Sabato 9 Febbraio 2013, a partire dalle 15.30, esibizione benefica del noto cantante genovese Stefano D. presso l’istituto Orfanotrofio Antoniano – Casa Accoglienza Mamma Bambino.
L’istituto si trova in Salita Belvedere 15 Genova Sampierdarena. Ingresso gratuito. Non è la prima volta che l’â€artista gonfiabile†si rende protagonista di spettacoli benefici, come dimostrano gli scorsi show a favore di canili e associazione volontaristiche, ma in questo caso, dietro alla programmazione dello spettacolo, c’è una storia che merita di essere raccontata. «L’idea di suonare all’istituto è venuta dagli stessi bambini – racconta l’artista – i piccoli Angelo e John si stavano facendo tagliare i capelli dalla parrucchiera Antonella Scardigno, una cara amica di Piazza Settembrini, quando vedendo un mio poster appeso nel negozio, hanno chiesto se Antonella mi conoscesse e se potesse convincermi a venire a suonare all’Orfanotrofio. Quando sono venuto a sapere del desiderio dei miei piccoli fans, ho subito accettato. Ecco come è nato questo spettacolo. Sarà un pomeriggio speciale dove si canterà e si giocherà , cercherò di mettermi nei panni di un fratellone maggiore dei bambini e dedicherò loro, in particolare, la canzone “Vivi†che scrissi nel 2008 proprio pensando ai più piccoli». Un’iniziativa, quella del cantautore genovese, che dimostra ancora una volta come Stefano D. sia legato alla città e, oltre a badare allo spettacolo e alla musica, cerchi anche di dare una mano alla comunità , regalando un sorriso a quei bimbi.
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APPROFONDIMENTI:
STEFANO D. Profilo
Molteplici anime e un unico grande talento. Stefano D è il nuovo Peter Pan della musica italiana. Eterno adolescente, ma con una carriera sempre più ricca e costellata di successi. Ventisei anni, Stefano nasce a Genova il 30 maggio 1984 e cresce nel popoloso quartiere di San Fruttuoso. Stefano, sin da bambino, ha buone doti artistiche, le professoresse se ne accorgono e sono le prime a promuoverlo in questo senso, in particolare Anna Chisena. Ed ecco che, a soli quattordici anni, il cantante debutta nientemeno che al Teatro della Corte, in uno spettacolo coreografato da Pier Paolo Koss, fra danza, canto e interpretazione. Il titolo è “Mi è semblato di vedele un…â€: prima parte collettiva, ma la seconda vede in scena, come protagonista, proprio Stefano D. Dopo le recite scolastiche, è il suo battesimo di fuoco. Il ragazzo ringrazia le insegnanti e capisce che quella è la sua strada. E’ il periodo che lui stesso definisce dell’“auto-intenzioneâ€: la volontà , cioè, di realizzare un progetto genuino a livello artistico, partendo dall’osservazione dei suoi punti di riferimento: Renato Zero su tutti, ma anche David Bowie, Elton John, Freddie Mercury. Voci splendide, autori formidabili ma non solo: per Stefano sono un genere espressivo vero e proprio. Talento, look, aspetto, modo di vivere la vita. Il cantante genovese mette le fondamenta di quello che oggi definisce il “genere Zeroâ€, in omaggio al suo grande maestro: non imitazione, ma interpretazione. Inizia a esibirsi, giovanissimo, in vari locali di Genova, soprattutto nella zona di San Fruttuoso e di Sampierdarena: a ogni concerto, Stefano apre la valigia dei suoi trucchi e travestimenti, proprio come l’amato maestro Renato Fiacchini. Sulla scorta dei primissimi successi, incontra Roberto Solinas, brillante musicista già membro dei Delirium. Ne nasce un’orchestra di sei elementi che accompagna Stefano D per cinque anni, con concerti a suon di cover, da Renato Zero e pure da parecchi artisti internazionali. Il giovane talento genovese inizia a essere contattato a più riprese, anche per concerti fuori città . E’ in questo periodo che Stefano conosce Laura Lunetta, personaggio di spicco nella Genova musicale degli anni Settanta, per aver lanciato il look del nero e per aver scritto un brano di successo come “Palazzinaâ€. E, grazie alla Lunetta, Stefano rafforza la sua identità , sia come cantante che come interprete e, soprattutto, come personaggio: impara i movimenti, migliora la postura, diventa sempre più uomo di spettacolo. Tramite uno zio di famiglia, che lavorava nel mondo delle acconciature, conosce Marco Piombo dei Trilli, che cristallizza definitivamente la sua immagine. Nasce lo Stefano D che tutti oggi conoscono e che muove centinaia di fan a ogni concerto. Un pubblico entusiasta e festoso che si è pure dato un nome: gli Stefanini. Chiuso il periodo dell’orchestra, Stefano inizia la collaborazione con Gino Borelli, già batterista di Sandro Giacobbe, avviando un sodalizio intenso e proficuo che dura tuttora. E’ proprio con Borelli come produttore che Stefano ha realizzato i suoi tre album, tutti stampati e distribuiti dall’etichetta milanese Videoradio: “Sogno†nel 2008 (due inediti, una chicca di Modugno e una poesia di Renato Zero), “Dimensione†nel 2009 (cinque inediti e cinque basi orchestrali) e “Doppiamente singolo†nel 2010. A fine 2007, Stefano vola in Brasile, per realizzare uno spettacolo benefico alla Casa de Esperanza di Vitoria, nei pressi di Rio De Janeiro: il cantante genovese si esibisce per i bimbi orfani, portando festa e divertimento. E’ a un passo dalla consacrazione, che arriva nel 2008: cento concerti in giro per l’Italia e poi, a ottobre, l’invito a partecipare a “Una canzone per volareâ€, ovvero il prestigioso Festival della Canzone Italiana di New York. Stefano D concorre con “Mareâ€, un brano scritto da lui. Nella serata finale, il 12 ottobre nel teatro del Queens, di fronte a Paki dei Nuovi Angeli, viene proclamato vincitore. Resta negli Stati Uniti e va a Brooklyn, dove lavora per qualche mese con i Caleps di Angelo Venuto, famosi in tutta America per il remix de “L’italiano†di Toto Cotugno. In U.S.A. viene contrattato anche per uno straordinario tour con il cantante Sandro Giacobbe. Poi Stefano, pur avendo la possibilità di una folgorante carriera all’estero, ritorna in Italia, perché il suo sogno è quello di continuare a cantare e a calcare le scene delle nostre città , pronto a sfatare il mito che impone agli artisti di emigrare oltre i confini nazionali per raggiungere il meritato successo. Una volta rientrato, entra in contatto con un altro personaggio di rilievo: Oscar Peña, tra i principali impresari in Sud America, dove ha il merito di aver già lanciato un personaggio come Paolo Meneguzzi. Oscar punta su di lui per il Cile: Stefano raggiunge il paese oltreoceano per promuovere la canzone italiana. Ormai questa è la sua strada: prestigiose passerelle internazionali, concerti su concerti su tutto il suolo italiano e, nel 2009, anche in Germania. Così anche nel 2010: lungo giro d’Italia in cento date tra primavera ed estate e, a settembre, il ritorno, stavolta come ospite, al Festival di New York, insieme al celebre cantante italiano degli anni Settanta Gianni Nazzaro e alla famosa imitatrice dai mille volti della tv Italiana Emanuela Aureli. E l’avventura continua.






