La seduta odierna del Consiglio regionale
Sospesa la discussione sul bilancio
In apertura della seduta pomeridiana, poiché è ancora in corso la riunione al ministero sul bilancio della sanità , il presidente del Consiglio Rosario Monteleone ha proposto all’Assemblea di sospendere la discussione sul bilancio della Regione e di procedere all’analisi degli altri provvedimenti all’ordine del giorno.
Relazione della commissione d’inchiesta su Fincantieri
All’unanimità il consiglio ha preso atto della relazione della Commissione regionale d’inchiesta sulla Fincantieri. La presidente della commissione, Maruska Piredda, ha ricordato che il Consiglio regionale il 25 ottobre 2011 ha istituito la Commissione per approfondire le tematiche riguardanti le attività gestionali dell’Azienda Fincantieri dell’ultimo anno e mezzo. La decisione è stata assunta a seguito delle notizie riguardanti gli esuberi nei siti produttivi liguri di Fincantieri S.p.A. e, in particolare, l’ipotesi di chiusura del cantiere di Sestri Ponente.
La Commissione, di durata annuale e composta da un rappresentante per ciascun Gruppo consiliare, ha effettuato 6 riunioni, dedicate all’audizione di soggetti esterni, al dibattito ed all’effettuazione di un sopralluogo via mare al Cantiere di Sestri Ponente.
Sin dall’inizio dei lavori è apparso chiaro il difficile compito affidatole: l’inchiesta, pur vertendo su materia di diretto interesse regionale, era suscettibile di invadere il campo dell’autonomia imprenditoriale di un’azienda che non è società partecipata dalla Regione Liguria, bensì sostanzialmente controllata dallo Stato.
Quindi, la Commissione ha scelto di svolgere, principalmente, attività di tipo conoscitivo ed approfondimenti in particolare sulle fasi di progettazione e realizzazione di attività di tipo infrastrutturale strategico che potessero creare condizioni di lavoro migliori di quelle attuali, determinando i presupposti per l’espansione delle attività di cantieristica navale nei siti destinati alla chiusura e consentendo il conseguente superamento della crisi.
Nonostante i tentativi effettuati dalla Commissione per istituire un canale di comunicazione con le Autorità statali e di Governo al fine di assumere informazioni attendibili sulla situazione, sui progetti, sulle strategie di Fincantieri, nonché sul contesto economico della cantieristica – navale a livello nazionale ed internazionale, non c’è stata alcuna risposta da parte delle stesse.
Il 20 gennaio 2012 sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali di FIOM-CGIL, UILM e FIM-CISL che hanno espresso preoccupazione per le notizie relative agli esuberi e alla chiusura del polo cantieristico di Sestri Ponente, ritenuta inaccettabile, considerando un chiaro indizio in tal senso l’assenza di un tavolo negoziale e di un piano industriale di Fincantieri per il sito produttivo genovese. Nonostante alcune posizioni diverse tra le sigle sindacali, è stato condiviso che il progettato “ribaltamento a mare†dello Stabilimento di Sestri Ponente costituisca opera strategica utile, se non fondamentale, non tanto per costruire navi più grandi, bensì per dare al cantiere la possibilità di ampliare la gamma di produzioni, abbattere i costi e raggiungere maggiori livelli di efficienza.
Il 20 febbraio scorso sono stati ascoltati in comissione il presidente dell’Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo, e l’assessore Mario Margini, in rappresentanza dell’allora sindaco di Genova, Marta Vincenzi. Il presidente Merlo ha illustrato nel dettaglio il progetto del “ribaltamento a mare†che consiste nel riempimento dello specchio acqueo antistante allo stesso (presso l’attuale Molo Delta), che permetterebbe l’utilizzo ad attività costruttive di tutta la nuova area sottratta al mare e non più interrotta dalla ferrovia, mentre le aree a monte di quest’ultima, di proprietà di Fincantieri, potranno essere utilizzate per altri scopi; in tale contesto, inoltre, si provvederebbe alla messa in sicurezza idraulica del rio Molinassi e l’utilizzo dei materiali di risulta derivanti dalle attività di sbancamento del cantiere per il Terzo Valico. L’opera in questione darà indubbi benefici alle attività cantieristiche anche se il riempimento, nella modalità progettata, è stato ipotizzato per la sola attività delle costruzioni navali, per cui i due poli, quello delle costruzioni e quello delle riparazioni navali resteranno separati. Il Porto petroli, inoltre, ha fatto uno studio per il canale di sicurezza, al fine di dividere l’area di riempimento acqueo dalla zona di lavoro.
