Il presidente della I Commissione Affari generali, Istituzionali e Bilancio, Lilli Lauro ha illustrato la manovra di bilancio, che era stata approvata nella seduta di Commissione venerdì scorso, e ha sottolineato «lo straordinario impegno per organizzare il bilancio regionale nel corso dell’emergenza sanitaria mondiale». Il presidente Lauro ha aggiunto: «E’ un bilancio illuminato con strategie che vedranno la Regione artefice di un futuro più roseo per la Liguria e che darà nuove speranze a famiglie e attività commerciali, che sono il puntello sociale della Liguria». Lauro ha quindi illustrato i contenuti della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che – ha detto – ha dovuto tenere conto del quadro macroeconomico approvato nel luglio scorso. «La manovra di bilancio 2021-23 si basa sugli effetti economici sanitari e finanziari derivanti dallo stato di emergenza dovuti al Covid 19 e gli impegni si indirizzano in tre ambiti: sanitario, supporto delle famiglie e dei settori produttivi regionali». In particolare il presidente ha sottolineato la funzione strategica legata alla costituzione del Fondo straordinario di 10 milioni di euro per la riduzione della pressione fiscale e per finanziare detrazioni a carico della famiglia. «A riguardo del Disegno di legge di Stabilità, la giunta Toti – ha specificato – ha messo in atto azioni a sostegno delle famiglie e dei settori produttivi colpiti dalla crisi, e l’aumento percentuale dei proventi derivanti dai canoni demaniali da destinare agli interventi sul territorio». Lauro ha sottolineato, rispetto alle difficoltà del momento, «la possibilità per le Regioni di beneficiare nel 2021 di eventuali economie per minori entrate trasferite dallo Stato a titolo di ristoro di 1, 7 miliardi, al netto del fondo per recupero di evasione fiscale: alla Liguria spettano 52 milioni di cui 29 restituiti». Lauro ha sottolineato un altro aspetto: la garanzia del mantenimento degli stanziamenti per servizi necessari come il trasporto, politiche sociali, formazione, istruzione attraverso trasferimenti statali in cambio di obbiettivi a carico delle Regioni. «Le previsioni del bilancio 2021-23 si basano sul sostegno all’economia e alle famiglie con politiche di rilancio degli investimenti pubblici – ha aggiunto – attraverso l’uso dei Fondi europei e del Fondo strategico regionale. Si confermano tutte le voci di bilancio riferite al trasporto». Il presidente ha quindi illustrato il quadro complessivo del bilancio regionale 2021-2023 entrando nel dettaglio delle voci dei singoli finanziamenti relativi a Istruzione e diritto allo studio, Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali, Politiche giovanili, sport e tempo libero, Turismo, Edilizia abitativa, Sviluppo sostenibile tutela dell’Ambiente, Trasporti e diritto alla mobilità, Viabilità e Infrastrutture, Soccorso civile, Politiche sociali, Tutela della salute, Politiche allo sviluppo economico, Politiche per il lavoro e formazione professionale, Politiche agroalimentari e della pesca, Energia e diversificazione delle fonti energetiche e le Relazioni con le altre Autonomie territoriali e locali.
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha illustrato la relazione di minoranza preannunciando il giudizio negativo del gruppo: «E’ un bilancio grigio, di galleggiamento; un bilancio ordinario in un momento decisamente straordinario. Non c’è nessuna visione strategica, nessuna prospettiva di rilancio, nessuna idea progettuale per la Liguria». In particolare il consigliere si è soffermato su quattro aspetti: le imposte, la suddivisione delle spese, l’utilizzo del Recovery Fund e lo scenario sanitario.
