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Gabriele Dolfi e GDRacing Team asd

Abbiamo conosciuto Gabriele Dolfi all’ultimo Endurance svolto nel circuito del Mugello, a cui aveva partecipato anche nel 2001. Il pilota fiorentino ci ha colpito molto per la sua storia fatta di gare, vittorie ma anche di un episodio sfortunato nella sua ventennale carriera.

– Ciao Gabriele, ci racconti qualcosa di te?
Sono nato a Firenze nel 1977. Tra stradali, minicross e sport production arrivo nel 1996 al trofeo Suzuki 250 con un secondo posto assoluto nel campionato toscano. Dopo una bella parentesi in motocross negli anni 2000 risalgo su una 250 Aprilia correndo allo stesso tempo in minimoto con il GDRacing Team nato nel 2001 vincendo il trofeo Estate ed il titolo regionale 2008 in sella ad una pitbike motard.Passato nelle categorie 600 e 1000, dopo l’incidente del 2006 ho partecipato a molti campionati con la Yamaha R1. Arrivando ai giorni nostri Premier National cup su Ducati 1098s (2010) e trofeo italiano amatori su CBR1000 (2011/2012)
– Come nasce questa tua passione?
Nasce da bambino grazie anche ai tanti amici appassionati, primo fra tutti Filippo Chiarelli di Promoracing
– Dal 1994 al 2012 hai corso in tante categorie, dal 125 al CBR1000 ed anche in pitbike, quali sono le differenze?
Cominciando in 125 e 250 cc (e minimoto) 2 tempi, si impara lo stile, ovvero a far scorrere la moto, poco freno e ingressi velocissimi. Il cross mi ha dato la sensibilità. Guidare su fondi accidentali, sabbiosi e fangosi ti permette di sentire ogni sensazione e di usare il fisico nel modo corretto. Il motard e’ un insieme delle due discipline. La 1000 cc è una categoria basata sulle frenate, poca scorrevolezza, riadrizzare la moto il prima possibile per poter usare tutto il gas in accelerazione. il bello di tutto è che le categorie si completano a vicenda.
– In questo ventennio come è cambiato l’ambiente delle corse?
Il motociclismo è molto cambiato. A parte la tecnologia applicata alle moto, i prezzi ed i costi generali hanno, secondo me, fatto si che l’affluenza si riducesse in maniera eccessiva.
– Nel 2006 hai avuto un brutto incidente, ti va di raccontarcelo?
In sella al mio scooter ho avuto una collisione frontale con un auto che veniva contromano. L’unita di soccorso mi ha dato da subito poche ore di vita, invece sono rimasto un mese in coma. Durante questo periodo ho subito anche tanti interventi chirurgici per le altre lesioni subite. Una volta risvegliato l’amore dei familiari e l’aiuto della clinica mobile del dott. Costa hanno fatto il resto.
– Dove si trova la forza per reagire?
Nelle persone che ti amano e ti sono sempre accanto e poi nella propria testa. Forza di volontà e passione per ciò che ami fare di più al mondo.
– Nel 2011 decidi di aprire la Riding School; perché questa esigenza?
La scuola nasce da me che ho avuto la fortuna di praticare questo sport da venti anni e grazie al supporto di Bulvit srl. La voglia di trasmettere la mia esperienza avvicinando quante più persone possibili a questo sport evitando che si sfoghino in strada.
– Quale iter burocratico hai dovuto seguire per aprire la tua scuola?
La burocrazia è tutta legata agli scarichi di responsabilità che, con il team, ho a volontà. Poi avere uno staff di persone competenti con piloti e insegnanti federali adibiti ai corsi di guida. E’ importante avere anche dei mezzi adeguati da mettere a disposizione degli allievi.
– Cosa pensi di poter insegnare a chi si rivolge a te?
Tutto ciò che serve per guidare la moto, iniziando dalla mentalità. La cura e la manutenzione della moto e poi la guida vera e propria con tutto quello che gli anni di gara hanno insegnato a me.
– Programmi per il 2013?
Con il GDRacing Team asd, seguire i piloti nell’affrontare i tanti trofei. Con la Riding School proseguire i corsi di guida e chissà allacciando una bella collaborazione con il forum BikersByte