La Società Savonese di Storia Patria in collaborazione con l’Associazione culturale San Donato di Varazze, il contributo della Fondazione Agostino Maria De Mari e con il patrocinio del Comune di Varazze, presenta sabato 16 febbraio 2013, alle ore 17,00, presso la civica biblioteca sita in piazza San Bartolomeo, la pubblicazione “ I Toponimi del comune di Varazze “, a cura di Ernesto Renato Arri, Furio Ciciliot, Mario Damele, Francesco Murialdo.
La manifestazione è inserita nell’ambito del progetto Toponomastica storica, diretto da Furio Ciciliot e Francesco Murialdo e quello che viene presentato è l’undicesimo fascicolo. I nomi di luogo (toponimi) tradizionali tramandano innumerevoli momenti della nostra storia: le coltivazioni ed i boschi, i diversi ambienti ed emergenze naturali, gli insediamenti umani, i mulini, i castelli, i luoghi delle guerre, delle leggende e di tanti episodi minuti. A causa dei veloci cambiamenti pochissime persone utilizzano la toponomastica tradizionale, destinata all’estinzione ed i nuovi residenti non ne sono più a conoscenza. Tante storie e vicende saranno irreparabilmente dimenticate.
Il “ Progetto Toponomastica Storica “ della Società Savonese di Storia Patria, raccoglie e cataloga tale millenario patrimonio culturale: alcuni dei nomi ancora oggi usati si formarono infatti in epoche remote, addirittura in età romana o forse prima. Nel solo anno 2012 il Progetto ha raccolto e pubblicato oltre ventimila toponimi storici di undici comuni della provincia di Savona.
La toponomastica recuperata a Varazze deriva da un lavoro capillare, ovviamente non definitivo, che ha coinvolto informatori impegnati da Castagnabuona a Cantalupo, da Casanova alle Faie, dal Pero ad Alpicella ed alla zona costiera. I nomi di luogo segnalati sono oltre duemila, tutti derivati da fonti scritte che vanno dal XII al XVIII secolo. Il lavoro proposto è solo un primo approccio alla toponomastica locale: ad esempio, conosciamo molti nomi di luogo che non sono stati localizzati. Tanti altri mancano all’appello come quelli adoperati nella parte montuosa del Beigua, ancora oggi praticamente disabitata e quelli sorti negli ultimi due secoli.
La speranza è che si possano progressivamente colmare le lacune presenti e stimolare ulteriori ricerche indirizzate anche alla lingua locale adoperata che, come ben sappiamo, varia da zona a zona. Per ulteriori informazioni www.storiapatriasavona.it.
Al termine della manifestazione si terrà un piccolo simposio conviviale per tutti gli intervenuti.






