Home Altro Varie

SALOMON LANCIA LA CAMPAGNA#TIMETOPLAYAGAIN

0a0ae89ea416-a65d-414d-96ae-3d1d1c5865e8

0a0ae89ea416-a65d-414d-96ae-3d1d1c5865e8

È  tempo  di giocare di nuovo!  Questa la  mission  di  Salomon  in  vista dell’arrivo  dell’estate  2020.

Partendo  dall’inevitabile  cambio  dello stile  di  vita  che  a  seguito  del lockdown  ha  coinvolto inesorabilmente milioni  di  sportivi di  tutti  i  livelli  e  fasce  d’età,  ora  che  gradualmente  si  sta tornando  a una  sorta di “normalità” la grande “S” dà il  proprio  contributo attraverso un’articolata campagna on-line e off-line, identificabile con l’hashtag #TimeToPlayAgain.

Grazie  al  contributo  dei  suoi Ambassador  a  livello  mondiale,  ma  anche  con  la  volontà  di coinvolgere  il grande  pubblico,  Salomon  intende  dare  visibilità  e generare  ispirazione nel piacere più autentico dello  stare all’aria aperta, come praticare il proprio sport preferito  e, perché no, spingersi a scoprirne di nuovi e alternativi. Si tratta di un nuovo e coinvolgente “film” dal titolo #TimeToPlayAgain  in  cui  tutti  possono  essere  attori,  più  o  meno  protagonisti,  guidati  da  un “regista” di assoluto valore: l’ambiente all’aperto.

La  comunicazione  intende  trasferire un  messaggio  chiaro:  ora  è tempo  di  “giocare”  di  nuovo  là fuori. Salomon mira ad attirare ancora una volta (*nota sotto) l’attenzione sull’unicità che la vita e lo sport all’aria aperta trasmettono, ed è convinta che, dopo il lockdown, riassaporare tutto questo sarà un po’  come la prima volta.  Già, probabilmente il mondo “fuori” sarà guardato  con  occhi da bambino, consapevoli di quanto siamo fortunati.

Quest’ultimo periodo ci  ha dato modo  di  riflettere  e,  forse,  ci  siamo resi  conto  che  a volte non  abbiamo dato il giusto valore al  tempo trascorso all’aperto,  dandolo per scontato,  e con ingenuità  o  forse  inconsciamente,  eravamo  convinti  che  sarebbe  sempre  stato  lì  a  nostra disposizione. Ci sbagliavamo.

(*)  Negli  ultimi anni  Salomon  si  è  impegnata  a  livello  internazionale  con  gli How To  Trail  run,  che  si possono  considerare come  una  moderna  “Scuola”  con  lo  scopo  di  diffondere  e  incrementare  la  cultura  della  corsa  con  una  serie  di  attività,  su web come sul campo, che hanno  l’obiettivo di informare e coinvolgere coloro che intendono  avvicinarsi al running  in  natura come su strada.

AMBASSADOR SALOMON: #TIMETOPLAYAGAIN

In  questi  giorni gli Ambassador  Salomon  sono i primi,  attraverso  i loro canali  social,  a lanciare il messaggio  #TimeToPlayAgain,   tra  loro  troviamo  Andrea Boglioni,  Ernesto Ciravegna,  Luca Bortolameotti,  Alessio Zanbon, Michele Pieropan,  Francesca  Tonin,  Giuseppe Cancemi,  Martino Gianstefano,  Saverio Monti,  Davide Ansaldo,  e poi  ancora Simona Morbelli,  Riccardo Borgialli, Filippo Menardi e Giulio Ornati. A questi ultimi quattro abbiamo rivolto loto alcune domande…

Come ti sei mantenuto/a in forma durante il lockdown?

