Moliere che parla genovese
Domenica 9 dicembre 2012 ore 16.00
Prosegue la programmazione di teatro dialettale al Teatro di Cicagna con la commedia tradotta da Le Malade Imaginaire e adattata in genovese dal commediografo genovese Mario Bagnara in O Marotto Immaginäio Do Sciö Molière , messa in scena dalla Compagnia Teatrale I Senza Pretese di Sestri Levante, con la regia di Gianna Ferrari.
La commedia ebbe il suo plauso nel 1998 al Teatro E. Duse di Genova quando, per la prima volta nella storia, una commedia in dialetto genovese venne inserita nel cartellone del Teatro Stabile di Genova con l’allestimento de I Caroggê e la regia di Patrizia Pasqui.
Bagnara cura in modo impeccabile la traduzione in dialetto ed interviene con molti e decisi tagli al testo, e trasforma un personaggio maschile al femminile – il fratello di Argante diventa, qui, la sorella Beralda; inoltre sopprime il personaggio della figlia più piccola.
Questa commedia ha la sua bellezza nell’intuizione originaria, quella di poter inserire la storia di Molière anche nel contesto genovese, senza svilirla o farle perdere intensità .
L’avarizia, la tirchieria, temi portanti di questa commedia, sono elementi che da sempre e diffusamente stigmatizzano la personalità del genovese.
Davvero brillante l’inserimento sul finale della commedia della figura di Molière, che entra nei panni di Argante.
La commedia si apre direttamente con il monologo del protagonista Argante, un uomo ricco e di buona salute che si crede malato; egli è intento a conteggiare i gettoni che deve al farmacista, il signor Lavanda, in cambio delle numerose cure mediche prestategli a causa della sua grave malattia. L’uomo, credendo ormai di aver ben poco tempo da vivere, desidera che la bella figlia Angelica si sposi con il giovane medico Tomaxin Diaforetico, figlio del signor Diaforetico, noto medico, così che il genero acquisito possa fare le veci del suo medico di fiducia, o Mego Purgon. Ma Angelica si è innamorata di un giovane chiamato Cleante, il quale ricambia la ragazza con gli stessi sentimenti. Angelica ignora totalmente il futuro marito e rifiuta di sposarlo. Argante, su tutte le furie, minaccia la figlia di chiuderla in convento se mai dovesse disobbedire ai suoi ordini.
Tonia, la serva, discute a lungo con il padrone cercando di convincerlo di quanto sia sbagliato costringere qualcuno con la forza a sposarsi con una persona che non ama, ma tutto invano; Argante vuole che Angelica sposi un medico. Argante è sposato in seconde nozze con Bettina, donna avida di denaro e per nulla curante dei sentimenti, che fa il possibile per impossessarsi delle ricchezze dell’uomo, compatendolo appositamente a tale fine nella sua malattia immaginaria. Come tutti i malati gravi anche Argante decide di stendere un testamento sotto la guida di un notaio, il signor Bonafé. Ed è proprio alla nomina di ereditiera in questo testamento che aspira la perfida Bettina, che naturalmente agisce a discapito della figliastra. La sorella Beralda cerca in ogni modo di far capire al fratello che la sua malattia non è nient’altro che una convinzione psicologica e che i medici, i farmacisti e la stessa moglie cercano solo di truffarlo e di derubarlo delle sue ricchezze.
Grazie ad un piano escogitato da Beralda e dall’astuta Tonia, con una messa in scena della morte di Argante, l’uomo riesce a capire chi veramente fra la moglie e la figlia gli voglia bene.
Così Mario Bagnara descriveva il suo lavoro al debutto dell’opera nel 1998: “Per tradurre un testo teatrale, bisogna scegliere fra due strade: o attenersi rigorosamente alla sua lettera, oppure cercare soprattutto di corrispondere alle aspettative dell’autore, cioè agli effetti, comici e non solo comici, sui quali egli contava.
Per quanto mi riguarda, lavorando su “Il Malato Immaginario†ho scelto la seconda strada: e dovendo rendere conto a una Compagnia, a una regista e a un pubblico assai diversi da coloro per i quali la commedia fu scritta, l’ho assoggettata a non pochi cambiamenti, modificandone i dosaggi e introducendo i necessari correttivi. Questa, oltre alla natura del dialetto genovese, una ragione della libertà che mi sono preso. Se ne aggiunge anche un’altra, più soggettiva ma irresistibile, di cedimento alle provocazioni teatrali che Molière riesce sempre a lanciareâ€.
con Ivan Raso, Gianna Cipriani, Angela Rolleri, Adriana Sturla, Alessio Vattuone, Roberto Guidetti, Serena Marazzi, Alessio Vattuone, Tiziano Antonucci, Alfredo Rolleri
Prezzi biglietti intero € 10,00 – ridotto € 8,00
Orario biglietteria
La biglietteria del Teatro di Cicagna è aperta il mercoledì e giovedì dalle ore 16,30 alle 18,30 (con diritto di prevendita) e 1 ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Diritto di prevendita € 1,00
Prevendita
Gattorna – Beauty Center Profumeria – Via del Commercio 36 E/D – Tel 0185 934826
Chiavari – Sol Diesis Strumenti musicali- Piazza Fenice 6 – Tel 0185 312259 Cicagna – Bar G’ho a gôa secca
Diritto di prevendita € 1,00
Online su www.happyticket.it
Teatro di Cicagna Il Teatro della Val Fontana Buona Posti a sedere n. 336
Via Giovanni Gualberto, 1 Tel 0185 1908295 16044 Cicagna (Genova) www.teatrodicicagna.it
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