mentre ‘Interlocking Panels’ sono pezzi immaginari e
minimalisti composti di forme connesse tra di loro.
Kiki e Joost accentuano l’importanza del dialogo invitando al progetto espositivo una nuova
generazione di designer e usano lo spazio di via Cesare Correnti anche per ricreare il “dietro le
quinte” del loro processo creativo. In Connect i lavori si collegano e si intrecciano oltrepassando i
confini di Architettura, Arte e Design e dimostrano che quando ci concediamo l’opportunità di
condividere e collaborare, succedono cose bellissime.
Il distretto delle 5VIE conferma la propria attività non solo di produttore, ma anche di
promotore culturale. Molti sono gli eventi con cui il distretto collabora, come la ormai
attesissima parata del design brand italiano Seletti che invade il distretto con lo spirito pop e
coinvolgente del DESIGN PRIDE. L’appuntamento è mercoledì 10 aprile 2019 alle ore 18.00 in
Piazza Castello (angolo via Minghetti): il corteo animato da carri, musica, balli e performance,
attraverserà il distretto concludendosi in Piazza Affari.
Approda alla sua quarta edizione Masterly-The Dutch in Milano di Nicole Uniquole che anche
quest’anno ha selezionato designer affermati, talenti emergenti, aziende, scuole, gallerie di
design, tutti rigorosamente Dutch! Il 350esimo anniversario della morte di Rembrandt, celebrato
con molti eventi in Olanda, sarà quest’anno il tema conduttore delle presentazioni dei
partecipanti. “Questo progetto, che abbiamo sostenuto fin dal suo esordio, rappresenta una
preziosa vetrina del talento olandese” aggiunge il Console Generale dei Paesi Bassi, Johan
Verboom.
Obbligatoria la visita a Palazzo Litta che ospita The Litta Variations / Opus 5, curato da
MoscaPartners. Nel progetto saranno presenti ventidue espositori con oltre sessantacinque
designer del panorama internazionale: un totale di undici Paesi da tutto il mondo animeranno gli
spazi del Palazzo. Nel Cortile d’Onore protagonista è Echo dello studio Pezo von Ellrichshausen,
fondato in Cile nel 2002.
Nel quartiere delle 5VIE, Fattobene con Italy in 100 Objects. A Wunderkammer of the Everyday,
si inserisce presentando per la prima volta la sua collezione, realizzata durante anni di viaggi da
Nord a Sud, alla ricerca di tutti quegli “archetipi della tradizione” caratterizzati da bellezza, buon
design, alta qualità. Il risultato è una “camera delle meraviglie” costellata da oggetti familiari, ma
difficili da ammirare nello stesso luogo, dove scoprire le storie uniche di caramelle, candele, carte,
quaderni, colle, matite, e poi macinacaffè, grucce, saponi, spazzole, tessuti contadini…
Oltre al network locale di design che presenta le novità del 2019 come BDDW, Davide Groppi,
Apparatus, Lisa Corti, Six Gallery, Raw, si rinnovano alcune collaborazioni; dall’esposizione di
Giopato & Coombes che presenta la nuova collezione dal tema “To the moon and back”, al
ritorno di Bitossi Home con una nuova collezione di vasi in collaborazione con Funky Table, al
progetto HOPERAPERTA in cui Patrizia Catalano e Maurizio Barberis dialogano con brand e
designer reinventando forme e materiali della decorazione ambientale, al designer tedesco
Markus Benesch che apre uno spazio inedito – un laboratorio di falegnameria nascosto – che
trasformerà con il suo carattere giocoso, alla mostra collettiva Local Design curata da Emma
Elisabeth con i suoi 44 designers australiani. Sempre dall’Australia Volker Haug Studio presenta
la sua serie di lampade scultoree.
E se poteste stendervi su una spiaggia nel cuore di Milano? Basta visitare L’île de Serge. Il gruppo
francese Serge Ferrari presenta infatti la nuova collezione di tessuti per l’arredamento da
esterno, tramite un’esperienza espositiva a cura dell’esplosiva designer Sara Ricciardi.
