
Gli assessori Piana, Giampedrone, Scajola, Berrino e Cavo rassegnano le dimissioni da consiglieri.
Subentrano Mabel Riolfo, Daniela Menini, Chiara Cerri, Veronica Russo e Giovanni Boitano.
Subito dopo l’apertura della seduta il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha comunicato i nomi dei 5 assessori che hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere.
Il presidente ha chiesto all’Assemblea legislativa di prenderne atto e di procedere alla surroga.
Alessandro Piana si dimette, subentra Mabel Riolfo
Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Alessandro Piana da consigliere regionale.
Il seggio è stato attribuito a Mabel Riolfo, primo dei candidati non eletti della lista “Lega Liguria-Salvini” nel collegio di Imperia.
Giacomo Raul Giampedrone si dimette, subentra Daniela Menini
Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Giacomo Raul Giampedrone da consigliere regionale.
Il seggio è stato attribuito a Daniela Menini, primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio della Spezia.
Marco Scajola si dimette, subentra Chiara Cerri
Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Marco Scajola da consigliere regionale.
Il seggio è stato attribuito a Chiara Cerri , primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Imperia.
Giovanni Berrino si dimette, subentra Veronica Russo
Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Giovanni Berrino da consigliere regionale.
Il seggio è stato attribuito a Veronica Russo, primo dei candidati non eletti della lista “Giorgia Meloni Toti-Fratelli d’Italia” nel collegio di Imperia.
Ilaria Cavo si dimette, subentra Giovanni Boitano
Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Ilaria Cavo da consigliere regionale.
Il seggio è stato attribuito a Giovanni Boitano, primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Genova.
La Giunta delle elezioni procederà alla verifica dei titoli di ammissione dei Consiglieri.
Dibattito precedente alle 5 votazioni
Luca Garibaldi (Pd-Articolo uno) ha criticato la dimissione da consigliere di cinque assessori, «Queste dimissioni che non appartengono all’economia del sistema, ma a ragioni politiche». Garibaldi ha anche criticato il fatto che il presidente della giunta Giovanni Toti abbia assunto anche le deleghe alla sanità e al bilancio. «In 5 anni – ha aggiunto – saranno spesi 4 milioni di euro in più: era così necessario?» Garibaldi ha annunciato il voto contrario del gruppo.
Fabio Tosi (moV5Stelle) si è associato alle obiezioni espresse da Luca Garibaldi: «Ora più che mai non possiamo non rimarcare quanto è stato detto poco fa, in questo contesto non possiamo condividere queste dimissioni che sovraccaricano i costi dell’Ente mentre questi soldi potevano essere impegnati in altri interventi». Tosi ha chiesto, in alternativa, le dimissioni avvengano solo in futuro.
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha aggiunto alle obiezioni di Garibaldi e Tosi anche altre osservazioni: «Le dimissioni da consiglieri degli assessori sono solo il frutto di un patto fra la maggioranza sulla suddivisione del potere». Il consigliere ha criticato anche la concentrazione di deleghe nella figura del presidente della giunta Giovanni Toti.
Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha replicato alle critiche di consiglieri di minoranza spiegando che le dimissioni da consiglieri degli assessori «garantiranno la piena operatività della giunta e daranno la possibilità agli assessori di lavorare sia in Consiglio che sul territorio».
Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha dichiarato: «Fuori ci sono 1,5 milioni di persone che vivono in una situazione di estremo disagio e la scelta della maggioranza la espone a critiche anche da parte della gente comune». Il consigliere ha aggiunto: «Qualcuno potrebbe pensare che sono stati candidati per prendere voti sapendo che poi non avrebbero fatti i consiglieri. Viene, inoltre, il dubbio che la vostra classe dirigente sia limitata mentre vi accingete a spendere una cifra elevata che si aggiunge alle spese destinate alla comunicazione istituzionale».
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno), replicando alle affermazioni di Vaccarezza, ha dichiarato: «Verificheremo settimanalmente se avremo il presidente Toti presente a partecipare alle riunioni della Commissione Sanità». Rossetti ha assicurato un contributo da parte della maggioranza
Brunello Brunetto (Lega Salvini-Liguria) ha puntualizzato: «Queste risorse non sono distratte da fondi per l’ assunzione di anestesisti o personale del pronto soccorso perché la mancanza di questo personale è legata alla carenza di materia prima, quindi rassicuro sul fatto che le mancate assunzioni non sono determinate dalla mancanza di risorse».