«Dal 2007 al 2015, durante il mandato di centrosinistra, per 760 mila contribuenti liguri con reddito inferiore ai 28 mila euro – ha spiegato – l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef non è stata aumentata. Al vostro primo esercizio economico-finanziario – ha aggiunto rivolgendosi alla giunta – avete eliminato quell’esenzione tanto importante per i nuclei familiari. Inoltre nella Legge di stabilità 2021 il “Fondo straordinario per la riduzione della pressione fiscale” di complessivi 10 milioni di euro è davvero poco rispetto allo sforzo fatto negli anni della crisi del 2008, da altre giunte». Il consigliere ha aggiunto: «È veramente particolare che una riduzione di imposte, e quindi di entrate, sia finanziata da maggiori spese». Rispetto al capitolo spese Ioculano ha aggiunto: «C’è una differenza sostanziale tra l’importo previsto per il 2021 e quelli previsti per il 2022 e 2023: in alcuni casi si riduce di circa la metà, ed è anormale per un bilancio di una giunta al secondo mandato. In sostanza è un bilancio gestionale per l’amministrazione dell’anno, piuttosto che la traduzione economica di un indirizzo politico. Ed, essendo un’amministrazione in carica da sei anni, la cosa desta non poche perplessità». Il consigliere, inoltre, ha ricordato il parere del Cal sul “Bilancio di previsione 2021” che ha chiesto il ripristino delle somme previste nel precedente esercizio. Rispetto al Recovery Fund, Ioculano ha aggiunto: «Manca un progetto di crescita, mancano le priorità sull’industria, manca l’attenzione alla valorizzazione urbanistica delle nostre città e delle sue aree produttive. Questo documento economico non unisce in un obiettivo comune i Fondi strutturali europei, il Recovery Fund e il Fondo strategico». Secondo il consigliere, inoltre, il presidente della giunta farebbe «un uso discrezionale del Fondo strategico finalizzato al proprio ritorno elettorale». Rispetto alla gestione sanitaria Ioculano ha sottolineato: «Il bilancio continua a presentare la voce sul ripiano disavanzi sanitari finanziato con imposte aggiuntive. Un dato che testimonia il fallimento dell’obiettivo di azzeramento contenuto nel Piano sanitario presentato da quest’amministrazione. Alisa – ha aggiunto – non rispetta il piano di efficientamento del 2017 che prevedeva l’obiettivo di pareggio nel 2022 attraverso la riduzione dei costi e il mantenimento, o miglioramento, della qualità dei servizi e, nel frattempo, sono fermi, o si rimandano, gli interventi di realizzazione dell’ospedale Felettino alla Spezia e dell’ospedale unico di Taggia nell’imperiese, il passaggio al privato degli ospedali di Bordighera, di Cairo Montenotte e di Albenga».
Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha illustrato la relazione di minoranza del suo gruppo. «Il Consiglio regionale – ha esordito – costa circa 24 milioni di euro l’anno. Il valore del nostro lavoro, l’importanza di una funzione non si misurano soltanto così. Però certo è una spesa consistente e questo denaro pubblico, cioè di tutti i cittadini, non deve essere sprecato». Secondo il consigliere, però, «chi governa in Liguria ha relegato il Consiglio in un ruolo di totale subalternità». Sansa ha denunciato «il potere strabordante» del presidente Toti: «Lo abbiamo visto nel finanziamento della campagna elettorale dove l’enorme disponibilità economica è stata la plastica dimostrazione di un potere che non rappresenta il popolo, ma se stesso». In merito alla manovra, Sansa ha dichiarato: «Nel Recovery non c’è un’idea di Liguria. Non c’è progetto. È una colata di vecchi progetti, è pura propaganda». Rispetto alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il consigliere ha aggiunto: «Nel nostro bilancio manca una cosa fondamentale: il futuro, è un bilancio senza ambizioni». Secondo il consigliere «le voci decisive per il futuro della nostra regione sono state tagliate». Sansa ha quindi denunciato la carenza di risorse per difesa del suolo, istruzione e al diritto allo studio, tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali, politiche giovanili, sport e tempo libero, parchi naturali, turismo, sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente. Il consigliere ha denunciato «tanti sprechi. Penso agli 863 mila euro annui di aumento delle spese per la giunta che in quattro anni porteranno via 4 milioni e 315 mila euro. Penso alla scelta di moltiplicare le poltrone, costringendo i consiglieri nominati assessori ad abbandonare l’incarico per cui erano stati eletti, lasciando così quel posto a consiglieri non eletti. Così se ne andranno altri 4 milioni. Penso alle spese per la pubblicità istituzionale, circa due milioni l’anno. Penso – ha aggiunto – alla questione delle società partecipate, ridotte a scatole vuote. Penso alle società in house che svolgono compiti che, dicono i magistrati contabili, dovrebbero essere svolti dal personale regionale». Rispetto alla situazione sanitaria e all’emergenza Covid, il consigliere ha aggiunto: «In Italia la Liguria per mesi è stata la regione con la situazione peggiore per la mortalità. La vicenda Covid in Liguria ha mostrato gli effetti rovinosi della privatizzazione selvaggia della sanità tentata dalla maggioranza». Sansa ha dichiarato che molti centri della Liguria, soprattutto piccoli Comuni in particolare dell’entroterra, sono sprovvisti di medico. Il consigliere, a questo proposito ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti, fra i quali, la costituzione di un fondo per contribuire alle spese dei medici in modo da convincerli ad accettare sedi disagiate. «I nostri emendamenti – ha annunciato – propongono di finanziare i Comuni, che oggi ricevono una miseria, per la pulizia ordinaria dei torrenti. Proponiamo di dare più risorse ai parchi naturali. Chiediamo di condividere con noi progetti per lo studio sul ciclo dei rifiuti». Sansa ha concluso il proprio intervento illustrando altri emendamenti alla manovra di bilancio.
