«Sono passati ormai cinque mesi dalla dichiarazione dell’azienda di 94 esuberi e il governo ancora latita». Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione Liguria e responsabile regionale Idv Lavoro Welfare, riporta l’attenzione sul caso Ericsson, l’azienda leader delle Tlc che a luglio ha annunciato l’intenzione di ridimensionare, per circa il 12% l’attuale forza lavoro nel sito genovese.
«Dopo le numerose richieste espresse dai lavoratori e dalla Regione – dice Piredda – ci saremmo aspettati che il governo intervenisse sull’azienda per avere chiarimenti in merito alla possibilità di attuare misure alternative all’esodo incentivato sul sito genovese. Questo stesso governo che, ricordo, attraverso il Mise e il Miur si è impegnato allo stanziamento di circa 31 milioni di euro per lo sviluppo di programmi di ricerca nella nuova sede di Ericsson nel nuovo parco tecnologico degli Erzelli.
L’azienda, negli incontri avvenuti sino a oggi con i sindacati, ha dimostrato un atteggiamento di totale chiusura rispetto a misure alternative agli esodi che, seppur volontari, non possono essere visti positivamente dato che avrebbero come inevitabile conseguenza l’impoverimento del sito genovese, il più colpito dai tagli della riorganizzazione dell’azienda. Una fuga di cervelli che la nostra regione non può permettersi alla luce anche dei dati Istat che vedono la Liguria ai primi posti in Italia con ritmo di crescita della disoccupazione, in particolare quella giovanile, superiore alla media nazionale di oltre un punto percentuale.
Inoltre, dato il recente passo indietro fatto da Ericsson sulla possibilità di avviare una start up a Genova che avrebbe coinvolto una cinquantina di lavoratori del territorio, sorge il lecito dubbio che il piano-tagli annunciato dall’azienda non si limiti, nel futuro, ai numeri fino a oggi dichiarati. In attesa che giungano alla Regione chiarimenti esaustivi sulle reali intenzioni dell’azienda e sul futuro occupazionale nel sito ligure, Italia dei Valori presenterà a breve un question time alla Camera per chiedere delucidazioni ai ministri Passera e Profumo su quali passi intenda fare questo governo nei confronti di un’azienda che nei prossimi anni godrò di ingenti finanziamenti pubblici».