Lilli Lauro (Cambiano con Toti presidente) ha replicato alla minoranza garantendo l’impegno di consiglieri e assessori: «Noi lavoriamo e serviamo per le persone che sono fuori da quest’aula». Lauro ha assicurato che la giunta e la maggioranza sono perfettamente consapevoli delle drammatiche dimensioni della situazione attuale.
Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha affermato: «Secondo me è una vergogna che in questo momento di grave difficoltà della regione, oggi siamo impegnati a surrogare cinque consiglieri regionali per equilibri interni. Quelle risorse sono rubate a servizi per cittadini» e ha ribadito il voto contrario del gruppo.
Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha stigmatizzato l’utilizzo del verbo “rubare” da parte di Natale e ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno nella prossima seduta con cui invita la giunta a interfacciarsi con il ministero dell’interno per dotare i vigili del fuoco dei dispostivi adeguati per affrontare l’emergenza Covid.
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha ribadito: «La funzione di governo è carica di oneri fra cui c’è anche quello di venire in aula, di partecipare alle sedute delle Commissioni e confrontarsi con le minoranze, pertanto – ha aggiunto – non deve essere considerato un peso venire in Consiglio a chiarire qual è l’azione di governo e confrontarsi con la minoranza».
Claudio Muzio (Forza Italia-Liguria Poplare) ha ricordato che nella precedente legislatura la maggioranza aveva solo un voto di differenza rispetto all’opposizione eppure gli assessori, nonostante le numerose deleghe, dovevano essere presenti in Consiglio per garantire l’azione di governo e questo – ha detto – avrebbe spinto il presidente Toti a assumere nell’XI Legislatura questa decisione. «Non credo sia negativo che gli assessori siano messi nelle condizioni di lavorare a tempo pieno per il territorio».
Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha riconosciuto i compiti gravosi dei sindaci dei piccoli Comuni come degli assessori, «ma non è quello il punto, il punto è che in questo modo – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – state tradendo la legge elettorale, che è stata approvata nella decima legislatura e che doveva consentire la riduzione dei consiglieri, l’abolizione del listino e la riduzione dei costi della politica, Invece questa maggioranza sta facendo l’opposto».
Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha domandato: «Mi chiedo quale sia il ruolo del Consiglio? Secondo me il lavoro dei consiglieri è la cinghia di trasmissione con il ruolo che il consigliere riveste quando è anche assessore. Noi – ha aggiunto – abbiamo un ruolo di rappresentanza rispetto all’elettorato e non deve premiare, con tutto il rispetto, coloro che sono arrivati per secondi».
Presidente della giunta Giovanni Toti. Il presidente è intervenuto al termine del dibattito e, riferendosi ai consiglieri di minoranza, ha definito la discussione «surreale». Il presidente ha ricordato che questa decisione era già stata annunciata nel corso della campagna elettorale rilevando che la sua coalizione nelle elezioni ha ottenuto il 57% dei consensi, «quindi chi oggi in quest’aula ha qualcosa da dire contro questa scelta – ha aggiunto – sta riproponendo la politica di opposizione della precedente legislatura di cui abbiamo visto i risultati». Toti, inoltre, ha ribadito la necessità dello «sdoppiamento dei ruoli» e ha aggiunto: «Ho sentito troppa demagogia nei giorno scorsi e oggi, in questo senso, abbiamo toccato alcune perle assolute, perché fuori da quest’aula credo non ci sia nessuna persona che possa pensare che un governo con così tante deleghe abbia compresso le capacità di gestione degli enti o la rappresentatività democratica dei territori».
Il Presidente ha definito la sua decisione una «scelta di buon senso» sottolineando che migliorerà l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa «e ci consentirà di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo a disposizione. La nostra – ha puntualizzato – non è un’idea stravagante, ma è mutuata da una legge dello Stato italiano affinché la giunta non sia predominante nelle decisioni del Consiglio. Anche questo aspetto è una questione di equilibrio democratico». Toti, infine, ha rilevato che le dimissioni degli assessori permetterà l’ingresso in Consiglio di altre tre donne.
Assenti: Veronica Russo per motivi personali
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TUTTI I GRUPPI DELL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA
E’ stata formalizzata la composizione degli otto Gruppi del Consiglio regionale.
