Si tratta di una scelta fondamentale per la difesa dei Comuni piemontesi nelle aree montane e marginali che così manterranno i loro plessi scolastici. Da sempre sono in prima fila per difendere il nostro tessuto di piccoli Comuni che costituiscono la spina dorsale del Piemonte e che spesso, nel passato, erano lasciati soli in un momento di polemica sulla Dad, dovuta alla pandemia e alla difesa delle persone più fragili, la Regione dimostra che mette al centro della sua agenda politica il diritto allo studio e l’idea che non debbano esistere comuni di serie B”. Ad affermarlo in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale piemontese Franco Graglia.





