“La mobilità ciclistica può aiutare a raggiungere questo obiettivo e gli investimenti ad essa dedicati rientrano a pieno titolo fra quelli ammessi per la transizione verde” ha dichiarato Romolo Solari Presidente di FIAB Genova. “Per aiutare le città ad accedere ai fondi di recupero e resilienza del Recovery Fund la ECF European Cyclists’ Federation – di cui FIAB fa parte – ha pubblicato una guida specifica per ognuno dei 27 paesi membri dell’Unione. Ogni guida è concepita per orientare le autorità locali e regionali ad utilizzare i Fondi strutturali dell’UE in ottica di sviluppo della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta. Oggi abbiamo inviato la guida dedicata all’Italia al Sindaco Bucci ed all’Assessore Campora sperando che ne facciano tesoro per lo sviluppo della mobilità ciclistica cittadina”.
La guida è in lingua inglese ed è liberamente consultabile al link https://www.ecf.com/sites/ecf.com/files/UnlockingFunds_Italy_final.pdf
ECF nella guida dà una panoramica del nostro paese inquadrando alcune cifre essenziali. Il 23% delle emissioni di gas a effetto serra sono provocate dagli spostamenti delle automobili; Roma si è impegnata a ridurre del 53% le emissioni entro il 2030; per quanto riguarda le città sono 35 i PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvati finora.
Ma quali sono i freni che hanno finora impedito all’Italia di procedere verso una transizione green?
L’inquinamento automobilistico è aumentato negli ultimi cinque anni.
Il 3,3% della popolazione (ovvero 2 milioni di persone) abita in aree dove non si rispettano gli standard sulla qualità dell’aria.
Oltre l’80% dei viaggi viene fatto con l’auto privata.
Le strade per cambiar strada
Nella guida ECF si citano anche alcuni settori in cui l’Italia può iniziare a investire per cambiare rotta:
Migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
Promuovere l’economia circolare nelle zone che versano in gravi condizioni economiche e sociali.
Investire nel trasporto pubblico.
Continuare sulla strada dei PUMS: 35 sono già attivi e altri 88 sono in cantiere, tra cui il nostro genovese.
Gli impegni presi dall’Italia. Le opportunità del Recovery Fund
Per accedere ai fondi del Recovery Fund e finanziare infrastrutture e politiche bike friendly, ECF raccomanda di fare leva sul National Energy and Climate Plan, che anche l’Italia ha sottoscritto con impegni e obiettivi da raggiungere. Che cosa contiene?
Incentivo alla mobilità ciclistica attraverso al realizzazione di piste ciclabili.
Promozione e diffusione della mobilità in sharing per disincentivare l’utilizzo dell’auto privata.
Integrare fra loro tutti i servizi di mobilità attiva: intermodalità bici+treno e parcheggi scambiatori sono soltanto alcuni esempi.
Stando a ECF, questi interventi di medio-lungo periodo permetterebbero all’Italia di ottenere finanziamenti dal Recovery Fund.