Cambiamo con Toti presidente, Lega Liguria-Salvini, Fratelli d’Italia, Forza Italia-Liguria Popolare fanno parte della maggioranza
Partito Democratico-Articolo Uno, Linea Condivisa, Lista Ferruccio Sansa Presidente e moVimento 5Stelle costituiscono l’opposizione.
I monogruppi sono due: Forza Italia-Liguria Popolare e Linea Condivisa.
Ogni Gruppo ha comunicato alla Presidenza dell’Assemblea il nome del presidente, il moVimento 5 Stelle ha scelto la rotazione semestrale dell’incarico.
CAMBIAMO CON TOTI PRESIDENTE
Presidente Angelo Vaccarezza
Vicepresidente: Stefano Anzalone
Altri componenti: Giovanni Boitano, Alessandro Bozzano, Chiara Cerri, Domenico Cianci, Lilli Lauro, Daniela Menini, Giovanni Toti.
FORZA ITALIA-LIGURIA POPOLARE
Presidente: Claudio Muzio
FRATELLI D’ITALIA
Presidente: Stefano Balleari
Vicepresidente: Sauro Manucci
Altri componenti: Veronica Russo
LEGA LIGURIA-SALVINI
Presidente: Stefano Mai
Altri componenti: Brunello Brunetto, Sandro Garibaldi, Gianmarco Medusei, Alessio Piana, Mabel Riolfo
LINEA CONDIVISA
Presidente: Gianni Battista Pastorino
LISTA FERRUCCIO SANSA PRESIDENTE
Presidente: Ferruccio Sansa
Altri componenti: Selena Càndia, Roberto Centi.
MOVIMENTO 5 STELLE
Presidente: Fabio Tosi (incarico a rotazione: il primo turno scadrà il 27 aprile 2021):
Altri componenti: Paolo Ugolini.
PARTITO DEMOCRATICO -ARTICOLO UNO
Presidente: Luca Garibaldi
Altri componenti: Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Sergio Rossetti, Armando Sanna.
Chiara Cerri
E’ nata a Torino nel 1978. E’ sposata e mamma di una bimba. Dopo il diploma di maturità classica, Liceo Cassini di Sanremo, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza (vecchio ordinamento) presso l’Università di Genova. E’ iscritta all’Albo degli Avvocati del Foro di Imperia dal 2009 ed esercita la professione di avvocato presso il proprio studio legale in Sanremo nel settore del diritto civile e del diritto penale. Dal giugno 2017 al novembre 2020 ha ricoperto presso il Comune di Taggia gli incarichi di vicesindaco e di assessore con deleghe allo Sviluppo economico, alle Attività produttive, ai Finanziamenti e Partenariato e al Bilancio. Ricopre tutt’ora l’incarico di consigliere presso il Comune di Taggia.
Daniela Menini
E’ nata nel 1960, ha conseguito il diploma di maturità in Ragioneria presso l’istituto Fossati della Spezia. Dal 1984 al 2009 è stata responsabile del Centro di Assistenza Agricola (CAA) di Coldiretti della Spezia per la Val di Vara, occupandosi di consulenza nei settori dell’agricoltura e del terziario. Dal 2009 al 2013 ha ricoperto lo stesso incarico, a livello regionale, per conto della Federazione Agricola, Alimentare, Ambientale, Industriale Italiana (FAI) Cisl Liguria. Dall’aprile 2013 fino al novembre 2019 è stata responsabile e presidente regionale dell’Unione Generale Coltivatori (UGC) Cisl Liguria. Fra gli altri incarichi, dal 2019 è anche presidente regionale di Terra Viva Liguria-Cisl (ruolo che lascia con l’ingresso in Consiglio regionale), dal 2017 è presidente regionale di AGRILIGURIA. Già componente del Consiglio nazionale, regionale e provinciale della Cisl.
Dal 1990 al 1995 è stata assessore in Comunità montana Alta Val di Vara e Consigliere in Comune di Zignago (SP)
Mabel Riolfo
E’ nata nel 1969 a Ventimiglia. Dopo il diploma al liceo linguistico Europa 74 di Sanremo, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Dal 2014 al 2019 ha svolto l’attività di Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Imperia ricoprendo anche la carica di presidente del Comitato Pari opportunità all’interno del Consiglio dell’ordine. Dal 1997 è titolare di uno studio legale a Ventimiglia: si occupa di diritto civile, in particolare diritto di famiglia, recupero crediti, contrattualistica, tutela della proprietà, diritto del lavoro, locazioni ed estende la propria attività anche al diritto penale. E’ stata, inoltre, consulente legale esterno del Comune di Ventimiglia dal 1998 al 2007. Dal giugno 2019 è assessore ai Servizi sociali, scolastici ed educativi del Comune di Ventimiglia.
