Ok a adeguamenti in materia di disciplina edilizia per attività produttive e governo del territorio
Con 18 voti a favore (maggioranza di centro destra e Boitano del Gruppo misto) e 11 astenuti (Pd, Movimento5Stelle, Linea condivisa) è stato approvato il Disegno di legge 265 Adeguamento della legislazione regionale in materia di disciplina edilizia per attività produttive alla disciplina statale e altre disposizioni sul governo del territorio
Il Disegno di legge è strutturato in due parti: la prima riguarda lo Sportello unico per le imprese, la seconda contiene disposizioni in materia di governo del territorio per semplificare la normativa esistente. La prima parte adegua la disciplina urbanistico-edilizia relativa ai titoli abilitativi necessari per modificare e realizzare attività produttive esistenti o di nuovo insediamento: vengono precisate le attività che rientrano nel campo di applicazione della legge e sono introdotti adeguamenti alla normativa nazionale per semplificare i procedimenti amministrativi. Altre semplificazioni dei procedimenti amministrativi sono introdotte per la localizzazione di impianti per teleradiocomunicazioni e di connessione ai servizi di rete. La seconda parte contiene, fra le altre, una disposizione che riguarda la Città metropolitana di Genova: viene introdotta una semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’approvazione delle varianti al Piano dei bacini padani (VBP) in attesa che venga approvato il Piano Territoriale Generale. Viene consentita, inoltre, la regolarizzazione di modifiche minori apportate ad edifici esistenti in modo da superare alcune problematiche che si verificano in occasione di atti di vendita di unità immobiliari ed immobili. Il testo, infine, riduce le competenze della Regione in materia di autorizzazioni paesaggistiche, a favore dei Comuni ai quali, inoltre, vengono estese le agevolazioni nei programmi urbanistici per la cosiddetta “rigenerazione urbana” fino a comprendere anche gli eventuali incentivi previsti dalla normativa statale.
L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha illustrato 4 emendamenti presentati della giunta questa mattina, di natura strettamente tecnica, che sono stati poi approvati dal Consiglio. Nel merito del provvedimento l’assessore ha dichiarato: «E’ una legge importante, che nasce dopo un ampio confronto con il territorio, perché cerca di semplificare i lavori in campo edilizio e urbanistico andando incontro alle esigenze, manifestate dalle categorie, di snellimento delle procedure. A questo scopo – ha aggiunto – abbiamo anche incrementato alcune competenze dei Comuni per evitare passaggi burocratici con la Regione».
Programma regionale della pesca e dell’acquacoltura 2019-2021
Con 24 voti a favore (maggioranza di centro destra, Boitano del Gruppo misto e Pd), 6 astenuti (Mov5Stelle e Linea Condivisa) il Consiglio regionale ha approvato la Proposta di deliberazione 112 “Programma regionale della pesca e del’acquacoltura” 2019-2021
Il documento indica i due obiettivi principali della strategia regionale fino al 2021: la tutela e governance dell’ecosistema marino e la tutela della concorrenza e competitività delle imprese di pesca . Per quanto riguarda il primo obbiettivo il programma prevede politiche della pesca decentrate a livello locale; un regime di pesca differenziato e centrato sulla salvaguardia della piccola pesca costiera; l’utilizzo di strumenti di gestione basati sui piani nazionali e locali per singolo areale di pesca e non solo per la tutela di un singolo stock ittico. Saranno proseguite le attività di sperimentazione avviate nel triennio precedente. Proseguirà l’azione di sostegno a forme di allevamento sostenibili nell’acquacoltura, come l’allevamento di nuove specie autoctone, la policoltura, l’acquacoltura in siti esposti, compresa l’acquacoltura biologica; verrà sostenuta la diversificazione, attraverso l’ittiturismo, e la trasformazione; verrà sostenuta l’acquacoltura di specie d’acqua dolce, attualmente inesistente sul territorio regionale, e verrà aumentato il potenziale dei siti di acquacoltura, con particolare riferimento alla molluschicoltura e all’acquacoltura off-shore. Per quanto riguarda il secondo obbiettivo il programma conferma il percorso 2015-2018: integrazione con le filiere della trasformazione, conservazione, distribuzione e commercializzazione; valorizzazione e potenziamento di pescaturismo e ittiturismo; attività divulgative e promozionali; affidamento all’impresa ittica di servizi ambientali. Proseguiranno le iniziative per la valorizzazione del pescato, il rilancio dei processi di investimento e dell’innovazione tecnologica attraverso forme agevolate di accesso al credito ed ai meccanismi assicurativi; rafforzamento dell’assistenza tecnica e di servizi alle imprese attraverso le associazioni di rappresentanza del settore della pesca e dell’acquacoltura; formazione professionale e informazione; rafforzamento dei programmi di ricerca per la sostenibilità ecologica, economica e sociale delle attività di pesca e di acquacoltura.
