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NUOVO PONTE GENOVA SAN GIORGIO. I ROBOT AL LAVORO, 25.000 FOTOGRAFIE OGNI 8 ORE

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Con l’inizio delle prove di   movimentazione sono entrati in azione i due robot iper-tecnologici  impiegati  per  la  pulizia  e  la sicurezza  del  nuovo  Ponte  Genova  San Giorgio. 

Due  coppie  di   macchine  uniche,  installate  tanto  sul  lato  mare  quanto  sul  lato  monte  che  rendono  l’opera,  realizzata  dal Gruppo Webuild insieme a Fincantieri, uno dei viadotti più tecnologici in Italia.

“Si  tratta di    due  tipologie  di    robot  –  spiega  Marco  Bazzarello,  responsabile  Webuild  delle  dotazioni tecnologiche  del  ponte  –  uno  denominato robot  wash,  destinato  alla pulizia dei  pannelli  di    cristallo  ai  lati delle carreggiate e dei pannelli fotovoltaici, l’altro denominato robot inspection, incaricato di   scansionare il carter inferiore del ponte per garantire sempre i livelli massimi di   controllo e sicurezza”.

I due robot   sono entrati in funzione con l’inizio delle prove dopo settimane di   lavorazioni e di   analisi. Il robot wash tratta la parte esterna dei cristalli con le spazzole, e la parte interna con spazzole e con un getto di   aria a pressione.  Il robot inspection, invece, è in grado di   scattare 25.000 fotografie nel giro di   8 ore. Immagini che vengono confrontate  con quelle  scattate  in  precedenza  per verificare  se  ci  sono  anomalie  sulla scocca  del ponte.

“Il    sistema  di    pulizia  progettato  dall’Istituto  Italiano  di    Tecnologia  di    Genova  –  prosegue  Bazzarello  –  ha permesso di   ridurre al minimo gli interventi umani sul ponte, riducendo al   massimo i rischi. Una caratteristica che non abbiamo ancora visto su nessun altro viadotto”.

I  due  modelli  di    robot  fanno  parte  della  complessa  dotazione  tecnologica  che  caratterizza  il   nuovo  Ponte Genova  San Giorgio,  nella  quale  rientrano  i  250 sensori  per  il monitoraggio  strutturale,  l’impianto  di deumidificazione, i pannelli fotovoltaici che assicurano un terzo del fabbisogno energetico della struttura, e tutta  una  serie  di    impianti incaricati di    raccogliere  informazioni  che  vengono  analizzate  ed  elaborate all’interno del fabbricato tecnologico, il vero e proprio quartier generale di   questa incredibile opera.

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Webuild,  il   nuovo  Gruppo  che  nasce  nel  2020 da Salini  Impregilo,  è  uno  dei  maggiori  global  player  nella  realizzazione  di  grandi infrastrutture complesse per la  mobilità sostenibile, l’energia idroelettrica, l’acqua, i green buildings (sustainable mobility, clean hydroenergy, clean water, green buildings), supportando i clienti nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile – SDG. Il Gruppo è l’espressione di 114 anni di esperienza ingegneristica applicata in 50 paesi in cinque continenti, con 70.000 dipendenti tra diretti e indiretti, di oltre 100 nazionalità. Riconosciuto per 5 anni da Engineering News – Record (ENR) come prima società al mondo per la realizzazione di infrastrutture nel settore acqua (dighe, progetti idraulici e di smaltimento acque reflue, impianti di potabilizzazione e dissalazione),  dal  2018  è  incluso  nella  top  ten  del  settore  ambiente  ed  è  anche  leader  nel  settore  della  mobilità  sostenibile  (in particolare metropolitane e ferrovie, oltre a strade e ponti). Firmatario del Global Compact delle Nazioni Unite, il  Gruppo esprime le  sue  competenze  in   progetti come  le   metropolitane  di  Milano  M4,  Grand Paris  Express,  Cityringen  di  Copenhagen,  Sydney MetroNorthwest in  Australia, Red Line North Underground a Doha, Linea 3   Metro a Riyadh; le  linee ferroviarie ad alta velocità in  Italia; il nuovo  Ponte  di  Genova  in   Italia  e  il   nuovo  Gerald  Desmond  Bridge  a  Long Beach,  California;  l’espansione  del  Canale  di  Panama; l’impianto idroelettrico Snowy 2.0 in  Australia; la  diga di Rogun in Tajikistan; l’Anacostia River Tunnel e il  Northeast Boundary Tunnel a Washington D.C.; lo  stadio Al    Bayt, che ospiterà la  coppa del mondo del 2022 in  Qatar. Alla fine del 2019 ha registrato un valore complessivo di nuovi ordini di € 8,1 miliardi, un portafoglio ordini totale di € 36,2 miliardi, con oltre l’85% del backlog costruzioni relativo a progetti legati all’avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, e il  60% relativo a progetti focalizzati alla riduzione di emissioni di gas serra. Webuild, soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Salini Costruttori S.p.A.,ha sede in  Italia ed è quotata presso la  Borsa di Milano (Borsa Italiana: WBD; Reuters: WBD.MI; Bloomberg: WBD:IM).
Ulteriori informazioni su www.webuildgroup.com