Giovanni Boitano
E’ nato nel 1950 a Favale di Malvaro. Sposato, ha 2 figli. Laureato in ingegneria meccanica, ha svolto la propria attività lavorativa fino al raggiungimento della pensione presso un’azienda elettromeccanica e nucleare di rilievo internazionale. Consigliere provinciale dal 1985 al 1993. Sindaco di Favale dal 1994 al 2004 e dal 2009 al 2010 quando ha lasciato l’incarico per andare a ricoprire, nella IX Legislatura, il ruolo di Assessore alle Politiche Abitative Edilizia e Lavori Pubblici. Per oltre 15 anni è stato assessore nella Comunità Montana Fontanabuona e presidente del Consorzio Rio Marsiglia. Ha ricoperto inoltre il ruolo di segretario territoriale del Levante nelle file della Democrazia Cristiana, in seguito segretario provinciale di Genova di Forza Italia prima di aderire nel 2009 all’Udc. Nella X Legislatura è entrato in Consiglio regionale nell’aprile del 2018. da oltre vent’anni è membro del direttivo ANCI Liguria
Veronica Russo
E’ nata nel 1989 a Bordighera. Dopo il diploma presso il Liceo socio pedagogico di Vallecrosia, ha conseguito la laurea in Tecniche di radiologia medica per immagini presso l’Università di Genova. Dal 2014 lavora presso la società Intesa Grandi Impianti, un’azienda di Sanremo che progetta, fornisce e realizza attrezzature per il settore della ristorazione, ricoprendo molteplici incarichi nel settore tecnico, nel marketing e nella progettazione. Nel 2013 è stata eletta consigliere comunale a Vallecrosia ed è stata ricandidata nelle consultazioni del 2018.
Discussione sulle comunicazioni del presidente Toti sul programma di governo
Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha detto che nel programma di Toti mancherebbero un’idea di Liguria, soluzioni e interventi concreti. Secondo Sansa è «una lista per la spesa» e conterrebbe anche «parziali ammissioni di fallimento» e, in questo senso, ha fatto riferimento ad un mancato esercizio delle funzioni di autonomia regionale nel settore della sanità. Il consigliere ha dichiarato che nel programma mancherebbero anche adeguati riferimenti alla tutela dei parchi, al tipo di sviluppo economico scelto dalla giunta. Sansa ha ribadito la necessità che la sanità sia pubblica con cure di eccellenza per tutti, che sia garantito sia il lavoro che la tutela dell’ambiente per tutti adottando un sistema di «economia green» e che i fondi europei siano distribuiti tempestivamente. «La nostra – ha detto – deve essere una Liguria non per pochi ma per tutti, il programma di Toti è disegnato sulle paure mentre il nostro programma e costruito sui desideri». Sansa ha comunque garantito l’impegno costruttivo del suo gruppo
Stefano Balleari (Fratelli d’Italia) ha dichiarato: «Il programma del presidente Toti è la prosecuzione naturale di un percorso virtuoso nato cinque anni fa». Balleari ha quindi illustrato gli aspetti qualificanti del programma di governo sottolineando, fra gli altri, l’importanza delle nuove deleghe relative alla tutela degli animali di affezione e la funzione strategica dei trasporti, su cui ha chiesto ulteriori interventi qualificanti nei prossimi 5 anni, e del turismo per lo sviluppo della Liguria. Balleari ha sottolineato il ruolo positivo e determinante sostenuto da Toti durante l’emergenza sanitaria e ha ricordato il contributo di Matteo Rosso, consigliere dello stesso gruppo nella precedente legislatura, nell’amministrazione sanitaria regionale e ha fatto gli auguri di buon lavoro a tutta la giunta.
Fabio Tosi (moVimento5Stelle) ha dichiarato: «Nel programma di governo non troviamo risposte in grado di guardare oltre l’ostacolo, il presidente avrebbe dovuto migliorare il programma di 5 anni fa, invece tenta solo di tamponare vecchie ferite». Il consigliere, inoltre, ha rilevato carenze dell’amministrazione regionale in sanità: «I ritardi storici del passato non sono stati superati, al contrario la Regione – ha detto – deve recuperare la funzione strategica di programmazione e di indirizzo garantendo i livelli essenziali di assistenza a tutti». Secondo Tosi, inoltre, nel piano di governo regionale non sono contenute le soluzioni per superare la crisi sanitaria e la conseguente crisi socio economica. Tosi ha chiesto, fra l’altro, la valorizzazione del ruolo degli anziani liguri. Sul turismo il consigliere ha chiesto che la giunta dia attuazione agli obbiettivi contenuti nel programma.
