Marcialonga, crociata di uomini che si ribellano all’agonia della vita moderna. Vinta oggi da tutti i quasi 300 partecipanti della Marcialonga Story, tra le valli di Fiemme e Fassa, che alla modernità hanno risposto per le rime con attrezzature e abbigliamento d’epoca, e un entusiasmo da vendere.
Così ha preso ufficialmente inizio stamattina il fine settimana della Marcialonga di Fiemme e Fassa, la regina delle granfondo italiane, e lo ha fatto con uno straordinario tuffo nel passato dello sci di fondo.
Parafrasando un vecchio filmato degli anni Settanta, lungo le due valli di Fiemme e di Fassa si è vista una lunga fila di uomini e donne spingere sulle racchette verso il traguardo, e sul volto di ognuno c’erano dipinti l’emozione, l’entusiasmo e la gioia di essere di nuovo in pista. Tutto era curato nel minimo dettaglio, da sci, racchette, scarponi e indumenti – vagliati in partenza e tutti antecedenti il 1976 – passando per i ristori con brodo e pollo, fino alla colonna sonora che da Battisti a Mina, passando per Camaleonti e Adriano Celentano ha accompagnato i concorrenti da Lago di Tesero a Predazzo. 11 km di gara vinti alla fine dall’italo-russa Eugenja Bichugova e dal fassano Paolo Pellegrin.
“Quando ho saputo che si sarebbe fatta questa manifestazione, ho fatto tutto il possibile per esserciâ€, ha commentato a caldo la Bichugova, prima assoluta sul traguardo “e rivivere tutto questo è stato semplicemente straordinario.â€
Il tifo del numeroso pubblico raccolto in zona partenza e arrivo, ma anche lungo l’intero percorso – nonostante i -12 gradi registrati in mattinata sui termometri trentini – ha sostenuto tutti i 300 fondisti e anche quando la sfortuna si è messa in mezzo, con qualche caduta e qualche sci o racchetta spezzati, l’esaltazione e il fervore di tutti non si sono mai attenuati. “Ho fatto fatica perché l’allenamento non era certo da garaâ€, ha detto Pellegrin, classe 1955 di Vigo di Fassa, “ma indossare ancora una volta questi sci davvero è stato emozionante. Spero vivamente ci sia una seconda volta il prossimo anno.†E al termine della Marcialonga Story, tutti quanti hanno detto lo stesso e il team Marcialonga del presidente Alfredo Weiss sta già vagliando seriamente e concretamente questa possibilità .
Franco Nones, l’oro olimpico e mondiale di Grenoble ‘68, indossava il numero 1 della Marcialonga Story, oltre all’intera divisa olimpica (sciolina compresa), e per un buon tratto di gara è sembrato di rivederlo nell’impresa francese di 45 anni fa. “Devo ammettere che gli sci andavano come allora, e poter rivivere quel tempo è stato fantastico.†Nones ha chiuso la sua gara con grande stile e ha lanciato uno spassionato “monito†al…fondo moderno: “Ho curato la mia attrezzatura personalmente, sciolina e tutto il resto, ed è quello che ogni fondista dovrebbe sempre fare. La gara devi farla tu da cima a fondo, anzi molto prima di essere in partenza.â€
I concorrenti della Marcialonga Story provenivano da diverse province italiane, ma anche da Norvegia, Russia, Germania o Svizzera, e tanti saranno in pista di nuovo domani “senza sci e bastoncini d’epoca però†– è stato il commento unanime – in mezzo ai 7500 iscritti della 40.a Marcialonga di Fiemme e Fassa. Lo start di gara sarà alle 8.15 da Moena in Val di Fassa, e tutto si concluderà a Cavalese in Val di Fiemme.
Info: www.marcialonga.it