Tra gli espositori che hanno trovato in 5VIE una sinergia d’intento e di valori anche Eligo Studio,
con un’inedita riedizione della collezione Sedie di Chiavari e con una rinnovata collaborazione
con l’ormai iconico laboratorio di ceramica Paravicini; Arno Declercq con la sua ricerca dei
materiali; e ancora Laufen, nella suggestiva cornice del Teatro Arsenale con un lavoro che
fotografa i vari “stati” del materiale fino al prodotto finito.
Nella frenesia dei progetti da visitare, occorre ritagliarsi un momento da Officine Saffi che
promuove l’importanza della ceramica nell’arte, nel design e nella cultura contemporanea.
All’interno della Galleria saranno esposti i 24 artisti finalisti della terza edizione del premio Open
to Art.
Il tema della memoria ispira Nicoletta Gatti, arredatrice e designer milanese con la sua inedita
collezione “Renaissance Rehab”. Con un’intima serie di arredi vintage rivestita con Jacquard
Rubelli fuori stampa e trattata con sistema tessile rezina, Nicoletta è riuscita a creare un delicato
equilibrio tra ieri e oggi, tra memoria e contemporaneità.
Tra le new entry anche Tillmann Lauterbach con la sua ossessione per gli oggetti trovati
casualmente e per il riuso dei materiali che tratta con frammenti di marmo, Officinanove che
nobilita il ferro trasformandolo in oggetti di design, Purho e Colleoni Arte che lavorano con il
vetro di Murano e l’esposizione che esprime la narrativa concettuale di Mark Sturkenboom e Siba
Sahabi.
Merita una visita anche la sede dello studio di architettura Bastianello/Costa/Marchetti/Fabro,
nel cortile dello splendido Palazzo Belgioso in via Morigi 9: un piccolo e sofisticato progetto di
interior con le carte dipinte a mano e gli arazzi di seta ricamata dell’artista Elena Carozzi e
l’ultima edizione di lampade-scultura in vetro create da Angela Ardisson con Artplayfactory. A
pochi passi, nella su storica sede, Pellini presenta i pezzi unici di Emanuela Crotti e MIPA mostra
la sua nuova collezione con un’installazione site-specific.
Riflettori puntati sul progetto speciale di brand indipendenti selezionati da Martina Gamboni: la
fornace POGGI UGO, una delle più importanti e antiche d’Italia, celebra i suoi 100 anni attraverso
un progetto a cura di Valentina Guidi Ottobri. In un dialogo di reciproca ispirazione tra passato e
presente, la mission per il progetto, affidato allo studio spagnolo Masquespacio, è lavorare
sull’idea del viaggio come rivelazione. Inaugura durante la design week per poi trovare fissa
dimora nelle 5VIE il concept store Candiani Denim nella centralissima Piazza Mentana progettato
dal brillante Studio AtelierP.
La collaborazione con il SIAM, Società di Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, porta alla creazione
di un vero e proprio “polo espositivo”, dove tra gli altri Kanz- Franceschinis-ZPSTUDIO si
esprimono in una edizione limitata dai materiali nobili. Il duo francese Garnier & Linker torna
nelle 5VIE per il brand Ormond Editions con una nuova collezione di illuminazione. Nuovo lancio
per la “maison d’Edition” francese THEOREME EDITIONS curata da David Giroire e Jerome
Bazzocchi. Nella scenografica aula magna sarà presentato il progetto di Camp Design Gallery,
mentre i designer sono chiamati in una call a partecipare a ORCHESTRA, progetto espositivo che
sarà anche momento di confronto tra i più giovani.
La mostra Räume erzählen (Spazi si raccontano) presenta l’architettura di Max Dudler attraverso
gli interni e i mobili disegnati dall’architetto stesso. Realizzata in collaborazione con Deutsche
Werkstätten, la mostra mette in relazione fotografie di grande formato scattate da Stefan Müller
con una serie di mobili di Max Dudler.