Davide Natale (Pd-Articolo Uno), rispetto al programma di governo, ha dichiarato: «E’ una lista di proclami ed enunciazioni uguali a quelli di 5 anni fa. In questa lista della spesa non sono indicate assolutamente le priorità». Il consigliere ha sostenuto che «l’unica priorità sarà solo la creazione della figura dei sottosegretari per accontentare chi è rimasto a bocca asciutta e per risolvere i problemi interni della maggioranza, ma i costi li pagheranno i cittadini liguri ». Natale ha rilevato, fra l’altro, la carenza storica di personale nella asl5, anche al di là dell’emergenza Covid, e ha ricordato il blocco del cantiere del nuovo Felettino avvenuto durante la precedente legislatura. Natale ha dichiarato, inoltre, che nel piano di governo è dato poco spazio agli scali portuali.
Alessio Piana (Lega Liguria-Salvini) ha sottolineato la necessità di affrontare le tematiche legate all’entroterra, in particolare ambiente, parchi e biodiversità. Piana ha ribadito l’importanza che l’amministrazione regionale riconosca «l’importanza dei piccoli Comuni, che svolgono un ruolo di servizio e di controllo». Il consigliere ha suggerito nuovi interventi di defiscalizzazione e agevolazioni per i piccoli Comuni in modo da favorire il ripopolamento di queste aree e, sempre a questo proposito, ha chiesto ulteriori interventi relativi al riassetto idrogeologico e nuovi collegamenti non solo infrastrutturali, ma anche nella digitalizzazione. Piana ha sottolineato la necessità di potenziare le farmacie locali e dei trasporti, in particolare nell’integrazione fra ferro e gomma. Il consigliere, infine, ha ricordato che la precedente amministrazione regionale ha accresciuto la tutela dei parchi.
Sauro Manucci (Fratelli d’Italia) ha ribadito che il nuovo ospedale della Spezia sarà realizzato e questo impedirà la perdita di importanti specialità e ridurrà la mobilità sanitaria passiva. Il consigliere si è dichiarato molto soddisfatto che il presidente della giunta Toti, con l’assunzione della delega alla sanità, realizzerà il nuovo ospedale. Manucci ha ricordato che, inevitabilmente, ci sarà un periodo di transizione. Manucci ha poi ribadito la certezza che il presidente saprà gestire al meglio anche le deleghe delle agenzie e delle società partecipate per tutelare il patrimonio del territorio ligure
Roberto Arboscello (Pd- Articolo Uno) ha lamentato l’assenza di assessori della provincia savonese nella giunta regionale e anche di scarsa attenzione alla zona anche negli obbiettivi del programma di governo e ha chiesto, nel caso sia istituita la figura del sottosegretario, che almeno uno provenga dal savonese. Arboscello ha ricordato che le opere di appoggio allo scalo savonese erano previste già da numerosi accordi di programma precedenti all’attuale legislatura. Rispetto al turismo il consigliere ha rilevato che nel programma ci sono solo interventi «di facciata e di sola promozione».
Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha auspicato, al dil à dei conflitti, una collaborazione con la minoranza rilevando che nella precedente legislatura, proprio in questo senso, sono stati raggiunti obbiettivi condivisi. Il consigliere, inoltre, ha ricordato le azioni assunte nella precedente legislatura dalla giunta e dalla maggioranza a favore del settore degli stabilimenti balneari, per il contrasto al distretto idrogeologico e per la difesa del territorio, con importanti opere di prevenzione. Vaccarezza, infine, ha chiesto la collaborazione della minoranza «per fare cerniera con il governo ed essere con noi la voce della Liguria». Il consigliere, infine, ha valutato positivamente la scelta del presidente Toti di assumere la delega sulla Sanità in questa fase di emergenza.