Claudio Muzio (FI) ha presentato la relazione di maggioranza auspicando il voto favorevole dell’aula: «Questo provvedimento è uno strumento di governance importante per un settore in grande sviluppo che va sostenuto». Il consigliere ha sottolineato: «Un aspetto importante, valorizzato nel programma, riguarda la pesca turistica che può offrire ampie ricadute occupazionali ed economiche per l’indotto». Muzio ha ricordato che oltre 100 mila liguri si dedicano a questa disciplina
L’assessore alla caccia e pesca Stefano Mai ha dichiarato: «Questo è il principale provvedimento di pianificazione regionale in cui la giunta ha cercato di rafforzare alcuni obbiettivi, fra cui la tutela dell’ecosistema marino, ma dobbiamo anche tutelare la competitività delle imprese liguri rispetto alla concorrenza del mercato globale». Mai ha sottolineato, infine, il trend positivo del settore.
Proposta di legge per migliorare la sicurezza dei lavoratori sulle autostrade liguri
E’ stata approvata all’unanimità la Proposta di legge 185, presentata da Giovanni Lunardon (Pd) “Iniziative regionali per migliorare la sicurezza dei lavoratori occupati in ambito autostradale”.
Il testo prevede una classificazione delle tratte in base ai livelli di rischio per adottare interventi che garantiscano maggiore sicurezza agli operatori, la loro formazione specifica promuovendo intese fra i soggetti coinvolti. Vengono richiesti progetti per il pieno svolgimento delle competenze attribuite ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Il provvedimento prevede, inoltre, l’istituzione di un Tavolo permanente per la sicurezza autostradale che dovrà svolgere il monitoraggio delle condizioni di sicurezza individuando, fra l’altro, i tratti più pericolosi dove adottare misure di prevenzione più severe nei cantieri aperti in quelle carreggiate. La norma finanziaria prevede uno stanziamento di 120 mila euro.
Approvati due emendamanti presentati dalla giunta.
Giovanni Lunardon, relatore della proposta di legge, ha ricordato che la Liguria è fra le 5 Regioni italiane con la più alta densità di incidenti autostradali e, in particolare, che la Savona-Genova è la seconda autostrade più pericolosa secondo l’Associazione italiana delle concessionarie autostradali. «L’apertura di un cantiere è una turbativa rilevantissima – ha aggiunto – che comporta la necessità di equilibrare le esigenze dei lavoratori che vi operano con quelle degli utenti e adottare tutti gli accorgimenti necessari per proteggere il cantiere e gli utenti». Secondo il consigliere la partecipazione dei lavoratori nelle varie fasi dell’attività di prevenzione è un presupposto necessario per individuare e attuare misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica nei luoghi di lavoro. Lunardon, infine, ha ricordato il Protocollo di intesa firmato in prefettura nel luglio del 2015 per garantire più sicurezza nei cantieri autostradali della provincia, poi esteso a tutta la regione, e ha sottolineato: «Questa proposta di legge intende dare forza agli impegni assunti nell’accordo, per alcuni aspetti, ancora inattuato e andare anche oltre ed è la prima proposta del genere in Italia: considera – ha specificato – tutto il sedime stradale ligure come un unico ambiente di lavoro, estendendo le misure di sicurezza non solo ai lavoratori del cantiere ma anche ai lavoratori del verde e negli autogrill».
