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Bruno Morchio: “voto sel e voto Quaranta”

“Dopo i fasti bipartitici di Mr Veltroni, innamorato dei Kennedy e dell’America, che ci sono costati quattro anni di troppo in agonia e malversazioni berlusconiane (con annesse cene eleganti e buzzurrate leghiste), e dopo le elezioni amministrative che hanno visto eletti uomini come Pisapia, De Magistris, Zedda e Doria, sembra che il centrosinistra abbia finalmente riconosciuto di avere diverse anime e diverse costole, tutte essenziali per vincere. Perciò si è deciso a gettare alle ortiche la pistola del cosiddetto “voto utile” (utile a che? A tenere lontano dalle urne “un volgo disperso che nome non ha”?)

Io che sono dissociato, o almeno strabico, con un occhio al Partito Democratico e al suo popolo e l’altro al quarto polo, alle primarie per le politiche ho deciso che voterò SEL. Ne parlavo in questi giorni con il compagno Stefano Quaranta, candidato in corsa per il Parlamento, e ci dicevamo che oggi, di fronte a questa terrificante crisi sistemica, sembra che non conti più “che cosa si dice”, ma “chi è che parla”.

Questo fenomeno non va sottovalutato: non si tratta della personalizzazione della politica, del “metterci la faccia” e narcisate del genere. Si tratta di una cosa molto più seria: qualcuno comincia a capire che le idee saranno importanti, ma che proclamarle non basta. Tanto più oggi che la crisi morde con ferocia e lascia ferite profonde nelle carni dei non tutelati: giovani, disoccupati, precari, pensionati al minimo e pezzi di ceto medio. Non basta spararla più grossa, bisogna essere credibili. Il mio strabismo deriva da qui. La tutela del lavoro e dello stato sociale passa per la mobilitazione e la lotta, ma non avrà sbocchi senza la difficile e talvolta estenuante mediazione della politica. E, purtroppo, non strapperà risultati neanche se condotta in un singolo Paese. Che certi paletti non possano saltare – perché rappresentano un livello di civiltà – deve dirlo l’Europa, un’Europa che non sia più quella dei tecnocrati e delle banche centrali. Un’Europa finalmente unita, politica e democratica”.

Bruno Morchio