Approvato oggi in consiglio regionale il ‘ddl 210’ proposto dall’assessore ai Parchi e Biodiversità Stefano Mai (Lega) che riguarda il riordino complessivo della normativa regionale inerente i Parchi e le Aree Protette.
“Sono molto soddisfatto – ha spiegato l’assessore Mai – perché è il compimento di un lungo lavoro durato diversi mesi. Questa legge rappresenta la volontà di riformare la normativa regionale in materia, eliminando situazione dubbie, obsolete o di contrasto normativo.
Ci consente di ripartire con una nuova condizione di certezza ed efficienza nella gestione e nella tutela del patrimonio di biodiversità della Liguria.
Quello di oggi rappresenta un punto e a capo dal quale si potrà ripartire con maggiori certezze e una gestione migliore di tutto il territorio delle nostre aree protette.
Anche per questo, qualsiasi situazione dubbia, non ancora chiarita dai nostri uffici e che quindi necessiti uno studio approfondito, è stata rinviata a una discussione successiva dalla quale né la Regione né io ci tiriamo indietro in nessun modo.
La nuova legge rappresenta il culmine di un percorso condiviso. Infatti i contenuti sono stati discussi numerose volte in Commissione regionale con il confronto tra Enti Parco, Comuni, varie associazioni e rappresentanti delle realtà che operano sul territorio.
In diverse occasioni sono stati accettati gli emendamenti presentati in Commissione e quelli presentati in consiglio regionale, dalla maggioranza e dall’opposizione. Questo non significa che la norma andasse riscritta. In realtà si tratta di una ‘legge aperta e completa’ che ha visto la segnalazione di numerose situazioni di dettaglio con un idoneo percorso durato più di sei mesi”.
CONFINI PARCHI: sono 540 gli ettari di riduzione dei confini dei Parchi Antola, Aveto, Beigua e Alpi Liguri. Con l’approvazione di oggi i confini dei Parchi saranno certi e ridefiniti secondo le esigenze segnalate dal territorio.
AREE CONTIGUE: il ddl 210 non entra nel merito delle cosiddette ‘aree contigue’.
PARCO DEL FINALESE: con la cancellazione di uno strumento attuativo obsoleto e mai realizzato, 5 Aree Protette passeranno dalla gestione provvisoria (in essere dal 1985), alla gestione ordinaria.
AREE PROTETTE: non viene cancellata nessuna tutela. Alle Aree protette previste dalla Provincia di Savona viene tolta la dicitura di aree protette regionali in quanto non rispettano i parametri minimi di legge. Gran parte di queste aree rientrano anche nei cosiddetti ‘Sic’.
ALTRE NOVITÀ: sono istituite importanti novità, tra cui nuovi strumenti amministrativi per i Parchi e un coordinamento regionale per le aree protette.
Il DDL 210 non entra nel merito dei confini del Parco di Portofino, né come Parco regionale, né nella previsione di Parco nazionale, e nemmeno riguarda la gestione dei siti rete natura 2000 (SIC/ZSC/ZPS). Inoltre, la legge non riguarda in alcun modo il Parco regionale di Montemarcello Magra Vara.
“Il ddl 210 – ha spiegato l’assessore Mai – prevede l’istituzione per legge regionale dei confini dei Parchi Antola, Aveto e Beigua.
I confini di questi Parchi erano regolati con delibera dell’Ente Parco di concerto con i Comuni che sono comunque già rappresentati nell’Ente. Tale delibera veniva trasmessa alla Regione che poteva approvarla d’intesa in Consiglio o rigettare la richiesta con motivazioni.
Oggi l’unica differenza è che a essere modificato con delibera dell’Ente Parco e poi approvata dal Consiglio Regionale, non è più un atto amministrativo, ma una legge regionale: quindi un strumento più certo e chiaro.
Questo sistema già vale per i Parchi regionali come quelli di Portofino e Alpi Liguri. Dimostrazione ne è il fatto che il ddl 210 prevede anche una variazione dei confini proprio del Parco delle Alpi Liguri.
Inoltre, sono stati cambiati i confini di quattro Parchi regionali per rispondere a quanto richiesto dagli stessi Enti Parco e da tutto il territorio. Le variazioni dei confini non rappresentano un mero taglio, ma una rimodulazione complessiva indicata in molti casi dagli stessi Enti Parco su specifiche criticità.
Non si tratta affatto di 1000 ettari ma di 540 ossia il 2,39% dei quattro Parchi (quando gli ettari delle aree protette liguri sono ben 157mila ovvero il 30% dell’intero territorio regionale).
Inoltre, Regione Liguria ha accolto tali richieste seguendo il principio di sussidiarietà del controllo del territorio.
Nello specifico del Parco dell’Antola, abbiamo dato una risposta alle richieste di circa 10 Comuni e del territorio in generale, che chiedevano la risoluzione di numerose situazione di conflitto sui confini esistenti fin dall’istituzione del Parco nel 2001 e manifestatemi fin dal 2015”.