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha annunciato il voto favorevole del gruppo: «Questa proposta di legge – ha spiegato – va a rispettare l’intesa fra prefettura, concessionari autostradali, le confederazioni sindacali, il comitato paritetico e le asl e voterò a favore, ma non la posso firmare perché, ancora una volta ci si rivolge a interlocutori autostradali che dimostrano di non garantire la scurezza dei lavoratori e continuano a confermare la propria inadeguatezza». Il consigliere ha ricordato che il Movimento ha chiesto più volte la revoca delle concessioni autostradali agli attuali gestori.
Sergio Rossetti (Pd) ha sottolineato: «L’asse autostradale di per sé non è considerato un punto dove si incrociano più lavoratori, tuttavia il tema della sicurezza non dovrebbe riguardare il singolo trasportatore o lavoratore rispetto alla sua impresa ma l’integrazione delle diverse problematiche degli ambienti di lavoro. Questo tema è diventato importante non tanto per le concessioni, ma la considerazione del livello di dignità che i lavoratori in questo paese possono perdere». Rossetti ha denunciato il livello di sfruttamento dei lavoratori nei cantieri autostradali e ha concluso: «Con questa legge – ha concluso – abbiamo inserito dei principi emersi nel confronto con sindacati e aziende, ma c’è la necessità di chiarire quali debbano essere le misure a tutela delle maestranze».
L’assessore alla sicurezza Sonia Viale ha annunciato il voto favorevole della giunta annunciando un emendamento che stanzia 120 mila euro nel bilancio di previsione 2020-22 per dare attuazione alla legge. «Come abbiamo già dimostrato in più occasioni, se si è in presenza di proposte che hanno attinenza con le problematiche dei cittadini liguri, la giunta non fa venire meno il suo sostegno e il supporto affinché siano approvate e vadano a far parte dell’ordinamento regionale. In questo caso – ha aggiunto – si incide su un tessuto normativo esistente» e ha ricordato, a questo proposito, l’istituzione del coordinamento per la sicurezza sul lavoro. «La delicatezza e la specificità del tema dei cantieri autostradali – ha spiegato – ha fatto sì che il Protocollo non venisse applicato in tutte le sue parti, di qui la sensibilizzazione delle sigle sindacali per trasformare il protocollo in legge e avere, così, la copertura finanziaria anche per progetti volti alla diffusione della cultura della sicurezza del lavoro».
Valter Ferrando (Italia Viva) ha annunciato voto favorevole al provvedimento
Franco Senarega (Lega Nord Liguria- Salvini) ha annunciato voto favorevole sottolineando l’impegno finanziario della giunta.
Francesco Battistini (Linea Condivisa) ha annunciato voto favorevole ringraziando il consigliere Lunardon per l’iniziativa
Interventi per la diffusione delle tradizioni liguri nel mondo e a sostegno dei liguri emigrati
E’ stato approvato all’unanimità il Disegno di legge 277 “Disciplina degli interventi per favorire la diffusione delle tradizioni liguri nel mondo e a sostegno dei liguri emigrati”
Attraverso questa legge la Regione promuove iniziative per conservare e consolidare i legami con le comunità di liguri all’estero per mantenere vive e tramandare le tradizioni. liguri e favorire il legame con la terra d’origine delle giovani generazioni discendenti dagli emigrati liguri. A questo scopo viene favorito l’associazionismo fra i liguri all’estero e vengono sostenute le associazioni più rappresentative che operano in Italia o all’estero a favore dei liguri nel mondo, anche mediante la concessione di contributi; vengono promossi studi, ricerche, conferenze e pubblicazioni sulla storia dell’emigrazione e sul ruolo dei liguri nelle vicende