Pioggia battente sul ponente, allagamenti nell’entroterra, piccole frane, treni in ritardo e cancellazioni, annuncio della chiusura delle scuole a Genova nei Municipi di Ponente e Medio Ponente.
Questa è, sinteticamente, la situazione ora in Liguria.
«É innegabile che i cambiamenti climatici abbiano portato a una frequenza di eventi metereologici estremi in passato inimmaginabile – esordisce il consigliere regione Gianni Pastorino – A fronte dello scarso impegno da parte dei governi a modificare il proprio comportamento, è necessario capire come diventare resilienti nell’affrontare questi fenomeni distruttivi, fortunatamente oggi non in termini di vittime ma in termini di danni all’entroterra e alla costa».
«Gli eventi meteo intensi in Liguria, secondo dati Arpal, sono quasi triplicati negli ultimi 9 anni, con una concentrazione sempre maggiore nel capoluogo ligure che ad oggi si dimostrato meno preparato del necessario – dichiara Pastorino – Il fattore di reattività è fondamentale, ma non è l’unico: se si continua a portare avanti un approccio solo informativo con la cittadinanza, i rischi rimarranno alti».
«Partendo da questo presupposto, è importante adottare un sistema di prevenzione basato su piani di protezione civile aggiornati, conosciuti e condivisi con la cittadinanza – sottolinea il consigliere Pastorino – Bisogna partire dalla conoscenza delle situazioni locali per poi avanzare proposte concrete e operative, aiutando i cittadini a usare al meglio gli strumenti oggi disponibili».
«Ad Aprile di quest’anno abbiamo incontrato, insieme a un’esperta del CIMA, i cittadini della Bassa Val Bisagno per parlare con loro di “piani di emergenza” – dichiara Pastorino – Lo ripetiamo anche oggi: per una prevenzione efficace, deve essere assicurata la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, al processo di elaborazione della pianificazione di protezione civile.
A fronte di eventi calamitosi sempre più frequenti e impattanti, la consapevolezza è senza dubbio un valore aggiunto che può fare la differenza. Informare i cittadini e trattarli unicamente come soggetti passivi è un approccio sbagliato che aumenta il fattore di rischio. Quando questa ondata di maltempo sarà passata, mobilitiamoci subito per l’organizzazione, la gestione e la verifica di iniziative riguardanti l’approccio partecipato alla pianificazione dei piani di emergenza, sperimentando nuove metodologie di partecipazione attiva dei cittadini. Il Comune di Genova guardi con maggiore attenzione agli esempi virtuosi presenti sul nostro territorio e si attivi il prima possibile».






