Parla svedese l’edizione 2012 de LA SGAMBEDA CLASSIC che si è disputata a Livigno (So) sotto una leggera nevicata e con una temperatura di -4 gradi. Quasi novecento i partecipanti lungo i 21 km del tracciato della mezza maratona inserita nel calendario promozionale FIS. In campo femminile la vincitrice Emma Wiken ha fatto gara a sè, tagliando il traguardo in solitaria. Seconda la russa Natalja Zernova, vincitrice nel 2010, terza la beniamina di casa Marianna Longa, accolta da un caloroso saluto del pubblico. In campo maschile la gara si è risolta al fotofinish con l’allungo dello svedese Daniel Richardsson che ha avuto la meglio sul finlandese Sami Yauhoyaervi e sul ceco Stanislav Rezac, già vincitore nell’edizione 2010.
Ecco le dichiarazioni dei vincitori:
Daniel Richardsson (Swe)
“Il gruppo di testa è subito partito veloce e la differenza è stata fatta in seguito. Ho commesso un errore grave sulla salita, ma poi ho recuperato e sono riuscito a vincere. Per La Sgambeda di domenica non ho ancora deciso se partecipare e meno, in ogni caso rimango a Livigno per allenarmi”.
Emma Wiken (SWE)
“Il percorso oggi era più difficoltoso del solito a causa delle condizioni meteo, ovvero del fatto di gareggiare sotto a una nevicata. Conosco Livigno perché mi alleno spesso qui con la Nazionale svedese e apprezzo molto la località non solo per le piste di fondo, ma anche per il villaggio e la vita dopo-sci”.
Marianna Longa (ITA)
“Ho voluto partecipare alla gara di oggi per onorare la tecnica classica e il mio paese, ma decisamente non sono allenata come altre atlete che hanno gareggiato. Domenica non parteciperò a la Sgambeda ma sarò in veste di madrina e di tifosa”.
Domenica 16 dicembre sarà invece la volta della gara maschile e femminile valida come prima tappa della Fis Marathon Cup. L’Italia schiera al via un terzetto al maschile composto da Fabio Santus, Sergio Bonaldi, Florian Kostner, mentre Antonella Confortola andrà all’assalto nella prova femminile lungo i 42 km in tecnica libera del tracciato con l’ambizione di finire nelle posizioni di vertice in una competizione tradizionalmente favorevole ai nostri colori.