dei Paesi nei quali sono stati accolti; viene sostenuta la diffusione, fra le comunità dei liguri all’estero, di pubblicazioni, materiale audio e audiovisivo, anche su supporto digitale, utile per rinsaldare e sviluppare i rapporti culturali con la terra d’origine. Fra gli obbiettivi della legge c’è anche la promozione di iniziative culturali e sociali, rivolte in particolare ai giovani discendenti da emigrati, per diffondere la conoscenza della lingua e della cultura italiana, della storia e delle tradizioni liguri. Un aspetto qualificante riguarda la promozione dell’integrazione dei liguri, dei coniugi e dei loro discendenti che rientrano dall’estero per risiedere in Liguria, agevolando il loro inserimento negli istituti scolastici, nelle attività produttive, anche attraverso servizi di orientamento al lavoro e corsi di formazione e riqualificazione professionale. Vengono sostenuti, tramite i Comuni di residenza, gli emigrati che rientrano dall’estero per risiedere in Liguria che siano in condizioni di disagio economico anche attraverso la concessione di un contributo per sostenere le spese di viaggio, di trasporto degli oggetti personali e di prima sistemazione. Questi interventi sono rivolti agli emigrati all’estero che siano cittadini italiani; siano nati in Liguria o ivi residenti da almeno cinque anni consecutivi prima dell’espatrio; che abbiano risieduto all’estero per almeno cinque anni consecutivi. La Giunta regionale, propone per la sua approvazione al Consiglio regionale il Piano regionale triennale degli interventi, per l’attuazione degli interventi previsti e istituisce l’elenco delle associazioni dei liguri all’estero senza scopo di lucro che operano da almeno due anni nei paesi esteri o nel territorio della Regione. È istituita presso la Giunta regionale la Consulta dei liguri nel mondo che coordinerà le azioni previste dalla legge.
Approvati due emendamenti della giunta
L’assessore all’immigrazione e emigrazione Sonia Viale ha illustrato il disegno di legge: «Questo provvedimento continua a rafforzare il senso di appartenenza e di identità di tanti liguri che hanno mantenuto un legame profondo con la nostra terra. Siamo tutti abituati, in alcune realtà del territorio – ha aggiunto – a partecipare ad alcune celebrazioni per ricordare i liguri che si sono distinti nel mondo». L’assessore ha sottolineato: «L’approvazione sempre unanime del programma annuale è un segnale positivo. E’ stata recepita la proposta del Cal di far partecipare alla costituenda Consulta anche i giovani liguri, abbassando l’età minima a 35 anni». L’assessore ha poi illustrato altri nuovi aspetti della legge, come l’inserimento anche di una programmazione triennale, e ha presentato un emendamento, poi approvato in aula, che modifica le disposizioni transitorie per consentire di utilizzare le risorse del bilancio 2022 con le regole vigenti.
Procedure per l’approvazione regionale dei Piani regolatori portuali
Con 18 voti a favore (maggioranza di centro destra e Boitano del Gruppo misto), 5 contrari (Mov5Stelle) e 6 astenuti (Pd e Linea Condivisa) è stato approvato il Disegno di legge 254 “Modifiche alla legge regionale n.9 del 12 marzo 2003 (Procedure per l’approvazione regionale dei Piani regolatori portuali e dei progetti di interventi negli ambiti portuali)
Nel 2016 con la Riforma Delrio e nel 2017 con il cosiddetto “Correttivo Porti”, lo Stato ha modificato le norme sui piani regolatori portuali contenute nella Legge 84 del 1994. In sostituzione dell’attuale Piano Regolatore Portuale unico per ogni scalo, ora è previsto un piano a due livelli: Il Documento di pianificazione strategica di sistema (DPSS) e il Piano Regolatore portuale.