Torna anche l’ensemble FORO Studio + Alessandro Iovine che presentano Rug- o-rama, una
serie di arazzi realizzati con materiali di recupero provenienti dall’industria e dall’artigianato
locale del settore dell’arredo, con lo scopo di dare loro nuova vita e trasformandoli in pezzi unici.
Gastón y Daniela, Design of the Time e Decortex con le nuove collezioni, rappresentano al
meglio il mondo dell’editoria tessile. Dal Giappone arriva il progetto in legno naturale di
Toshiyuki Kita per il brand Conde House, dall’India ILO RUGS e Almst Blck, nello storico
appartamento di via Cesare Correnti 14, con l’esposizione “Sentient”, una coinvolgente
esperienza sensoriale composta da tre mostre: Immerse, la nuova collezione di tappeti da sogno
by Ilo Rugs; una collezione di veri e propri elementi scultorei presentati da Studiopepe e Almst
Blck, presto mostra itinerante che viaggerà in tutto il mondo; e Into the Desert by Massimiliano
Camoletto, Ilo e Almst Blck, prima incursione del premiato architetto nel design del tappeto.
Infine, per celebrare la sua prima partecipazione alla Design Week The Cloister ospita il designer
francese Sam Baron, che mette in mostra una nuova serie di opere e oggetti 2D e 3D
caratterizzati dalla combinazione di diversi materiali quali vetro, ceramica, porcellana e tessuto.
Partecipano con progetti speciali le numerose boutique che stabilmente animano il distretto
come Lo Studio, il Lingottino, Spinelli A&G, la tradizionale Conti Borbone con Evve Milano,
Ottica San Maurilio che presenta la collezione di Jean Philippe Joly, DressYouCan che lavora con
il concetto di reciclo.
Si rafforza il dialogo costante di 5VIE con le realtà pubbliche e private locali, per contribuire alla
promozione e alla crescita qualitativa del distretto attraverso progetti di riqualificazione
sociale culturale e urbanistica capaci di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sul tema
fondamentale dell’innovazione e del vivere comune. 5VIE ripropone il progetto di design sociale
Stanze sospese, sostenuto dalla Fondazione Allianz Umanamente, che l’anno scorso aveva
trovato casa nelle cantine del Siam, per ripensare gli arredi delle camere di pernottamento del
carcere di Opera. In occasione della Design week 2019 la cella prototipo installata nel IV raggio
del Penitenziario di san Vittore sarà eccezionalmente aperta al pubblico nella giornata di Giovedì
11 aprile alle 11,30.
Prosegue anche l’attenzione su Piazza Mentana, che è ora semi-pedonalizzata, e sulla sua
destinazione d’uso: a tal fine, in collaborazione con il Municipio 1, 5VIE ha coordinato e promosso
un laboratorio di idee attraverso il quale i giovani studenti della Scuola Media Beltrami hanno
potuto esprimersi rispetto alla loro visione della Piazza. Appuntamento dunque venerdì 12 aprile
alle ore 9.00 per un momento di confronto tra i giovani studenti, i rappresentanti del municipio 1
e alcuni esponenti di spicco dell’architettura e dell’urbanistica per incoraggiare l’utilizzo creativo
e responsabile degli spazi pubblici da parte di tutti, pur nella consapevolezza delle complessità
normative e legislative che regolano i piani attuativi di ogni progetto.
Come and discover the best of art and design at 5VIE!
PRESS PREVIEW 5VIE: lunedì 8 aprile 2019 – ore 11.00
OPENING 5VIE: mercoledì 10 aprile 2019 – dalle ore 19.00 alle 23.00
INFO & PRESS POINT 5VIE: c/o Via Cesare Correnti 14 e c/o Oratorio della Passione, Piazza
Sant’Ambrogio , 9-14 aprile dalle ore 10.00 alle 19.