L’ex assessore Margini ha confermato la necessità di effettuare il ribaltamento a mare, i cui tempi di realizzazione sono di 3 o 4 anni, ed è stata assicurata la disponibilità del Comune di Genova ad accordarsi con l’Azienda sulle modalità di sviluppo industriale dell’area. I progetti di sviluppo dell’area che dovessero essere formalmente presentati al Comune verranno valutati nella loro utilità e nel loro impatto e verranno consentite le attività che comportino ricadute positive sul territorio urbano. L’unica l’ipotesi non percorribile, per motivi etici, è l’installazione di un carcere galleggiante a Genova. E’ stato, infine, confermato che, allo stato attuale, non risultano richieste di modificazione della destinazione d’uso delle aree di proprietà Fincantieri a Sestri Ponente, situate a monte della ferrovia.
L’8 marzo 2012 la Commissione ha effettuato un sopralluogo via mare del cantiere di Sestri Ponente nel corso del quale il presidente Merlo ha descritto le attività attualmente svolte nel Porto, le tecniche con cui verrà effettuata l’opera di riempimento, l’aspetto che assumerà l’area dopo i lavori di ribaltamento a mare.
Secondo la Commissione, i soggetti competenti a livello locale, in primis il Comune di Genova e l’Autorità Portuale di Genova, hanno tenuto un atteggiamento coerente, mirato a favorire uno sviluppo armonico del porto e della città , accogliendo le istanze di Fincantieri dirette a conseguire una maggiore competitività del cantiere navale.
Viceversa è rimasta forzatamente al di fuori dal campo di indagine della Commissione consiliare tutta l’attività programmatoria svolta dal management della Società Fincantieri, poiché rientra esclusivamente nella sfera di competenza statale. La relazione si conclude sottolineando l’assoluta assenza di dialogo del Governo con la Commissione consiliare d’inchiesta, e con l’auspicio che, in futuro, non venga abbandonata l’attività di costante monitoraggio delle vicende legate a Fincantieri con l’effettuazione di periodiche azioni conoscitive ad opera delle Commissioni consiliari competenti.
Nel dibattito Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha detto: «La commissione ha lavorato proficuamente, ha contribuito al clima positivo di unità politica e sindacale sul problema Fincantieri: Tale clima ha ottenuto il risultato che i cantieri, non solo continuano ad essere aperti, ma hanno ottenuto commesse e nuove opzioni di lavoro come la ricerca petrolifera ed off shore con prospettive di crescita. Ora il governo deve intervenire affrontando rapidamente la questione ancora aperta del ribaltamento a mare» . Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) si è associato al ringraziamento del lavoro svolto dalla commissione. Siri ha ricordato: «Fincantieri a Genova ha anche una struttura tecnica e di progettazione di grande professionalità . È assolutamente imprescindibile che i lavori di ribaltamento possano partire il più presto possibile. Tutta la zona a mare deve essere vincolata all’attività cantieristica».
Adeguamento alla normativa nazionale dei sistemi contabili
Nasce il Collegio regionale dei revisore dei Conti
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge: “Disposizioni di adeguamento alla normativa nazionale in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio e in materia di controlli contabili†Lo scopo del provvedimento è duplice. In primo luogo adegua le leggi regionali 7 dicembre 2006 numero 41 “Riordino del Servizio Sanitario†e 8 febbraio 1995 n.10 “Finanziamento, gestione patrimoniale ed economico-finanziaria delle Unità Sanitarie Locali e delle altre aziende del SSRâ€, alla nuova normativa nazionale prevista dal Titolo II del Decreto Legislativo 23 giugno 2011 n.118. il provvedimento, inoltre, intende conformare i meccanismi di controllo sugli atti. In particolare la Regione esercita il controllo sugli atti delle Aziende sanitarie locali, Aziende ospedaliere, Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazione, Aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario regionale, nonché l’Agenzia sanitaria regionale. Viene quindi data attuazione alle disposizioni che impongono alla Regione di istituire un apposito Collegio dei revisore dei Conti. I controlli vengono suddivisi in due categorie, secondo la tipologia degli atti da assoggettare a verifica: atti di carattere istituzionale, organizzativo e programmatorio, e atti contabili
Viene anche meglio specificato il controllo sugli “Ospedali Galliera†e “Ospedale Evangelico Internazionale†che operano a seguito di convenzione con la Regione.