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* Modifica dei confini già istituiti con legge regionale 34/2007.
** Valori assoluti in ettari.
*** I valori a “Piani 2001” rappresentano l’estensione dei Parchi prima della presente legge.
“Sul mancato ingresso del Comune di Urbe nell’Ente Parco del Beigua – ha chiarito l’assessore Mai – questo non si è realizzato per l’esigenza di affrontare ulteriori approfondimenti sulle tipicità del territorio da annettere. Abbiamo scelto di proseguire con il riordino della normativa sui Parchi e Aree Protette della Liguria, quindi tale discussione è semplicemente stata rinviata al dopo approvazione del ddl 210”.
AREE PROTETTE DEL SAVONESE.
“Il ddl 210 – ha aggiunto l’assessore Mai – non prevede affatto la cancellazione di 42 aree protette.
Semplicemente, le 42 aree protette provinciali di Savona perdono solo la denominazione di ‘Aree protette regionali’ come previsto dalla legge, ma il territorio rimane tutelato come prima.
In sostanza, si è proceduto a un necessario riordino amministrativo di aree protette che, fra le altre cose, non rispettavano gli standard minimi di legge per essere identificate come Aree naturali protette regionali.
Questa scelta è stata fatta perché queste 42 aree protette, contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) del 2005, non hanno mai visto la loro concreta attuazione.
Sono quindi rimaste aree protette di interesse provinciale ai sensi della legge regionale 12/1995 (Riordino delle aree protette).
Esse rappresentano un sistema di valorizzazione delle risorse storico paesaggistiche e ambientali e sono di mero indirizzo al fine della redazione da parte dei Comuni dei piani urbanistici.
In questo senso è il Ptcp (di adozione della Provincia) a prevedere limitazioni in senso edilizio e in senso di salvaguardia della biodiversità, e non è Regione Liguria a provvedere alle prescrizioni.
Per questa ragione, le norme contenute nella nuova legge sui Parchi liguri non hanno nessun potere di modificare o rimuovere queste aree protette.
In altre parole, ciò che viene soppresso è soltanto la qualificazione di Area naturale protetta regionale di cui le 42 aree protette non rispettano gli standard minimi operativi”.
LE 42 AREE PROTETTE DEL SAVONESE RIENTRANO NEI SIC.
“Gran parte di queste aree protette (17.494,09 ettari su 22.653,05) sono state incluse nei Siti di interesse comunitario (Sic) della Rete natura 2000 con cui si è dato attuazione alle Zone speciali di conservazione (Zsc) e alle Zone di protezione speciale (Zps) secondo la direttiva comunitaria Habitat 92/43 CE.
Da allora sono oggetto della tutela prevista in generale dalla legge regionale 28/2009 (tutela della biodiversità) e oggi, nello specifico, dalle misure di conservazione approvate dalla giunta regionale nella presente legislatura. Quindi usufruiscono di una tutela aggiuntiva che non viene minimamente toccata dal ddl 210.
In sostanza, non viene creata nessuna confusione o limbo normativo, ma viene fatta chiarezza tra differenti strumenti normativi che si sono sovrapposti nel tempo e talvolta hanno creato difficoltà interpretative sulle norme a cui fare riferimento.
In definitiva, non viene rimossa o ridotta nessuna tutela paesaggistica e ambientale”.
COORDINAMENTO REGIONALE DEI PARCHI LIGURI.
“Da oggi – ha annunciato l’assessore Mai – verrà istituito il ‘Sistema delle aree protette regionali’, ovviamente Parchi inclusi, che possa coordinare l’azione in tutte queste aree al fine di dare delle priorità comuni e allineare la gestione.
Vengono istituite la ‘Conferenza del sistema regionale’ e la ‘Conferenza dei direttori dei Parchi’. Viene anche istituito il Piano regionale delle aree protette.
Il presidente o l’assessore competente di ogni Conferenza la convocherà almeno una volta all’anno e questo permetterà di dare risposte puntuali al territorio che avrà un luogo ufficiale di confronto”.
AREE CONTIGUE.
“Il ddl 210 – ha dichiarato l’assessore Mai – non entra nel merito delle aree contigue.
Infatti, il tema delle aree contigue viene trattato nell’ambito della definizione dei Piani dei Parchi, attualmente in discussione presso la IV Commissione Territorio e Ambiente.
La nuova legge prevede solamente la futura adozione dei Piani dei Parchi che sono in discussione e per i quali è in itinere il confronto con gli Enti Parco.
Quindi le aree contigue non vengono decise unilateralmente da Regione Liguria, ma vengono proposte dagli Enti Parco con una delibera che viene trasmessa all’ente regionale, il quale può approvarla in consiglio regionale o rigettare la richiesta”.
COSA COMPORTANO LE AREE CONTIGUE.
