Presentate le valutazioni sui dirigenti della sanità ligure: ancora una volta tutti premiati, con generosi emolumenti, nonostante la gestione dell’emergenza covid non proprio esemplare.
«Premesso che non siamo contrari a priori ai premi per i dirigenti, soprattutto se meritati, le valutazioni pubblicate in queste ore ci lasciano alquanto scontenti e perplessi: evidente il distacco fra la realtà quotidiana, vissuta dai cittadini e dagli operatori sanitari, e la realtà parallela in cui i vertici della governance dormono sonni tranquilli –dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, vicepresidente della commissione regionale sanità, e il vicecapogruppo Francesco Battistini -. La manica larga stride con quanto avvenuto nei mesi dell’emergenza sanitaria, con i giudizi negativi espressi dal Procuratore regionale della Corte dei Conti e dalla fondazione Gimbe, ed anche, a dirla tutta, con la percezione che hanno le centinaia di medici, infermieri, tecnici e oss che lavorano nel sistema sanitario regionale. La sanità ligure è fra le più in difficoltà in Italia, nonostante l’impegno del personale sanitario: eppure la dirigenza è decisamente premiata».
«Di fronte a problemi e fallimenti, siamo nuovamente testimoni della completa assoluzione del gruppo dirigente. Primo fra tutti il commissario straordinario di A.li.sa. Locatelli, figura anomala che da 4 anni ricopre un ruolo tagliato su misura, dal momento che non ha i requisiti per essere direttore generale –evidenziano Pastorino e Battistini -.Ebbene: il commissario straordinario è alla guida di un’infrastruttura che, tanto per l’immaginario collettivo quanto per la Corte dei Conti, non è in grado di coordinare correttamente e coerentemente il sistema sanitario. Una macchina inceppata che drena risorse sicuramente utilizzabili diversamente».
«Oppure che dire delle difficoltà patite dal Policlinico San Martino o da altri presidi territoriali? Sembra non esserci traccia di tutto questo nelle valutazioni i chi attribuisce i premi. Al contrario tutto è livellato, non si fa alcuna differenza fra merito e inefficienza –concludono Pastorino e Battistini -.Ribadiamo: non saremo noi a urlare contro gli emolumenti dei dirigenti, se meritati. Ma quale fiducia si può avere in un sistema di valutazione che sembra funzionare in maniera predefinita? Resta l’amaro in bocca pensando a quanto sia stato difficile assegnare un’indennità covid al personale medico e sanitario, e quanto invece sia stato semplice attribuire somme fino a 20.000 Euro ai dirigenti, alcuni di loro responsabili in più di un’occasione di scelte che si sono riversate negativamente sui cittadini».






