Martedì 29 Gennaio 2013 alle ore 17.00 a Palazzo Ducale , Sala Francesco Borlandi della Società Ligure di Storia Patria, atrio primo loggiato, piano terra, entrando da piazza De Ferrari seconda porta sulla sinistra, A Compagna nell’ambito delle conferenze I Martedì de A Compagna, che l’antico sodalizio cura da quarant’anni a Pâxo , promuove il XV appuntamento del ciclo 2012-2013 : Carlo Gatti ed Emilio Carta sul tema : “Nave Locarno, un naufragio in salotto con la benedizione della Madonna di Montallegro”. Ovvero la storia del famoso naufragio a Rapallo nel 1961 della Nave Locarno . Ingresso libero
IL LOCARNO.
Era il 3 gennaio 1961, il LOCARNO, piroscafo di 3.897 tsl, lungo 145 metri, di 31 anni di proprietà della compagnia San Rocco di Genova battente bandiera panamense. La nave usci dal porto di Genova al comando del CLC Vittorio Sallustro e 22 persone di equipaggio, scarica ma in zavorra con i doppi fondi e gavoni di prua e poppa allagati, diretta a Follonica per caricare minerale ferroso per la Germania, un viaggio come tanti altri, facile facile visto la destinazione. Il mare già grosso ma non tanto da preoccupare, però sempre in aumento, purtroppo però mare e vento aumentarono fino a forza 7-8, questo convinse il comandante a rifugiarsi nella rada di S. Margherita a ridosso del monte di Portofino, sulle ancore, in attesa che il vento girasse. erano le 10 del mattino, il vento gira in scirocco e le ancore cominciano ad arare, la nave scarroccia e tende verso la scogliera di S. Margherita, il comandante decide di salpare e da macchina avanti tutta, purtroppo i 2.700 cavalli non riescono a vincere la forza del mare e le raffiche del vento che raggiugevano 70-80 all’ora, la nave non governa e pericolosamente si traversa verso terra, Rapallo è sempre più vicina, I rimorchiatori partiti da Genova e Spezia non possono avvicinarsi. Il comandante decide di dare nuovamente fondo ma le ancore arano sul fondale sabbioso, La nave è alla cappa, nonostante l’aiuto delle macchine alle 17 la nave urta il fondale, alle 22 l’urto violentissimo e la nave si incaglia, alle 2 del 4 gennaio il colpo di grazia, la nave viene sbattuta più volte contro il moletto che si protende dalla riva, si spezza il timone e si piega una pala dell’elica, le stive e la sala macchina sono allagate, fortunatamente le 8 caldaie erano state preventivamente spente per evitare esplosioni e incendi, la nave non ha più potenza ne energia elettrica. Alle 3 di notte il comandante dà l’ordine di abbandono nave. Con una teleferica VA e VIENI approntata dal nostromo a bordo e i pompieri a terra, questi ultimi ressero lo sforzo maggiore in quanto dovettero tenerla a mano, non poteva essere fissata per lo scarrocciamento della nave, 19 dei 22 componenti l’equipaggio furono messi in salvo, rimasero a bordo il comandante, il radiotelegrafista e un macchinista. Il tutto si concluse alle 9 del mattino quando il mare si calmò e fu possibile per i tre scendere con una biscaglina sul moletto. Fortunatamente si concluse tutto senza vittime. Sintesi del naufragio tratta da una rivista dell’associazione MARE NOSTRUM.
Info :
http://www.marenostrumrapallo.it/index.php?option=com_content&;view=article&id=100:lagonia-della-locarno&catid=34:navi
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