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che nel programma della giunta ci sono obbiettivi, ma che spesso mancherebbero gli strumenti per raggiungerli, quindi il testo si presenta «lacunoso». Secondo il consigliere, inoltre, nel programma «manca equità territoriale», cioè la rappresentanza delle diverse aree, e «equità sociale». Il consigliere ha chiesto una migliore distribuzione, in questo senso, delle case popolari e una migliore tutela delle fragilità. Ioculano ha auspicato che la giunta e la maggioranza ascoltino i suggerimenti della minoranza e, a questo proposito, ha fatto appello alla «sensibilità istituzionale». «Lavoriamo tutti insieme – ha detto – per la Liguria» e ha proposto di aprire un tavolo trasversale sul tema dell’autonomia delle Regioni.
Mabel Riolfo (Lega Liguria-Salvini) ha rilevato che la giunta aveva già messo a punto nella precedente legislatura un piano sociale con interventi concreti. Il consigliere ha rilevato che a breve, a causa dell’epidemia, «ci sarà un aumento del tasso di povertà e la pandemia avrà un effetto moltiplicatore delle povertà». Riolfo ha sottolineato: «I soggetti ultra 65enni vanno considerati un valore aggiunto della società e, per farlo, occorre garantire loro un tasso di benessere» e ha illustrato alcuni aspetti contenuti, in questo senso, dal Piano sociale regionale integrato della giunta e anche ulteriori interventi che sarebbero necessari, con particolare riferimento anche al sostegno del Terzo settore.
Paolo Ugolini (moV5Stelle) ha criticato il programma della giunta per quanto riguarda l’attività venatoria, ritenendo ormai superata la caccia. «Gli animali – ha detto – non ci servono più per sfamarci, ma li uccidiamo per puro e sadico divertimento». Secondo Ugolini la politica tutela la categoria dei cacciatori esclusivamente per recuperare consensi. Il consigliere ha rilevato, inoltre, che le politiche venatorie stanno provocando l’incremento incontrollato dei cinghiali e ha chiesto piani di contenimento non cruenti.
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha esordito attaccando la politica edilizia adottata fino ad oggi dalla Liguria e che – ha detto – viene confermata nel programma di governo per la XI Legislatura. Il consigliere ha rilevato, inoltre, l’assenza nel piano di politiche ambientali adeguate, di sviluppo sostenibile, di economia circolare e di attività di riciclo. Candia ha sottolineato l’eccesso di riferimenti nel documento al tema della sicurezza e una scarsa attenzione, al contrario, alle politiche sull’immigrazione.
Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha rilevato: «Un programma di governo può essere qualificato con qualsiasi termine, come un libro dei sogni, una lista di desideri meno che come una lista della spesa, perché questa, in realtà, si concretizza». Nel merito il consigliere ha ribattuto, punto per punto, alle obiezioni espresse dai consiglieri di minoranza ribadendo, in particolare, l’importanza del tema della sicurezza e del presidio del territorio e dei fondi regionali destinati in questo settore ai Comuni. «Questo – ha detto – è un programma in continuità con quello precedente».
Claudio Muzio (Forza Italia –Liguria Popolare) ha posto la propria attenzione sul Piano di sviluppo rurale che interessa anche l’azione amministrativa regionale. «Noi dobbiamo riappropriarci dei territori che sono stati abbandonati e il Piano di sviluppo rurale è uno strumento strategico di cui dobbiamo fare buon uso». Rivolgendosi all’assessore Alessandro Piana, ha aggiunto: «Ritengo importante mettere in campo un confronto con gli agricoltori perché da loro possono venire suggerimenti per l’utilizzo migliore delle misure europee per il territorio».
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha criticato la gestione della giunta nel settore della sanità rilevando l’elevata mobilità passiva e le lunghe liste di attesa. Secondo il consigliere non sono stati fatti passi risolutivi anche per una riorganizzazione delle asl liguri, per ridurre il numero di dirigenti in sanità e per accrescere la digitalizzazione. «Nel programma – ha detto – è stata fatta una elencazione generica degli interventi senza entrare nel merito e affrontare i problemi». Il consigliere ha riconosciuto al presidente una grande capacità mediatica, ma di non avere risolto le emergenze della Regione.
Sandro Garibaldi (Lega Liguria-Salvini) ha sottolineato la fragilità del territorio ligure che – ha detto – mette a rischio la sicurezza degli abitanti e ha rilevato che la giunta deve proseguire con gli interventi di prevenzione con interventi mirati ai piccoli Comuni. Il consigliere ha ricordato il contributo della Lega al programma del presidente Toti per inserire ulteriori azioni contro il dissesto del territorio.
