«Entro aprile mi impegno a fare votare in Consiglio regionale la legge sulla riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico locale». Questa mattina, al termine della riunione con i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl, il presidente della giunta Claudio Burlando ha definito i passaggi per affrontare la crisi del settore partendo dalla riorganizzazione che preveda eventualmente un unico bacino per tutta la Liguria.
Alla riunione, coordinata dal presidente dell’Assemblea legislativa Monteleone, hanno partecipato i consiglieri regionali e la giunta, in particolare l’assessore ai trasporti Enrico Vesco.
Burlando ha programmato per mercoledì 20 marzo «un incontro di natura politica con il Cal», che in precedenza si era espresso contro l’ipotesi di un bacino unico per il trasporto pubblico locale. Subito dopo un vertice con i Comuni e le Province, cioè i “«principali azionisti delle aziende di trasporto pubblico» e con i rappresentanti sindacali. Burlando ha, inoltre, disposto la concessione di risorse da parte di Filse per una consulenza che contribuisca all’elaborazione dei passaggi più tecnici della riorganizzazione. «Mi impegno – ha concluso – a trovare il consenso dei consiglieri regionali» perché alcuni membri della stessa maggioranza avevano in passato espresso forti perplessità sull’ipotesi del bacino unico.
Sul piano nazionale, infine, il presidente Burlando si impegnerà affinché venga convertito in legge il decreto che rivede le assegnazioni alle province (che dovrebbe ridurre di 26-28 milioni i tagli a quelle liguri) e perché il prossimo Governo garantisca i fondi per la cassa integrazione.
I rappresentanti sindacali, all’inizio dell’incontro, avevano ribadito l’importanza di avere un unico bacino del tpl, che deve preludere ad un’unica azienda sia su gomma che su ferro, ma questa ipotesi non aveva incontrato il favore della maggioranza del Consiglio regionale e del Cal; avevano richiesto risorse adeguate e indicizzate all’aumento dei costi del servizio (carburante, assicurazioni ecc) paventando il rischi che alcune delle società di trasporto, di fronte alla carenza di finanziamenti, rischiano il fallimento entro giugno. I delegati di Faisa Cisal, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno, inoltre, ribadito la necessità che il trasporto pubblico resti una priorità della politica regionale.
Dopo aver ascoltato e istanze dei sindacati, iI presidente Burlando ha, quindi, proposto il “patto†ligure allargato alle diverse istituzioni presenti sul territorio: «Bisogna trovare un percorso condiviso, per evitare il peggio» ha spiegato Burlando, che ha ricordato come «il testo di legge predisposto da tempo dalla giunta sul Tpl, ha ottenuto parere negativo, all’unanimità , da parte del Cal. E, quindi, bisogna ripartire da lì, anche perché pare che il Cal abbia cambiato opinione. Ma dovrà pronunciarsi ufficialmente».. Per arrivare quindi ad un percorso condiviso, Burlando ha proposto l’attivazione dai prossimi giorni del tavolo che consenta il confronto costante fra le differenti parti in gioco: Province, Comuni, rappresentanti dei lavoratori e, naturalmente Regione: «Dobbiamo tenere un filo tra di noi, per seguire gli sviluppi della situazione. Il fatto positivo è che finora in questa Regione nessun ente, neppure i Comuni alluvionati, ha dichiarato il dissesto». Burlando ha quindi sottolineato che un parte considerevole delle difficoltà attuali per il trasporto locale ligure è determinato dalla difficile situazione che stanno vivendo le Province (Alcune sono azioniste di società di Trasporto pubblico, fortemente in crisi). Il presidente ha a tal proposito spiegato che il governo ha tagliato anche i fondi europei destinati alle Province.
Nel dibattito è intervenuto l’assessore Enrico Vesco, lanciando un grido d’allarme circa l’entità dei fondi disponibili per coprire la cassa integrazione in deroga, spiegando che nei primi due mesi sono già stati impegnati fondi superiori a quelli disponibili: «Le preoccupazioni riguardano i lavoratori in difficoltà di tutta la Regione».
Al dibattito ha partecipato l’assessore comunale ai trasporti Annamaria Dagnino che ha sottolineato le difficoltà di una situazione in cui le norme e quindi le situazioni spesso cambiano in modo repentino e ha sottolineato che «un bacino unico, anche se non risolve il problema economico, può agevolare una regia più forte e coordinata del settore».
I sindacati hanno accolto con favore l’impegno di Burlando a convocare un tavolo operativo di confronto ma hanno confermato lo sciopero già indetto per il 22 marzo e la vertenza in atto.
Nel dibattito è intervenuta Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto): «Se il disegno di legge proposto dalla giunta a suo tempo non ha una maggioranza allora andiamocene a casa, occorre una verifica in aula su quali sono le priorità di questa giunta, altrimenti è meglio chiudere». Ezio Chiesa (Gruppo misto –Liguria Viva), ha invece espresso perplessità circa la formazione di un bacino unico, ritenendo non sia la soluzione dei problemi economici e finanziari del settore, ma si è dichiarato disponibile ad un nuovo percorso in commissione consiliare. Nino Miceli (Pd) ha puntualizzato che neppure nei gruppi di minoranza c’era una posizione univoca in merito alla legge e ha quindi sottolineato la necessità di ascoltare quanto prima il Cal e di chiedere un suo nuovo pronunciamento. Marco Melgrati (Pdl) ha annunciato: «Se il Cal, del quale di fatto fanno parte gli azionisti delle Società di trasporti, esprimerà parere favorevole, il Pdl darà la sua disponibilità al bacino unico. Ma la maggioranza deve assumersi le proprie responsabilità , ed avere una pozione chiara». Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha insistito sulla necessità di trovare la più presto una soluzione, nell’interesse di lavoratori e cittadini