Dibattito sulla manovra di bilancio
Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha illustrato la relazione di minoranza: «Ci troviamo davanti ad un atto raffazzonato, privo di qualsivoglia strategia – ha detto – per la crescita della regione e per il benessere dei liguri e che non risponde ad alcuna delle necessità e delle emergenze anche segnalate dagli amministratori locali». Tosi ha rilevato la carenza di fondi per i parchi e ha ritenuto irrilevanti le detrazioni attivate dalla giunta per le famiglie. Il consigliere ha poi ringraziato il presidente e tutto l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale per avere affrontato la questione dell’assenza, durante il dibattito in I Commissione, delle schede tecniche dei provvedimenti di natura finanziaria, che sono previste dal Regolamento dell’Assemblea e che consentono di conoscere la manovra dei dettagli e presentare emendamenti. Tosi ha quindi criticato la scelta del presidente della giunta di far dimettere dalla carica di consigliere gli assessori: «Questa scelta fa lievitare i costi della macchina regionale. E’ una decisione, in un periodo di grave emergenza sanitaria, e quindi anche economica ed occupazionale, che si commenta da sé perché genera per tutti i liguri, un costo pari a mezzo milione di euro netti in più all’anno». Secondo il consigliere quelle risorse potevano essere destinate all’acquisto di dispositivi di protezione individuale per associazioni di volontariato di protezione civile e per persone disabili. Tosi ha, inoltre, criticato altre spese: «Sono stati triplicati i finanziamenti erogati per lo staff del presidente. Se durante la legislatura precedente la squadra di assessori poteva spendere 523 mila euro tondi l’anno per il personale, nel Toti-bis il tesoretto cresce del 160%, gonfiandosi fino a 1 milione e 356 mila euro, cioè 833 mila euro in più, così ogni componente della Giunta potrà assumere nella propria segreteria politica, con nomina fiduciaria, due funzionari di posizione economica D6, con uno stipendio lordo 61 mila 644 euro l’anno, invece di uno solo. Mentre al vicepresidente ne spetteranno quattro, rispetto ai due precedenti. Così le poltrone da riempire a spese del bilancio passano in totale da 8 a 22, per un esborso complessivo che nei 5 anni di legislatura arriverà a sfiorare i 7 milioni di euro». Forti critiche sono state espresse anche alla politica sanitaria della giunta Toti e, in particolare, alla mobilità passiva che – ha detto – genera in Liguria un saldo negativo di oltre 51 milioni di euro e costa 206 milioni di euro. Tosi ha accusato la giunta di procedere con una progressiva privatizzazione degli ospedali. «Il 2020 verrà ricordato come un anno nero, e non solo per il Covid, per le sue conseguenze sanitarie ed economiche: ogni cittadino – ha concluso – perderà 2 mila 498 euro, quindi la minor tassazione decisa dalla giunta lascia il tempo che trova. Nei primi nove mesi del 2020 in Liguria sono scomparse, fra scioglimenti e liquidazioni volontarie 552 imprese del commercio e del turismo».