S.M.:  “I  primi  giorni  il  problema  più  grande  è   stato  mentale.  Vivo  con  il  bosco  dietro  casa,  non  è  come  vivere  in  città,  aprire gli occhi e ricordarsi  della natura,  vivo  all’interno di essa,  averla  intorno  e starne lontana  forzatamente è  come vivere dentro un  luna  park  e  non  poter  andare  sulle  giostre.  Per  fortuna  con  l’esperienza  di  anni  sia  come  atleta  e  adesso  anche  come coach  ed  insieme  al  mio  coach  Fulvio  Massa,  siamo  riusciti  a  gestire  la  situazione  trasformando  un  momento  negativo  in opportunità.  Ho  spostato  in  avanti la  programmazione  annuale,  normalmente  mi concentro con  il  blocco di forza  nel periodo invernale,  palestra,  sci  alpinismo,  montagna  pura  e  poi  in  primavera  trasformo  i  lavori  aumentando  i  blocchi  corsa  in funzione delle  gare  programmate.  Spostando  il  periodo  agonistico,  mi  sono  concentrata  maggiormente  sulla  forza  sia  agile che pura, utilizzando  le rampe delle  scale di casa, sviluppando  circuiti  funzionali a  terra  e attraverso  attrezzi  da  palestra  che ho  a  casa  e  che  utilizzavo  già  prima  del  lockdown. Seppur  non  amandoli  ho  utilizzato  i rulli  da  bike,  il  trade miles  usato  con criterio  e  metodo  mi  è  servito  molto  per  trasformare  i  lavori  di  forza.  Molto  allenante  è  stato  unire  all’interno  di  un  unico circuito  scale  e  giardino  facendo  diventare  il  lavoro  un  mini  fartlek  nervoso  di  forza  che  alternavo  con  o  senza  i  pesi. Riguardo  alla  parte  del  core  stabily  per  me fondamentale,  il  lock  down  non  ha  cambiato  nulla  delle  mie  abitudini,  mi  alleno ogni giorno da anni concentrando parte della giornata a busto, addominali braccia e stretching”.

R.B.:  “Ho  approfittato  di  questo  periodo  inizialmente  per  curare  i  piccoli  acciacchi  che  si  erano  presentati  dopo  una preparazione  invernale  piuttosto  intensa,  dopodiché  non  potendo  uscire  di  casa  –  e  non  sentendo  la  necessità  di  fare  giri dell’isolato o ripetute sulle scale – ho  concentrato  i miei allenamenti sui rulli ed  il corpo libero.  Devo dire  che fare questo mi ha permesso di rinforzare molto la  zona “core”,  area  che viene spesso messa  in  secondo piano durante la  routine ma  che invece se allenata a dovere aiuta a prevenire e migliorare la corsa”.

F.M.:  “Durante  il  lockdown  mi  sono  riposato  che  ero  proprio  stanco!  Dopo  qualche  settimana  di  relax  ho  iniziato  con dell’allenamento a secco, TRX e mangiato tanta frutta e verdura! Così ho curato il fisico…”.

G.O.: “Durante il lockdown  ho  cercato  di mantenere la  forma  facendo  molti esercizi e pesi per tutto il  corpo, poi anche grazie ai rulli sono riuscito a fare un buon lavoro aerobico”.

Quanto ti ha colpito questo periodo di “confinamento”?

S.M.:  “Sono  un’atleta  e  sono  abituata  a  programmare  una  stagione  alla  fine  di  quella  precedente,  a  gestirmi  le  giornate dedicando  parte di esse agli allenamenti  mirati  e  funzionali a  ciò  che dovrò  affrontare e ad  agire mentalmente e fisicamente in  funzione  degli  obiettivi.  Un  periodo  del  genere può  destabilizzare  oppure  farti  crescere.  Nelle settimane  di confinamento, sono  riuscita  a  concentrarmi  maggiormente  su  di  me  riuscendo  a  dedicare  anche  più  tempo  ai  miei  allenamenti  attraverso più  sessioni, cosa  che  abitualmente non  riesco  a  fare. Certo,  non  ho  allenato  l’endurance ma  ho  focalizzato  dando  maggior qualità  ad  altro.  Mi  sono  anche  divertita  allenandomi  in  modo  diverso,  ho  scandito  le  giornate  ed  ho  ottimizzando  tempi  e modi.  Ho  creato  opportunità  mentali  e  fisiche che mi  hanno  addirittura  motivata,  ho  impostato lavori in  maniera  differente. Ecco il segreto forse, il cambiamento visto in positivo a 360 gradi”.

R.B.:  “Molto! Vivendo  solo  e  lontano  dai  miei  parenti ho  passato  2 mesi  in  cui ho  seriamente capito  quanto è  importante per me  il  contatto  umano.  Fortunatamente  la  tecnologia  oggigiorno  ci  viene  incontro  e  allenta  le  distanze,  è  stato  strano  però anche quando ho rivisto amici e familiari non poterli abbracciare. Ma tornerà anche quel momento”.

F.M.:  “La  ‘Reclusione  forzata’  è  stata  un’esperienza  parecchio  surreale,  soprattutto  a  livello  nazionale;  personalmente  ho  la fortuna  di  avere un  bel giardino  attorno  casa  e non  sono mai  dovuto stare in  casa.  Ma  il silenzio che si sentiva  e l’assenza  di movimento delle macchine e delle persone era una sensazione forte”.

