L’anno scorso in terra ligure, al torneo di Sanremo, vinto dal maestro internazionale Sulava, si è classificato al secondo posto, a sorpresa, il maestro milanese Loris Cereda, pattando col vincitore. Veramente sorprendente l’ascesa scacchistica dell’ex sindaco di Buccinasco. Complimenti…
La sua vicenda è abbastanza nota quanto interessante.
Intanto facciamo un tuffo nella cronaca, non scacchistica ma giudiziaria: il 22 marzo 2012 Cereda, sindaco in allora di Buccinasco, paese di 28 mila abitanti a sud di Milano, da sempre associato ad alcune storiche famiglie calabresi come i Barbaro e i Papalia, è stato arrestato per corruzione e falso in atto pubblico, accusato di avere incassato tangenti per favorire la realizzazione di un centro commerciale. Inoltre a lui sarebbero state consegnate o promesse due Ferrari e una Bentley. Quindi, tangenti e Ferrari. Cereda è stato scarcerato dopo tre mesi di carcere ed è stato rinviato a processo. Intanto, su diversi blog, proseguiva la sua crociata contro la “partitocrazia” (ma non ne faceva parte anche lui?) e i giudici tanto cattivi, cosa che oggi va così tanto di moda.
Per tornare agli scacchi, Cereda nel nostro ambiente è tornato a fare parlare di sé, oltre che per i sorprendenti “exploit” in sala torneo, per essersi proposto come “mental trainer” (cosa si fa per campare), ponendo pubblicamente sui vari blog all’intera comunità scacchistica domande che sicuramente almeno una volta nella vita avranno assillato ognuno di noi:
“Caro Scacchista, qual è la tua forza di gioco? Quella che metti in mostra nelle analisi o quella che ti fa perdere partite vinte con un errore sconsiderato. Perché alla mattina vedi tutto e nel turno del pomeriggio ogni mossa ti sembra una montagna invalicabile? Come fanno a vincere certi “polli” (o almeno quelli che tu consideri tali…) che manco conoscono la posizione di Philidor?”
Eh già , come fanno a vincere certi polli? Incuriositi, vorremmo anche noi capire quali siano le armi segrete del maestro Cereda, quelle che gli hanno permesso di ottenere così brillanti risultati…
Prima di tutto consigliava di affidarsi appunto a un mental trainer, una via di mezzo tra uno psicoterapeuta e un formatore.
Scriveva che “Il mental trainer è quel professionista che interviene sul rapporto tra te e i tuoi obiettivi per aiutarti a trovare il modo di usare al meglio i mezzi tecnici che hai a disposizione”.
Eh si, vorremmo proprio conoscere i mezzi tecnici a disposizione di Cereda…
E proseguiva: “(Il mental trainer) non ha ricette, né medicine, ma ha la capacità di ascoltarti, di capirti e di trovare insieme a te gli approcci mentali per portarti ad essere il più vicino possibile a ciò che vorresti essere.”
E ancora: “Dopo la laurea ho subito cominciato la carriera aziendale diventando dirigente a 28 anni, durante la carriera da dirigente mi sono trovato per la prima volta a sentir parlare di mental training ed a provare di persona cosa volesse dire avere un esperto che ti aiutava ad individuare i “bugs” della tua mente al fine di permetterti un miglior uso delle tue potenzialità “.
“Bugs”, mezzi tecnici, approcci mentali… Cereda gioca con le parole ma ci piacerebbe sapere qualcosa di più sulle sue armi segrete, forse sarà il tempo a rivelarcelo o forse le motivazioni della sua radiazione dalla FSI.
L’unica cosa che possiamo consigliare a chi è interessato a questa materia è quella di affidarsi a professionisti seri, onesti e qualificati. E magari, perché no, leggersi in alternativa uno dei nostri testi preferiti: Krogius: “Scacchi e Creatività “, Francisci Editore, 1984.