Il DPSS è un documento generale di indirizzo, strategia, posizionamento sul mercato, dell’intero sistema portuale (es. Genova-Savona, La Spezia – Marina di Carrara), contiene anche l’identificazione delle diverse funzioni dei bacini e dei compendi (es. rinfuse o container) e, per la prima volta, sono delimitate le aree di interazione porto-città cioè le aree in cui direttamente avviene il contatto tra porto e ambito urbano, e saranno definite di comune accordo tra Porto e Comuni, segnando una demarcazione: al di qua della linea, sarà il Comune a stabilire nel suo PUC la disciplina urbanistica, e viceversa. Il provvedimento prevede che i Comuni esprimano sul DPSS un semplice parere mentre i DPSS saranno approvati dalla Regione, previa intesa col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel caso di Autorità di sistema portuale interregionali, la regione capofila ovvero quella cui appartiene il porto sede dell’AdSP, deve ottenere anche l’Intesa con la regione cointeressata. Il Piano Regolatore Portuale vero e proprio, redatto indipendentemente per ogni singolo porto, conterrà tutti gli elementi di dettaglio propri degli attuali PRP; sui nuovi PRP il Comune sarà chiamato ad esprimere l’intesa (più forte e vincolante del parere) ma per la sola parte delle aree di propria competenza, inoltre il PRP sarà sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La nuova legge regionale, inoltre non si limita a recepire le novità statali, ma Integra alcune tempistiche per garantire certezza alla conclusione del procedimento: per esempio i termini di approvazione da parte della Regione i cui 60 giorni partono da quando si ottiene la prevista intesa col Ministero delle Infrastrutture. Inoltre, nel più attento rispetto dello Statuto, attribuisce la competenza diretta all’approvazione dei livelli di piano alla Giunta Regionale.
Approvati gli emendamenti presentati dall’assessore Benveduti e dal pd
Giovanni Lunardon (Pd) ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti, poi approvati dal Consiglio regionale: «La norma non prevedeva il coinvolgimento degli organi consiliari nell’iter di approvazione, per questo motivo abbiamo chiesto all’assessore Benveduti il coinvolgimento della Commissione consiliare competente, anche se resta invariato quanto la giunta deciderà, in quanto è sua la competenza in materia. Crediamo, infatti, che il passaggio preventivo in commissione – ha concluso – potrebbe essere utile alla giunta».
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha annunciato il voto negativo del gruppo: Nel testo ci sono alcune interpretazioni arbitrarie che non corrispondono ai piani di applicazione della VAS ed elementi troppo deboli sulla tutela ambientale e sulla salute in relazione al rapporto che ci deve essere fra porto e citta. Questo disegno di legge – ha concluso – è un’occasione mancata della giunta».
Legge di manutenzione della normativa regionale
Con 18 voti a favore, (Maggioranza di centro destra e Boitano del Gruppo misto) e 9 astenuti (Pd, Italia Viva e Mov5Stelle) è stato approvato il Disegno di legge 289 “Legge di manutenzione della normativa regionale”. Il provvedimento adegua il quadro normativo regionale inserendo contenuti divenuti obbligatori per adeguarsi alle disposizioni comunitarie e nazionali, oppure a sentenze della Corte Costituzionale. Vengono eliminati o sostituiti nel testo della legge regionale 5 agosto 1986, n. 17 (Istituzione del Difensore Civico) alcuni enti od organi non più esistenti (per esempio le comunità montane) e aggiorna la denominazione di alcuni di essi. Fra gli adeguamenti, viene modificata la normativa regionale sul servizio civile alla disciplina statale che ha rivisto la disciplina in materia di servizio civile nazionale, trasformandolo in “Servizio civile universale”. Vengono adeguati alcuni articoli della legge regionale 2 gennaio 2007, n. 1. (Testo Unico in materia di commercio) alla sopravvenuta normativa statale in materia di SCIA e Conferenza di servizi. Sempre per adeguare le diciture alle novità normative introdotte nella legge regionale 6 del 9 aprile 2009 (Promozione delle politiche per i minori e i giovani) e successive modificazioni e integrazioni, viene sostituita la parola ALFA con ALISEO, in seguito del passaggio delle funzioni a quest’ultima agenzia.
Promozione di attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la Proposta di legge 233 “Promozione di attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina” (Fabio Tosi, Alice Salvatore, Andrea Melis, Marco de Ferrari). In aula Mauro Righello (Pd) ha chiesto di aggiungere la propria firma e Luca Garibaldi (Pd) quella di tutto il gruppo.