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha denunciato la carenza di personale sanitario che costringerebbe anche la chiusura dei reparti di terapia intensiva. Secondo il consigliere il piano «è un insieme di cose non vere e non attuate» e ha invitato la giunta a utilizzare in modo tempestivo e capillare i fondi europei. Il piano sociale – ha detto- è finito nel 2017 non è stato rinnovato. Rossetti ha lamentato la carenza di ristori anche nel settore della cultura, colpito dal Covid, l’assenza di interventi regionali per garantire il trasporto scolastico e implementare quello ferroviario durante la pandemia e per favore dell’inclusione sociale delle fasce fragili. Secondo il consigliere nel piano della giunta non sono definite le priorità.
Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) ha difeso il programma del presidente della giunta: «E’ un piano molto illuminato, vero ed ha una missione chiara: lavoro, sicurezza, salute e infrastrutture» e, nel merito, ha ribattuto punto per punto alle critiche della minoranza e, in particolare, a quelle espresse poco prima da Rossetti.
Stefano Anzalone (Cambiamo con Toti presidente) ha ricordato che la Regione nella precedente legislatura ha affrontato l’emergenza provocata dal crollo del ponte Morandi, prima, e poi dall’epidemia Covid. Il consigliere regionale ha, invece, accusato di gravi mancanze il governo centrale soprattutto in relazione ai ristori alle attività produttive. «Noi abbiamo l’obbligo verso i nostri concittadini di sostenere le amministrazioni locali – ha detto – che stanno attraversando momenti difficili». Anzalone ha concluso: «Questo programma è importante per Genova e per la nostr regione e ha una visione molto ampia».
Brunello Brunetto (Lega Liguria-Salvini) ha auspicato «spirito di collaborazione fra maggioranza e minoranza» soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria. Secondo il consigliere la risposta all’emergenza non è stata ottimale «ma è stata comune dignitosa».
Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha rilevato che nel programma della giunta «non c’è una visione complessiva ma un’accozzaglia di provvedimenti» e ha fatto riferimenti nel merito. Il consigliere ha espresso critiche sul fatto che nel documento non ci siano azioni «contro la dispersione scolastica che – ha detto – è molto elevata in Liguria e richiederebbe la rimodulazione dell’offerta formativa di tutta la regione, provincia per provincia».
Armando Sanna (Pd-Articolo Uno) ha definito «deludente» il programma rispetto agli obbiettivi che si pone. Rispetto alla sanità Sanna ha rilevato l’impatto dell’epidemia sulla medicina territoriale che, secondo il consigliere, è «inesistente». Forti critiche sono state espresse alla gestione dei trasporti e ha auspicato nuovi interventi di progettazione a vantaggio dei piccoli Comuni e più attenzione al tessuto produttivo. Sanna ha garantito che si impegnerà affinché il programma di governo della giunta sia davvero rispettato.
Domenico Cianci (Cambiamo con Toti presidente) è intervenuto ribadendo che «il presidente della giunta ha lavorato bene» nella precedente legislatura e ha citato gli interventi nell’ambiente, nel turismo e nelle infrastrutture che per questo è stato premiato dagli elettori. «In un momento come questo – ha aggiunto – dividerci è sbagliato e dobbiamo trovare nel programma idee da condividere per migliorare ancora la Liguria».
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha ricordato che la minoranza aveva chiesto la seduta straordinaria sulla sanità rilevando che in Liguria la situazione pandemica è più grave che in altre Regioni e che l’emergenza sta intasando gli ospedali anche liguri, che non sono stati adeguatamente preparati. Il consigliere ha parlato di «deriva sanitaria». Gaibaldi ha criticato l’assenza di riferimenti nel Piano al Mes e al Ricovery Plan rilevando la mancanza di una pianificazione regionale sull’utilizzo dei fondi europei.
Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha auspicato un intervento concreto del governo per il sostegno dei territori e per la lotta al dissesto idrogeologico: «Vogliamo una Liguria più forte a livello nazionale e internazionale, forzando anche le norme molto stringenti dell’Unione europea e reso ancora più stringenti dal Governo, che non permettono alle nostre aziende di mettersi in pari». Il consigliere ha rilevato anche carenze nelle politiche governative in materia di immigrazione e si è dichiarato contrario «all’estremismo ambientale».