Interventi
Dopo l’ultima relazione di minoranza, presentata all’inizio della seduta del pomeriggio dal consigliere Tosi, si è svolta la discussione generale con gli interventi dei consiglieri
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha motivato la decisione di non presentare la relazione del suo gruppo esprimendo critiche l’organizzazione della sessione di bilancio, in quanto sarebbero stati necessari tempi maggiori a disposizione dei consiglieri per approfondire la manovra. «Sono amareggiato perché si dovrebbero assumere azioni che riguardano il benessere della collettività – ha aggiunto – al di là delle posizioni politiche». Asl contrario, Pastorino si è dichiarato certo che non sarà approvato dalla maggioranza nessuno degli emendamenti presentati dalla minoranza: «Nel bilancio non c’è una visione, – ha dichiarato – non c’è nulla, per esempio, sulle politiche attive del lavoro e questo dimostra che non la giunta non ha una visione, la classe politica dovrebbe partire dai giovani e, invece, su questo non c’è nulla. Questo bilancio è un pensiero debole». Il consigliere ha quindi illustrato gli emendamenti che presenterà durante le votazioni dell’articolato previste previste nella seduta di domani.
Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha definito il bilancio un «documento burocratico di cui non si capisce neppure il metodo con cui è stato redatto». Il consigliere ha aggiunto: «La manovra avrebbe dovuto affrontare tre emergenze: sanitaria, economica- occupazionale e rilancio, invece è un documento di natura ordinaria». Secondo Arboscello, inoltre, «manca uno scenario complessivo sugli investimenti e sulla sanità ligure, che va ripensata completamente senza logiche di campanile».
Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha invitato la giunta alla collaborazione e ha dichiarato: «Oggi è una giornata spartiacque e bisogna capire se si parte bene o male, se c’è collaborazione e ascolto fra le parti, per migliorare la qualità di vita dei nostri concittadini, o se si intende recitare una parte». Natale ha ricordato le proposte già avanzate dalla minoranza attraverso le relazioni dei gruppi di opposizione: «Da questa Assemblea devono arrivare parole di chiarezza – ha auspicato – per rispondere alle legittime paure che arrivano da territorio».
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha chiesto delucidazioni su alcune azioni: «Ci aspettavamo che nel bilancio ci fossero azioni di contrasto a quello che accadrà nel 2021, cioè la crescita della disoccupazione e della povertà delle famiglie, ma queste azioni non ci sono». Rossetti ha aggiunto: «Anche rispetto al sostegno economico alla Liguria, non solo non troviamo risorse nelle Missioni, ma la giunta non crea nemmeno i presupposti per attivarle attraverso, per esempio, misure di accesso al credito». Il consigliere, inoltre, ha accusato il presidente Toti di avere annunciato il raggiungimento di obbiettivi che, in realtà, non si sarebbero verificati e di avere investito solo sulla comunicazione.
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha analizzato i diversi capitoli di spesa del Bilancio 2021-2023 e ha criticato la riduzione di risorse citando, fra gli altri, il settore di sport e tempo libero, la tutela del territorio e le politiche del lavoro. Il consigliere ha denunciato, in particolare, la scarsa attenzione da parte della giunta al futuro delle nuove generazioni. Il consigliere, infine, ha denunciato la cattiva gestione a livello regionale del sistema idrico integrato.
Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rivendicato la centralità dell’Assemblea legislativa: «Il nostro compito non è secondario rispetto alla giunta ed è carico di responsabilità». Il consigliere ha dunque rilevato la scarsa chiarezza, rispetto alle somme inserite nel bilancio, per distinguere quelle che sono di fonte regionale rispetto a quelle statali. «Noto che – ha detto – il centralismo fa comodo in certe situazioni e il regionalismo in altre occasioni».
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha detto: «Occorre consolidare gli aspetti collegati all’emergenza sanitaria per ricostruire una rete economica e sociale con strumenti straordinari». Su questi temi Garibaldi ha chiesto maggiore chiarezza dalla giunta: «Nelle misure messe in campo non riscontriamo una strategia, c’è una gestione ordinaria dei capitoli di spesa e il tema delle risorse che mancano si scontra con le manovre fatte da altre Regioni, dove gli investimenti messi in campo sono più forti ed hanno un impatto maggiore».
Claudio Muzio (FI) ha rilevato l’importanza della manovra di bilancio e ha ricordato l’approfondimento compiuto nella competente commissione consiliare. Rispetto alle critiche della minoranza sugli investimenti il consigliere ha ricordato gli interventi mirati sul territorio. Muzio ha sottolineato che il Fondo straordinario di 10 milioni «rappresenta un’importante segnale così come la procedura per accedere alle esenzioni per il bollo auto. Sono tutte azioni concrete e importanti per il cittadino, che ha bisogno di risposte immediate e – ha detto – queste due iniziative rappresentano dunque un passo in avanti importante». Muzio ha aggiunto: «E’ un bilancio difficile per la situazione che ci troviamo ad affrontare, una situazione molto complessa per chiunque si trovi a governare». Il consigliere, infine, ha ricordato nel dettaglio i fondi stanziati dalla giunta nel bilancio 2021-2023 per finanziare i diversi capitoli di spesa.