L’IRCCS Istituto Giannina Gaslini sarà sottoposto alle modalità di controllo contabile e di approvazione dei bilanci prevista in via ordinaria per le aziende sanitarie locali e per l’IRCSS Azienda ospedaliera Universitaria San Martino – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro.
Al Collegio regionale dei revisori dei Conti vengono attribuiti compiti consultivi obbligatori sulla complessiva manovra finanziaria regionale. In particolare, il collegio è tenuto a esprimere parere obbligatorio sui disegni di legge di bilancio, di assestamento e di variazione del bilancio, di rendiconto generale, e sui relativi allegati; deve effettuare verifiche di cassa almeno trimestrali; vigilare, mediante rilevazioni a campione, sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale, all’amministrazione dei beni, alla completezza della documentazione, agli adempimenti fiscali ed alla tenuta della contabilità ; vigilare sulla corretta certificazione degli obbiettivi relativi al rispetto del patto di stabilità interno. Al collegio è chiesto, inoltre, di esercitare il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall’applicazione delle norme di legge; compiere le certificazioni sulla gestione sanitaria accentrata presso la Regione. I membri del collegio saranno estratti a sorte nell’ambito di un elenco che viene appositamente istituito.
Testo unico in materia di commercio
A larga maggioranza (ha votato contro il consigliere Lorenzo Pellerano, Liste civiche per Biasotti presidente) è stato approvato il Disegno di legge 257: Modifiche alla Legge regionale 2 gennaio 2007, n. 1. “Testo Unico in materia di commercio” in attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi del mercato interno.
Nel dibattito sono intervenuti:
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha annunciato il proprio voto favorevole ribadendo l’importanza delle rivendite di piccole dimensioni: «Individuare una fascia unica ritengo sia stata una riflessione positiva. La Liguria è costituita in parte da popolazione anziana e la presenza del negozio di vicinato non rappresenta solo una comodità ma anche una opportunità per tante persone anziane di stabilire rapporti che vano al di là del semolice rapporto commerciale».
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) che ha annunciato voto contrario perché il piano del commercio non contrasterebbe il monopolio della Coop nella grande distribuzione: «Genova ha un solo ipermercato mentre nelle altre città ce ne sono due o tre. La crisi è grave, o si crea lavoro – cosa sempre più difficile – o si fa spendere di meno alle famiglie, e per fare spendere di meno ci vuole più concorrenza».
Marco Melgrati (Pdl) ha dichiarato: «Voteremo a favore in seguito alle modifiche introdotte e suggerite dal Pdl sulla superficie di vendita delle strutture che prevedono una sola fascia di 1500 metri quadrati e mi lasciano perplesse le critiche di Pellerano. Infine, anche a rischio di essere giudicato pedante, voglio nuovamente polemizzare per le assenze della maggioranza. È una vergogna che la maggioranza non abbia i numeri per approvare un disegno di legge e che debba contare sul nostro voto».
Renzo Guccinelli, assessore al commercio, ha illustrato gli aspetti più importanti della legge: «Come è noto, l’obiettivo delle Regioni tutte ed in particolare della Regione Liguria con il centro storico più grande d’Europa è, indubitabilmente, il miglioramento della qualità della vita nei centri storici e nelle aree urbane con particolare attenzione alle piccole imprese commerciali. Ricordo che la Regione Liguria è la seconda Regione Italiana (dopo la Toscana) ad aver approvato la nuova programmazione commerciale nonché i necessari adeguamenti normativi ( della Legge regionale n.1/2007 – Testo unico in materia di commercio) in adeguamento ai principi di liberalizzazione delle attività commerciali contenuti nella normativa statale».
L’assessore ha poi definito «stucchevole» la polemica del consigliere Pellerano. «Si continua a dire che la giunta è ferma nel difendere il monopolio invece il provvedimento non impedisce a nessuno di intervenire sul territorio regionale e non ci sono limiti anche perché non potremmo metterli. Nel provvedimento c’è invece una scelta di campo: si ritiene essenziale salvaguardare il commercio di vicinato per il suo valore sociale irrinunciabile in particolare per gli anziani, per i centri minori e per l’entroterra. Senza una rete commerciale di vicinato buona parte del territorio ligure verrebbe condannato alla desertificazione e all’insicurezza. Ricordo poi che dal “liberi tutti†non vince il consumatore ma il più grande e che, spesso, quando si apre una grande superficie di vendita si desertificano ampie zone del territorio. Facciamo una scelta di campo e dire che non siamo liberalizzatori è stucchevole. Siamo sempre stati la Regione che dava maggiori possibilità di orari di apertura».