Il presidente della giunta Giovanni Toti ha replicato agli interventi della minoranza: «Non mi aspettavo un dibattito molto diverso, il programma di governo presentato al Consiglio è quello sulla base del quale ci hanno votato i liguri, quindi non potevamo fare nulla di diverso e, forse per la prima volta dopo anni, è piaciuto alla stragrande maggioranza di coloro che hanno votato». Secondo il presidente «oggi si doveva tentare un percorso dialettico che può portare anche ad una sintesi virtuosa, ma non è cosa che si fa in una giornata e così a ridosso dell’appuntamento elettorale». Toti ha però rimarcato «l’arroganza in alcuni giudizi pronunciati in quest’aula come se i liguri avessero scelto un indirizzo regionale confuso e illusorio perché non lo conoscevano, ma dopo 5 anni – ha aggiunto – i pregi e i difetti del nostro governo e del nostro pensiero i liguri lo conoscevano bene e hanno scelto di proseguire su quella strada». Il presidente ha poi precisato che su alcune materie le competenze sono del Governo e ha aggiunto: «Giudicare in modo spocchioso il nostro programma sulla base del vostro programma, che è stato sconfitto, è un brutto inizio» e ha invitato la minoranza ad un maggiore atteggiamento di ascolto sottolineando l’importanza strategica per la Liguria, fra le altre, della promozione turistica e del traffico crocieristico. Il presidente ha sottolineato: «Rispetto ai contenuti non c’è nessuno di noi o di voi che ha ragione, perché ha ragione chi è fuori da quest’aula (gli elettori, ndr) e bisognerebbe semmai che l’opposizione capisse perché certe sue proposte non sono piaciute». Il presidente, infine, si è dichiarato allarmato, da un «clima diffamatorio» e ha concluso: «Ho visto contestare dati che sono degli uffici di prevenzione e trovo illegittimo contestare la validità del lavoro di professionisti e dirigenti della nostra regione».
Tutela e sostegno alla “Terza età”
Con 18 voti a favore (Lega Liguria-Salvini, Cambiamo con Toti presidente, Fratelli d’Italia) e 13 astenuti (minoranza e Forza Italia-Liguria Popolare) è stato approvato l’ordine del giorno presentato da Brunello Brunetto (Lega Liguria-Salvini), e sottoscritto dai colleghi del gruppo Stefano Mai, Sandro Garibaldi e Alessio Piana, che impegna la giunta “ad attivarsi fin da subito al fine di mettere in campo tutte le iniziative necessarie e utili volte alla tutela degli anziani e alla valorizzazione della terza età; a farsi parte attiva presso il governo centrale affinché preveda quanto prima all’assegnazione di risorse alla Regione finalizzate alle politiche di tutela, valorizzazione e sostegno alle nostre persone più fragili”.
Respinto un emendamento proposto da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) che chiedeva di impegnare allo scopo anche risorse regionali.
Fiscalità di vantaggio e flat tax per i piccoli Comuni dell’entroterra
Con 19 voti a favore (maggioranza) e 12 astenuti (minoranza) è stato approvato l’ordine del giorno presentato da Alessio Piana (Lega Liguria-Salvini), e sottoscritto dai colleghi del gruppo Stefano Mai, Sandro Garibaldi e Brunello Brunetto, che impegna la giunta “ad avviare un percorso per l’individuazione di possibili sgravi fiscali e burocratici nelle zone appenniniche attraverso il coinvolgimento di ANCI,UNCEM e gli amministratori locali; ad intervenire nei confronti del Governo affinché, anche a livello nazionale, il tema dell’Entroterra e della lotta allo spopolamento delle aree interne torni ad essere una priorità”.
Respinto un emendamento proposto da Davide Natale (Pd-Articolo Uno) che chiedeva di inserire l’abolizione dell’addizionale regionale Irpef per i Comuni a rischio di spopolamento.
Respinto anche un emendamento proposto da Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) che modificava l’ultimo capoverso.
Accolto un emendamento proposto da Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) che chiedeva di inserire negli sgravi anche le aree alpine, oltre a quelle appenniniche.
Nel dibattito sui documenti sono intervenuti complessivamente Brunello Brunetto e Alessio Piana della Lega Liguria-Salvini, Davide Natale, Luca Garibaldi, Enrico Ioculano e Sergio Rossetti di Pd-Articolo Uno, Gianni Pastorino (Linea Condivisa), Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente), Claudio Muzio (Forza Italia-Liguria Popolare), Fabio Tosi (moV5Stelle) e il presidente della giunta Giovanni Toti






