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Il World Sleep Day

Nell’ambito della Settimana Mondiale del Cervello e della ricorrenza del World Sleep Day, nel corso del workshop odierno presso l’IRCCS Mondino di Pavia, si parlerà di temi legati ai disturbi del sonno, in particolare delle parasonnie.

“Per Parasonnia – commenta il dr Raffaele Manni, responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Istituto Mondino – si intende un evento, a fenomenologia motoria, motorio-comportamentale o vegetativa, che occorre esclusivamente in sonno e ha carattere parossistico.
Accanto a disturbi di relativa semplicita’ come la “sindrome delle gambe senza riposo”, i movimenti degli arti in sonno, il bruxismo e i movimenti ritmici in sonno coesistono episodi molto piu’ complessi quali il sonnambulismo, il pavor e il risveglio confusionale o il REM behaviour disorder “

La diagnosi degli episodi parossistici in sonno è di particolare difficolta’ per il clinico per vari motivi: perchè l’anamnesi è spesso carente in quanto il paziente puo’ non avere alcun ricordo dell’episodio occorso; perchè l’inizio di molte manifestazioni parossistiche puo’ essere “oscurato” dal sonno (ad esempio un disturbo afasico si evidenzia facilmente in veglia, ma sfugge completamente in sonno); o ancora perchè episodi di origine profondamente diversa e che presuppongono quindi percorsi diagnostici diversi, hanno in sonno fenomenologia simile o possono coesistere.
“Elementi utili alla diagnosi che poi porterà alla terapia più appropriata – continua Manni – sono senz’altro quelli della videoregistrazione degli episodi, perchè ci danno la possibilità di cogliere piu’ particolari possibili, anche con sistemi portatili (Holter) che consentono video-registrazioni polisonnografiche al letto di degenza o a domicilio”

Workshop “DIAGNOSI E PRIMO INTERVENTO NEGLI EVENTI PAROSSISTICI IN SONNO DI NATURA EPILETTICA E PARASONNICA”
Venerdì 15 marzo 2013, ore 14, IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C.Mondino, Pavia

15 marzo 2013: Il “World Sleep Day”
Disturbi del sonno : le norme ambientali, dietetiche, comportamentali per favorire un buon riposo *
E’ noto che il sonno è influenzato dal nostro stile di vita e da vari fattori ambientali.
Il nostro comportamento durante le ore diurne e in particolare nelle ore che precedono l’ora di coricarsi, possono influenzare la qualità del sonno notturno.
Per norme di “ igiene del sonno” intendiamo una serie di comportamenti, la maggior parte facilmente perseguibili, che fisiologicamente favoriscono un buon sonno notturno.
Spesso le persone sono scettiche rispetto alla possibilità che i propri problemi di sonno possano realmente trarre vantaggio dall’osservazione delle norme indicate.
Molte di tali norme fanno parte infatti di una serie di comportamenti interiorizzati come banali, di scarso valore ai fini di un buon stato di salute, spesso perchè presentati senza spiegarne appieno il fondamento scientifico.
E’ invece documentato che la correzione di comportamenti erronei e l’applicazione in modo sistematico delle norme di igiene del sonno, talvolta “risolve” l’ insonnia e spesso contribuisce ad attenuarla.

LE NORME DI IGIENE DEL SONNO
Alcune delle norme di “igiene del sonno” riguardano la qualità dell’ambiente in cui dormiamo, altre riguardano le nostre abitudini alimentari e il nostro stile di vita, altre ancora alcuni nostri comportamenti specifici nei confronti del sonno notturno.
Quando il rispetto delle norme di igiene del sonno diventa, con l’aiuto del medico, il trattamento di scelta o una componente del trattamento, il paziente viene aiutato ad autovalutare e controllare i propri comportamenti tramite appositi “diari del sonno” o monitoraggi strumentali molto semplici come i monitoraggi “actigrafici”, che comportano soltanto di portare al polso un dispositivo della grandezza e peso di un orologio, per piu’ giorni consecutivi.

LE NORME AMBIENTALI
Fattori come la luce, il rumore o sensazioni fisiche fastidiose , costituiscono stimoli che a livello del sistema nervoso centrale attivano i sistemi della veglia, rendendo difficile l’innesco o il mantenimento del sonno. Una buona igiene dell’ambiente di sonno, favorirà il relax in senso fisico e psicologico attraverso l’attenuazione degli stimoli fisici risveglianti e l’allontanamento dagli oggetti simbolo dell’attività di veglia, come scrivanie,computer etc…

LE NORME DIETETICHE
La caffeina e le sostanze analoghe esercitano a livello dei centri nervosi (tronco dell’encefalo e corteccia cerebrale) una attività eccitante e dunque risvegliante.
Esistono studi sperimentali su volontari sani, che dimostrano come a determinate dosi e tempi di somministrazione la caffeina induce insonnia.
L’alcol è al contrario un sedativo, ma la sua azione è molto rapida. Dopo aver velocemente favorito il sonno, l’alcol viene eliminato rapidamente dall’organismo e il sistema nervoso centrale entra in uno stato di relativa “ipereccitabilità” con conseguente facilitazione dei sistemi della veglia e quindi risvegli nel corso del sonno notturno.
Il fumo di sigaretta o pipa comportano assunzione di nicotina, sostanza con effetti eccitanti sul sistema nrvoso centrale. Il fumo inoltre ha effetti irritanti e congestionanti sulle vie respiratorie e può quindi favorire la comparsa di disturbi respiratori durante il sonno con conseguenti disturbi del sonno stesso.
La dieta a base di zuccheri come amidi del riso e della pasta, fruttosio e saccarosio, favorisce l’innesco e il mantenimento del sonno, facilitando l’assorbimento di un aminoacido, il triptofano, che entra nella sintesi della serotonina, sostanza che ha un ruolo importante nella regolazione del sonno. Al contrario un pasto proteico tende a rendere più difficile l’assorbimento di questo aminoacido.