G.O.:  “È  stato  certamente  un  grande  cambio  nelle  nostre  abitudini.  Per  quanto  mi   riguarda  non  ho  mai   smesso  di  lavorare  perché  producendo  mascherine  protettive  non  ci  siamo  mai  fermati.  Ad  ogni  modo,  era  surreale  percorrere  le  strade completamente vuote, e vedere tutto  chiuso  è stato impressionante.  Diciamo che è stato anche un  ottimo motivo per  stare più a contatto con la famiglia e con mio figlio piccolo”.

Qual è la prima attività all’aperto che hai fatto dopo il lockdown?

S.M.:  “Uhm fammici  pensare non ricordo…? Dai scherzo! La  corsa!  Erano  le 5.50, il  primo sole arancione in  faccia  ed  io  che correvo  soave  e stranita  con  una  sensazione  di  leggerezza  indescrivibile.  Non  avrei  più  smesso,  senza  tempi  e  modi,  solo correre  dentro  e incontro  al  mio  mondo  fatto  di piante  e  animali. La  natura.  Dopo  qualche  km  pensavo  mi  sarei  stancata, invece mi sentivo come  Forrest Gump,  mi sono dovuta  fermare solo  perché  sarebbe  stato  stupido rischiare  micro  infortuni dettati da  settimane di  stop. Che  bello  ricordarsi  del perché  si  fanno  certe cose.  La  fase  2 mi ha sbattuto in faccia il  perché dedico anima e corpo a fare sacrifici per scelta e che quindi diventano privilegi”.

R.B.: “Una corsa fin sulla vetta del mio amato Mottarone! La montagna di casa”.

F.M.:  “La  prima  cosa  che  ho  fatto è  stato  andare a  camminare in  un  bosco. Sono  partito  da  casa,  a  piedi,  e  ho  raggiunto il bosco che dista poche centinaia di metri e ho passeggiato, tranquillamente e senza meta, solo. È stato rigenerante”.

G.O.:  “Finito  il  lockdown  è stato  un  enorme piacere  poter  uscire dalle  mura  di  casa  per  correre libero  sulle  montagne.  Ho imboccato il primo sentiero  vicino  a casa e senza  guardare né orologio  né badare al ritmo ho voluto ascoltare il mio corpo  e fare una corsa per il puro piacere di farlo, in totale libertà”.

C’è un insegnamento che ti porterai dietro dopo quest’esperienza del lockdown?

S.M.:  “Più  di  uno.  Tecnicamente  quella  di  avere  sempre  a  disposizione  più  possibilità  di  allenarsi  in  condizioni  particolari. Adesso si è trattato di pandemia ma potrebbe essere anche l’influenza di un figlio che ci costringe a  stare a  casa  per  curarlo, un  soggiorno  obbligato  in  un  luogo  lontano  dalla  natura  o molto  altro. Bisogna  sempre  attrezzarsi e  farsi trovare pronti per riuscire  ad  allenarsi  in  ogni  condizione.  L’altro  aspetto  è  quello  relativo  all’approccio  mentale.  Ho  sempre sostenuto  che  la libertà  valga più  della  vita. Continuo  a  pensarlo  ma con una  consapevolezza ulteriore. Ho  realizzato quanta  libertà c è dentro me stessa al punto di sentirmi un’atleta viva e completa anche dentro quattro mura, anche senza pettorale”.

R.B.:  “Generalmente  chi  ama  la  montagna  e  gli  sport  di  fatica  conosce  già  il  valore  dei  piccoli  gesti  e  la  bellezza  che  vi  si nasconde, a  me questo  periodo è servito  per  ricordarmelo e non  dimenticare di valorizzare ciò che ogni giorno ha  da  offrirci. Un  altro elemento su  cui  ho  avuto  modo di imparare molto  è  l’alimentazione, cucinandomi ogni pasto  ho  potuto sperimentare una  dieta  più  sana  ed  equilibrata  ed  anche  questo  è  qualcosa  che  voglio  portare  avanti.  È  stato  sicuramente  un  periodo difficile per  tutti,  ma  quello  che  ha  fatto  e  sempre farà  la  differenza  sarà  mantenere  un  atteggiamento  pro-attivo  verso  le difficoltà  che inevitabilmente  ci  si presentano,  così nella  vita  di tutti  i  giorni  come  nello  sport.  È  come  in  un  ultra:  non  si  sa quando,  ma  prima  o  poi  la  crisi  arriva  e  solo  un’adeguata  risposta  farà  sì  che  questa  finisca  il  più  presto  possibile  per rilanciarci a tutto gas verso il traguardo”.