Il testo si pone come fine la riduzione di produzione di rifiuti e riguarda la regolamentazione della concessione di contributi regionali a fondo perduto per l’apertura di nuove attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina o per la realizzazione di punti vendita di prodotti sfusi e alla spina in esercizi commerciali già esistenti. Il provvedimento demanda alla Giunta, previo parere della Commissione competente, la stesura di un programma riguardante le modalità di attuazione degli interventi e delle relative iniziative; istituisce il Registro delle attività commerciali di vendita di prodotti alla spina della Regione e demanda ad una delibera della Giunta la definizione dei requisiti dei negozi, le condizioni per la concessione, la liquidazione e la revoca dei contributi, i controlli, e le campagne di informazione e sensibilizzazione per promuovere la diffusione dei negozi alla spina. La pdl, infine, prevede che, sempre la giunta predisponga annualmente per l’Assemblea legislativa una relazione sullo stato di attuazione della legge e i risultati degli interventi effettuati.
Fabio Tosi ha illustrato la proposta di legge: «Gli imballaggi sono, di norma, usa e getta e finiscono per aumentare la quota rifiuti prodotti dagli utenti». Secondo Tosi «è necessario non solo incrementare la quantità di imballaggi riciclabili e riciclati o recuperati ma puntare sulla riduzione a monte della produzione di rifiuti. Quindi ogni azione che possa ridurre la presenza di imballaggi deve essere stimolata dalle legislazioni nazionali e regionali. In tal senso si muove la diffusione di negozi e punti vendita di prodotti sfusi o alla spina cioè messi in vendita senza imballaggi primari e secondari: l’acquirente può prendere la giusta quantità di prodotto da dispenser o spillatrici e i prodotti venduti sfusi o alla spina di solito sono più economici rispetto ai prodotti confezionati perché il consumatore acquista esclusivamente la materia prima senza dover pagare per la confezione, la cui realizzazione può incidere anche del 10% sul prezzo finale. Una famiglia italiana può risparmiare fino a 700 euro all’anno scegliendo i prodotti alla spina in sostituzione di quelli confezionati. I vantaggi economici – ha concluso – riguardano anche le aziende produttrici, distributrici o di vendita al dettaglio, che risparmieranno sui trasporti, sui costi di smaltimento dei rifiuti e per la produzione di imballaggi».
L’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti ha condiviso le finalità delle proposta di legge: «Occorrono azioni che rendano meno tossico l’ecosistema e che possono migliorare la qualità di ciò che mangiamo avviando un circolo virtuoso che va dalla produzione al consumo». L’assessore ha concluso: «Sono tutti piccoli passi ma, se non si fanno passi, non si va da nessuna parte».
Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini)ha espresso apprezzamento per la norma e ha annunciato il voto favorevole del gruppo
VIA per progetto ENEL turbogas alla Spezia
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta comunicare, a nome dell’Assemblea legislativa, al ministero competente, ENEL e a TERNA la volontà della Regione di sostenere le posizioni assunte dal sindaco della Spezia e dall’assemblea consiliare spezzina di contrarietà nel proseguire la produzione di energia elettrica nel sito di Vallegrande utilizzando fonti fossili come carbone e gas. Il documento, inoltre, impegna la giunta a comunicare al ministero dello Sviluppo economico l’intenzione della Regione di opporsi, utilizzando tutti gli strumenti normativi, procedurali e legali a disposizione, affinché senza una procedura di VIA ordinaria sul futuro impianto di Vallegrande non venga concessa alcuna autorizzazione al progetto di riconversione del sito attraverso turbogas e a interloquire con il MISE affinché venga attivato da subito un tavolo che coinvolga le istituzioni ENEL,TERNA, le sigle sindacali, le associazioni di categoria e quelle ambientaliste sul futuro dell’area di Vallegrande per formulare un progetto complessivo del sito escludendo le attività produttive ad impatto ambientale.