LE NORME COMPORTAMENTALI
Il ciclo sonno-veglia del nostro organismo e’ regolato da quello che viene comunemente chiamato “orologio interno”, un complesso meccanismo neuro-ormonale, di cui fanno parte determinate zone del sistema nervoso centrale- principalmente il diencefalo, la ghiandola pineale con la secrezione della melatonina- e che, anche in assenza di stimoli esterni, fa sì che noi ciclicamente alterniamo veglia e sonno secondo un ritmo che è un po’ più lungo di quello cui ci “costringe” il mondo esterno: la nostra giornata “interna” sarebbe di 25 ore (ritmo “circadiano”); quella sociale-convenzionale è, come tutti sappiamo, di 24 ore.
Questo adattamento è possibile in quanto il nostro sistema di regolazione interna si lascia ritmare dagli stimoli esterni (soprattutto dall’alternanza di luce/buio. La luce, attraverso la retina, manda impulsi al diencefalo e interferisce con la secrezione di melatonina).
Tra i tanti fattori che possono contribuire a mantenere il nostro orologio interno “regolato” e in fase con gli stimoli del mondo esterno , senz’altro è importante il mantenimento di abitudini e orari di sonno quanto più possibile regolari e costanti. Diversamente disorientiamo il nostro orologio interno e facciamo si’ che il nostro sistema veglia/sonno diventi irregolare, con insonnia notturna e sonnolenza diurna, in modo simile a quello che succede ai lavoratori turnisti, costretti da motivi professionali a variare i propri orari e dormire o vegliare in orari non consueti.
Una breve “siesta” nel primissimo pomeriggio, è un fatto fisiologico per molti di noi e non interferisce significativamente con il sonno notturno.
Sonnellini dopo cena invece sono deleteri per la quantità e qualità del sonno notturno perché “consumano” in anticipo la quota di sonno che dovremmo “consumare” nella notte.
L’esercizio fisico influenza il sonno a seconda dell’intensità, della durata e dell’ora in cui viene praticato. E’ verosimile che l’esercizio fisico influenzi il sonno attraverso più meccanismi: l’aumento della temperatura corporea, la modificazione nella secrezione di melatonina, l’influenza sul livello di relax e comfort psico-fisico.
La regolazione della temperatura corporea è strettamente connessa con quella del ciclo sonno/veglia. Alla diminuzione della temperatura corrisponde un aumento della propensione al sonno. Praticando esercizio fisico nelle ore precedenti l’ora di coricarci, provocheremo un aumento di temperatura inizialmente, che poi scenderà al momento in cui ci coricheremo, creando una condizione di propensione al sonno.
In modo analogo possono essere spiegate le relazioni tra bagno caldo serale e facilitazione del sonno.

Le norme possono essere così sintetizzate :
1. la stanza in cui si dorme non dovrebbe ospitare altro che l’essenziale per domire. e’ da sconsigliare la collocazione nella camera da letto di televisore, computer, scrivanie per evitare di stabilire legami tra attività non rilassanti e l’ambiente in cui si deve invece stabilire una condizione di relax che favorisca l’inizio ed il mantenimento del sonno notturno.
2. La stanza in cui si dorme deve essere sufficientemente buia, silenziosa e di temperatura adeguata (evitare eccesso di caldo o di freddo).
3. Evitare di assumere, in particolare nelle ore serali, bevande a base di caffeina e simili (caffe’,the,coca-cola,cioccolata)-
4. Evitare di assumere nelle ore serali o, peggio, a scopo ipnoinducente , bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici).
5. Evitare pasti serali ipercalorici o comunque abbondanti e ad alto contenuto di proteine (carne, pesce).
6. Evitare il fumo di tabacco nelle ore serali.
7. Evitare sonnellini diurni, eccetto un breve sonnellino post-prandiale. Evitare in particolare sonnellini dopo cena, nella fascia oraria prima di coricarsi.

8. Evitare, nelle ore prima di coricarsi, l’esercizio fisico di medio-alta intensità ( per es. palestra). L’esercizio fisico e’ invece auspicabile nel tardo pomeriggio.
9.Il bagno caldo serale non dovrebbe essere fatto nell’immediatezza di coricarsi ma a distanza di 1-2 ore.
10. Evitare, nelle ore prima di coricarsi, di impegnarsi in attività che risultano particolarmente coinvolgenti sul piano mentale e/o emotivo (studio;lavoro al computer;video-giochi etc…)
11. Cercare di coricarsi la sera e alzarsi al mattino in orari regolari e costanti e quanto piu’ possibile consoni alla propria tendenza naturale al sonno.
12. Non protrarre eccessivamente il tempo trascorso a letto di notte, anticipando l’ora di coricarsi e/o posticipando l’ora di alzarsi al mattino.

* Tratto da un documento a scopo informativo-divulgativo redatto dal personale sanitario del Centro di medicina del Sonno dell’Istituto Neurologico C. Mondino, di cui è Responsabile il dr. Raffaele Manni