“Le aree contigue – ha precisato l’assessore Mai – non comportano nessun limite in termini edilizi se non in casi particolari dovuti alle specificità del territorio.
In Liguria ciò avviene solo per Montemarcello Magra Vara.
Di norma le aree contigue comportano solamente una limitazione venatoria. Nell’area possono cacciare solamente cacciatori residenti nei Comuni del Parco.
In aggiunta, le aree contigue possono contenere delle prescrizioni, non di limite, ma di programmazione territoriale per incentivare il recupero storico/paesaggistico/naturale.
A oggi le aree contigue sono presenti solamente in tre Parchi.
Nel Parco di Portofino che ha chiesto e ottenuto la sospensione di parte delle stesse fino alla conversione in Parco Nazionale. In quello dell’Aveto dove comportano limitazioni venatorie e anche programmazione territoriale. In quello di Montemarcello Magra Vara dove comportano una limitazione venatoria e anche urbanistica data la loro peculiarità”.
PARCO DEL FINALESE.
“Il tema del Parco – ha spiegato l’assessore Mai – è entrato in discussione nel 1977, previsto dalla legge regionale 12/1995, all’art. 46.
Dopo 12 sedute della Conferenza istitutiva fra il 2006 ed il gennaio 2010, non è mai stato istituito.
Con la cancellazione dell’istituzione del Parco del Finalese viene semplicemente cancellato uno strumento attuativo obsoleto.
Inoltre, ricordo che il finalese sia stato in grado salvaguardare territorio e biodiversità, ma anche di incentivare e attrarre turismo (in particolare quello escursionistico) senza l’istituzione del Parco”.
La mancata istituzione del Parco non è avvenuta solamente per il mancato finanziamento, ma per importati criticità tecniche in termini di intesa e contiguità territoriale. Se il territorio tutto sarà unito nel proporre un nuovo Parco, sono disposto ad aprire un nuovo confronto.
Con la cancellazione di questo strumento attuativo si risponderà alle esigenze di cinque aree protette liguri.
Le aree protette di Bric Tana, Piana Crixia, Rio Torsero, Isola di Bergeggi e Isola Gallinara, sono in gestione provvisoria fin dal 1985, in quanto tale gestione era stata indicata provvisoria in attesa della realizzazione del Parco del Finalese.
Con la cancellazione di oggi della previsione di istituire il Parco, queste aree protette potranno finalmente entrare in una fase di gestione ordinaria e risolvere numerose problematiche”.
ALTRE NOVITA’ DEL DDL 210.
“Oltre al Piano regionale delle aree protette – ha continuato l’assessore Mai – sono numerose le novità apportate dal ddl 210.
Sono tutti interventi che mirano a un maggiore coordinamento fra enti, alla riduzione dei costi, al sostegno ai Comuni e ai cittadini che vivono nei Parchi e nelle aree protette e alla promozione di questi territori”.
Ecco le novità previste.
Realizzazione di funzioni associate coi Parchi e tra loro e i Comuni e la Regione Liguria.
Riforma della Comunità del Parco che dà maggior peso ai territori (in base anche alla superficie con cui contribuiscono al Parco).
Vengono aggiornate e semplificate le modalità di redazione del Piano del Parco e del Piano socio economico del Parco.
Viene data una priorità nei finanziamenti ai Parchi, ai Comuni e ai privati nel Parco. Le priorità riguardano in particolare:
a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale;
b) recupero dei nuclei abitati rurali;
c) opere igieniche e idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo;
d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;
e) attività culturali nei campi di interesse del Parco;
f) agriturismo;
g) attività sportive compatibili;
h) strutture per l’utilizzo di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili, nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.
Le attività agricole e forestali vengono riconosciute come un valore importante per la gestione del territorio delle aree protette (senza la presenza dell’uomo la nostra montagna ligure non esisterebbe). Inoltre, si promuove l’opportunità di far eseguire i lavori di manutenzione ambientale nel Parco alle imprese agricole del territorio, sfruttando la loro multifunzionalità.
Viene espressamente indicato il percorso normativo da seguire nel caso di istituzione di un Parco interregionale, con anche talune misure intermedie, quali il contratto di fiume o i protocolli d’intesa.
Promozione del marchio dei prodotti dei Parchi.
Vendita on-line dei prodotti dei Parchi.
Possibilità di inserire biglietti di ingresso o di introdurre tariffe per i servizi erogati dal Parco (ad esempio: per i parcheggi).
Vengono introdotti strumenti di supporto da parte della Regione ai Parchi per svolgere alcune attività in forma centralizzata e con un economia di scala che ne riduca i costi (ad esempio: la formazione del personale).
Vengono definite meglio le casistiche per il commissariamento dell’ente.
Viene riformulata la norma sulla vigilanza facilitando la possibilità di avvalersi della vigilanza volontaria.
Stefano Mai, assessore regionale ai Parchi e Biodiversità e consigliere regionale Lega Nord Liguria – Salvini