Nuova programmazione commerciale ed urbanistica in materia di commercio al dettaglio
E’ stata approvata all’unanimità la Proposta di deliberazione della nuova programmazione commerciale ed urbanistica in materia di commercio al dettaglio in sede fissa dopo liberalizzazioni
Scheda dei due provvedimenti
A seguito dei vari interventi normativi comunitari (Direttiva Servizi nota come “Bolkestein†che persegue l’obiettivo di garantire la libera concorrenza dei servizi nel mercato all’interno degli Stati membri della Comunità in modo da realizzare un mercato interno caratterizzato da maggiore competitività ed equilibrio) e delle numerose normative statali (Decreti pre Governo “Monti†e successivi decreti in tema di liberalizzazione delle attività economiche e commerciali in particolare) tutte caratterizzate ed ispirate dal “principio di libertà di stabilimento e di libera concorrenzaâ€, la Regione Liguria ha proceduto alla modifica della propria legge regionale numero1/2007 ed ha predisposto la nuova programmazione commerciale ed urbanistica in materia di commercio al dettaglio in sede fissa. Nella nuova programmazione è stato elaborato un sistema di regole che ha un’unica matrice: la sostenibilità ambientale, tenendo conto della necessità di contemperare il rispetto del principio della libera concorrenza e libero mercato con quello teso a soddisfare le esigenze del moderno cittadino-consumatore con un offerta commerciale adeguata. In sintesi: concorrenza ma con regole di tutela del cittadino e dell’ambiente. E’ stata, quindi, elaborata nella nuova programmazione commerciale il nuovo concetto di sostenibilità ’. Per le strutture di vendita di rilevanti dimensioni sono stati fissati requisiti qualitativi e di prestazione generali obbligatori, ma anche specifici obbligatori per le Grandi strutture di vendita, compresi i Centri commerciali, ed è stato previsto l’obbligo del loro insediamento in aree con una specifica destinazione d’uso; per le medie strutture di vendita sono stati previsti soli requisiti qualitativi e di prestazione specifici obbligatori (non quelli generali).Tali criteri ovviamente non vanno confusi con i parametri urbanistici che devono comunque essere osservati dagli esercizi commerciali, vale a dire i raccordi viari, la dotazione di parcheggi ed il loro dimensionamento ecc. ecc.
I requisiti qualitativi e di prestazione specifici obbligatori per le medie strutture di vendita, sono: Dotazione di una classificazione energetica, produzione di energia termica da fonte rinnovabile senza emissione in atmosfera, potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili obbligatoriamente installati sopra, all’interno dell’attività commerciale o nelle relative pertinenze, attivazione di specifici programmi per la limitazione della produzione di rifiuti e aree di servizio destinate alla raccolta differenziata. Per le grandi strutture di vendita, oltre ai citati requisiti, si richiede la valutazione degli effetti acustici cumulativi all’interno della struttura ed all’esterno e la raccolta delle acque piovane.
E’ stato previsto nella nuova programmazione la possibilità che nei centri storici o centri storico commerciali ed in particolari aree perimetrate, possano essere stipulati i “Patti d’Area o Contratti di Quartiere†tra Regione, Comune, Camere di Commercio, Associazioni di categoria del commercio, Consorzi di imprese, Proprietari degli immobili collocati nei centri storici attraverso i quali si possa effettuare una vera riqualificazione commerciale.
La nuova programmazione prevede altresì grandi possibilità di ampliamenti accorpamenti, trasferimenti delle strutture commerciali esistenti, chiarimenti per semplificare il lavoro dei Comuni e degli operatori commerciali, liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali come stabilito dalla normativa nazionale, criteri urbanistici con standard di parcheggio e viabilità , in linea con la normativa nazionale, requisiti professionali per l’esercizio delle attività commerciali, durata dei corsi, programma unico per dettaglio e somministrazione alimenti e bevande omogenei in tutto il territorio nazionale e modalità per l’organizzazione dei corsi in collaborazione tra province e associazioni di categoria con i loro organismi operativi sul territorio (CAT).
Tra le principali modifiche apportate al testo unico in materia di commercio va ricordato quella relativa alla classificazione delle Medie Strutture di Vendita. Si ritengono tali gli esercizi aventi una superficie netta di vendita superiore ai limiti degli esercizi di vicinato e fino a 1500 metri quadrati, in tutti i Comuni, senza più distinzione di numero di popolazione, come invece accadeva prima.