F.M.:  “Credo  che  a  tantissimi  questo  periodo  abbia  fatto  riflettere  sulle priorità  della  vita,  sulle  libertà  che  abbiamo  e  sulla comodità  nel  prendere  certe  decisioni  e  fare  determinate  azioni.  Oltre  a  questo,  mi  ha  colpito  molto  la  gestione  del  tempo. Prima  la  vita  e  le attività  erano  frenetiche,  senza  sosta  e si rincorrevano continuamente, durante e dopo il  lockdown  credo  di riuscire a gestire meglio gli impegni, a prendermi momenti, ore e giornate per riposare e dedicarmi al recupero”.

G.O.: “Penso  che spesso  si  cercano nuove  amicizie,  nuovi luoghi da  visitare, cose nuove da  comprare.. beh  in  questo lockdown il  fatto  di  vivere  appieno  la  propria  famiglia,  senza  distrazioni,  ci  ha  uniti  ancora  di  più.  E  devo  dire  che  i  primi  giorni  che siamo  usciti  di  casa  il  ‘solito’  sentiero  era  diventato  il più  bello  del mondo. La  salute e la  libertà  di  uscire  e  fare quello  che  si ama, sia il regalo più bello”.

Con  il  messaggio  #TimeToPlayAgain  Salomon  intende  dare  impulso  a  fare  attività  all’aria  aperta,  ognuno  con  la propria ispirazione… che messaggio ti senti di dare alle persone che ti seguono come sportivo/a?

S.M.:  “Corro  perché  amo  farlo.  Vivo  per  stare  a  contatto  con  la  natura  in  ogni  modo  possibile.  Pratico  tutti  gli  sport  di montagna,  dal  freeride  allo  sci  alpinismo,  dal  trail  running  alla  scalata  su  roccia.  La  mia  è  stata  una  scelta  di  vita,  non abitavo  in  mezzo alla  natura  ed  il mio  background  era  tutt’altro.  Dove  voglio  arrivare?  Che  il bello  di quello  che facciamo  è proprio il  perché lo  facciamo.  Non  ho bisogno  di un  pettorale per  motivarmi ed  uscire al  mattino per  boschi o ghiacciai.  Non mi  sveglio  prima  dell’alba  per  essere  sulla  vetta  al  sorgere del  sole  perché  dovrò  fare  una  determinata  gara.  Quella  è  una delle  conseguenze,  in  primis  lo  faccio  perché  mi  fa  stare  bene,  perché  sono  felice  del  sacrificio  fatto  quando  raggiungo l’obiettivo.  Vi eravate posti degli obiettivi?  Ottimo! Manteneteli ed  allenatevi per essi. Arrivate pronti al periodo della  gara  che vi  eravate messi  in  calendario,  magari  organizzandovi  anche  i  mesi  precedenti  con  vostri  compagni di  training,  andate  sul percorso oppure cercatene uno simile per  fondo  e kilometraggio,  simulate la  vostra  gara. Assetto  identico, mentale e tecnico. Oppure  volevate da  tempo scoprire una  Valle?  Provare un  determinato percorso ma  non  riuscivate  mai a  incastrare tempi  e modi  anche  a  causa  di  gare  prestabilite  e  tempo  già  dedicato  per  esse?  Adesso  potete!  Andate  e  divertitevi  in  libertà.  Noi siamo questo, liberi di giocare e adesso liberi di timetoplayagain!”.

R.B.:  “Di godersi la  natura  senza  fretta, di riassaporare il  vento  frizzante  del  mattino  presto  e  fotografare  con  gli occhi  tutti quegli scenari che per qualche tempo ci sono stati preclusi.  È  stata  una  sorta di letargo per noi, ci siamo addormentati con  la neve e risvegliati in  una festa  di fiori e  colori mozzafiato,  ma  come avete potuto  constatare: le montagne sono rimaste al loro posto! E mi  raccomando: non  portate rancore  per  chi ci vedeva  come gli ‘untori’,  non  c’è  bisogno  in  questo  momento di altra energia negativa, ma vivete un po’ di questa fantastica e preziosa libertà anche per loro!”.

F.M.: “Il messaggio  importante è:  trascorrere del tempo all’aperto; che ci rigenera, ci cura  e ci appaga,  assaporando, oltre alla prestazione fisico-sportiva, il piacere di trascorrere momenti immersi nella natura e in contatto col nostro corpo”.

G.O.: “Mi sento di dire che con  questo lockdown  abbiamo  sperimentato  quanto  sia  difficile restare  chiusi  in  casa, quindi,  non perdete altro  tempo e godetevi  i sentieri di casa,  esplorate camminando  o  correndo, quando ritornerete a  casa  sarete stanchi e affaticati ok, ma il vostro spirito sarà rinvigorito e la vostra mente ricaricata”.

www.salomon.com