Modifiche alla legge regionale 7 dicembre 2006, n. 41 sul Riordino del servizio sanitario regionale
Il Consiglio ha approvato all’unanimità il disegno di legge 270 “Ulteriori modifiche alla legge regionale n.41 del 7 dicembre 2006 “Riordino del servizio sanitario reginale” relativamente alla disciplina delle autorizzazioni sull’esercizio del trasporto sanitario di infermi e infortunati. Il testo distingue: servizi di soccorso e salvataggio con ambulanza, servizi di trasporto qualificato e servizi di trasporto di pazienti in ambulanza. La giunta dovrà fissare i criteri e le modalità di erogazione dei servizi. I servizi di soccorso e salvataggio e i servizi di trasporto qualificato sono affidati in via prioritaria ai Comitati della Croce Rossa Italiana e alle organizzazioni di volontariato iscritte in un apposito elenco regionale istituito dalla giunta. La giunta definirà le procedure e le modalità per l’affidamento in convenzione dei servizi. I servizi di trasporto in ambulanza possono essere eseguiti dagli enti del Terzo settore in possesso dell’autorizzazione sanitaria prevista, da operatori selezionati mediante procedure a evidenza pubblica, sempre nel rispetto della normativa nazionale ed europea del settore. Nel caso sia necessario procedere ad affidamento congiunto dei tre diversi tipi di trasporto, questi sono affidati con le procedure previste per i servizi di soccorso e salvataggio e di trasporto qualificato (affidamento alla Croce rossa e alle organizzazioni di volontariato) qualora il valore stimato dei servizi di soccorso e di trasporto qualificato ecceda il valore attribuito alla terza categoria di trasporto. La riforma adegua la normativa regionale in materia di trasporto sanitario alla Direttiva Europea 2014/24 sugli appalti pubblici, recepita nel Codice dei Contratti pubblici e alla relativa giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La sentenza del Consiglio di Stato n. 1139/2018, infatti, ha marcato una netta distinzione tra i servizi di trasporto sanitario in emergenza-urgenza, che sono esclusi dalle disposizioni del Codice degli appalti, da quelli di trasporto ordinario in ambulanza che restano, invece, assoggettati al sistema dell’evidenza pubblica, anche se a regime “alleggerito”. Le stesse direttive UE in materia sottraggono alla propria disciplina, in materia di appalti, solo i servizi di emergenza, a condizione che siano affidati a organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro, mentre assoggetta alla procedura di evidenza pubblica i servizi di trasporto dei pazienti in ambulanza.
Nel dibattito sono intervenuti Gianni Pastorino (Linea condivisa), che si è espresso a favore dopo le modifiche, inserite nel testo dall’assessore alla sanità Sonia Viale durante il dibattito in commissione perché tengono conto delle istanze delle associazioni del settore; Sergio Rossetti (Pd) ha annunciato voto favorevole alla legge considerandola, però, solo «il male minore» e ha ribadito la contrarietà alla gara per l’assegnamento dei trasporti sanitari tramite gara; Andrea Melis (Mov5Stelle) ha ribadito l’importanza del ruolo delle pubbliche assistenze in Liguria e ha con fermato il voto favorevole; Valter Ferrando (Pd) ha annunciato voto favorevole, Giovanni Lunardon (Pd) ha ribadito che occorre salvare una tradizione centenaria sul territorio, ma ha criticato la scelta della giunta di bandire una gara prima dell’approvazione della legge e ha annunciato il sostegno ad eventuali ricorsi delle associazioni; Mauro Righello (Pd) ha ricordato che nella seduta monotematica sulla sanità dell’autunno scorso aveva denunciato la carenza dei servizi territoriali dove – ha detto – le pubbliche assistenze svolgono un ruolo fondamentale; Claudio Muzio (FI) ha ribadito che la legge garantisce le associazioni e rende la norma coerente con le sentenze della Corte di giustizia europea e del Consiglio di Stato; Marco De Ferrari (Movimento5Stelle) ha ribadito l’importanza delle pubbliche assistenze come presidio sanitario fondamentale ma ha sottolineato che il testo concordato poteva comunque essere migliore; Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che la regione deve rispettare i quadri normativi esistenti che hanno zone grigie che vanno corrette, ma sempre tutelando le pubbliche assistenze.
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha ringraziato le associazioni, i consiglieri e gli uffici per il lungo e costruttivo lavoro preparatorio svolto in commissione e ha concluso: «Oggi è stata scritta una pagina importante per la sanità ligure».