Il presidente della giunta con delega al Bilancio Giovanni Toti ha replicato agli interventi di minoranza ribadendo i contenuti della manovra e sottolineandone gli aspetti più qualificanti. «Il dibattito sul bilancio è un po’ un dibattito su una visione della Regione, della politica e di futuro e non credo potesse andare diversamente da come è andata e il dibattito di oggi – ha esordito – è stato per certi aspetti più costruttivo di altre volte».
Toti ha respinto con forza le accuse che nella legge di bilancio e nei progetti normativi degli ultimi 5 anni non ci sia un disegno di Regione: «Questa di oggi è una rivincita oratoria in cui la minoranza, oltre a dare suggerimenti, cerca di convincermi del fatto che il modello di Liguria che stiamo portando avanti sia sbagliato e che sia meglio il loro, ma – ha aggiunto – credo che di questo dovrebbero convincere i liguri che hanno scelto il nostro modello poche settimane fa». Il presidente ha definito questo atteggiamento della minoranza «un filo arrogante» mentre ha condiviso sulla necessità di un ruolo complementare delle opposizioni e ha aggiunto: «Non si può disconoscere un modello, che lo si condivida o meno. Questo è il punto base da cui partire, se vogliamo un dibattito costruttivo». In merito ad alcune obiezioni dell’opposizione il presidente ha ribattuto: «Non comprendo, talvolta, se veniamo accusati di essere troppo rigoristi o se siamo accusati di essere sperperatori di soldi, facendo per esempio dei parcheggi, e non mi è chiara l’impostazione del modello di Liguria della minoranza da un punto di vista di macrovisione». Rispetto alle critiche sulla gestione della sanità il presidente, che assume anche la delega alla Tutela della salute, ha ricordato che la Liguria è fra le prime regioni in Italia nella crescita dei LEA. «Ai consiglieri che hanno sostenuto che la giunta non ha investito nella difesa del suolo ricordo che la nostra Regione, durante il primo governo Conte, ha stanziato 1 miliardo di euro dopo le alluvioni del 2018 e questa cifra non si era mai vista prima». Il presidente ha poi ricordato l’attivazione di un fondo di garanzia FILSE subito dopo la prima ondata epidemica per il credito alle imprese: «ll credito alle imprese – ha puntualizzato – è sempre stato un nostro indirizzo politico». Toti ha poi ricordato l’attivazione di borse di studio per i giovani medici anche per farli restare in Liguria. «Ritengo che il nostro modello sull’industria e sul turismo sia molto chiaro, sul turismo non credo sia stato investito come negli ultimi 5 anni». Rispetto alle spese per la comunicazione il presidente ha replicato: «La comunicazione non è uno spreco, ma un gigantesco volano di promozione del territorio» e, rivolgendosi alle minoranze, ha auspicato: «Le nostre posizioni possono essere diverse, ma se le opposizioni potranno inserire un po’ di sensibilità, questa potrebbe essere la sintesi delle nostre giornate di dibattito sulla manovra». Il presidente, infine, ha puntualizzato circa le contestate dimissioni degli assessori da consiglieri: «Gli assessori si sono dimessi per concentrarsi sui compiti istituzionali che la Regione gli ha affidato e che richiedono anche più, se possibile, di 24 ore di più di lavoro al giorno dando, così, dignità ai consiglieri e permettendogli di svolgere il proprio compito scevri da altri impegni».
Stabilizzare i lavoratori dell’emergenza Ponte Morandi
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad attivarsi per una “iniziativa legislativa a livello nazionale per la stabilizzazione del personale”, assunto a tempo determinato dagli Enti locali per fronteggiare l’emergenza dovuta al crollo del ponte Morandi e “già selezionato con procedure concorsuali, per evitare la perdita di competenze maturate e compromettere la funzionalità delle strutture interessate implementando l’iter di proroga del contratto fino alla conclusione dello stato di emergenza stabilito dal decreto del Consiglio dei ministri del 15 agosto 2018.






