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Principessa Vittoria, “regina” in Val di Fiemme

Vittoria è un nome impegnativo. Se hai quel nome, è scomodo essere testimone della sconfitta.

Nella 10 km a tecnica libera la svedese Charlotte Kalla, campionessa olimpica a Vancouver, era tra le grandi favorite. Per questo, la principessa di Svezia Vittoria, duchessa di Västergötland, erede al trono svedese, era stata designata per la premiazione. Invece la bella principessa Vittoria ha assistito alla sconfitta di Charlotte, che è finita soltanto settima. Ha dovuto premiare Therese Johaug, nuova punta di lancia dei grandi rivali di Norvegia. Lo ha fatto con classe, con un sorriso reale.

Vittoria, che in gioventù aveva sofferto di anoressia, ha praticato lo sci da fondo, per piacere, ma anche per terapia. Come suo padre, re Carlo XVI Gustavo di Svezia, ha disputato la Vasaloppet, la mitica gara di gran fondo, 90 km, che ripercorre le tracce di Gustavo Vasa, che, nel 1523, si salvò fuggendo da Mora a Sälen sugli sci e poi divenne re. Il preparatore di Vittoria era Daniel Westling, un imprenditore sportivo, atletico e bello. Poiché la neve è galeotta, Vittoria si innamorò del suo allenatore e, il 19 giugno 2010, lo sposò nella cattedrale di Stoccolma. In virtù delle nozze Westling quel giorno divenne <Sua Altezza Reale Principe Daniel, Duca di Västergötland>. Un anno fa è nata la loro primogenita, Estelle.

La principessa Vittoria è diventata erede al trono nel 1980, a 3 anni, quando fu abolita la legge salica. In questi giorni la principessa Vittoria, qui col marito Daniel e con la figlioletta Estelle, è andata a sciare, ma non con gli sci da fondo. Ha preferito le discese dell’Alpe di Pampeago. La principessa viene pur sempre dalla patria del grande Ingemar Stenmark.

La Svezia non è ancora riuscita a conquistare una vittoria in questi Mondiali. Ha collezionato solo 3 medaglie, d’argento, con 12 medaglie degli eterni rivali della Norvegia, che hanno vinto per 4 volte. Ma ora, per risollevare le sorti svedesi, è in arrivo re Carlo XVI Gustavo di Svezia. Una presenza che motiva gli sciatori svedesi e che onora la Val di Fiemme e lo sport.

Claudio Gregori