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Consiglio regionale

CONSIGLIO REGIONALE

Minuto di silenzio per la scomparsa di Franco Marini
Questa mattina, subito dopo avere aperto la seduta, il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio per ricordare Franco Marini. L’ex presidente del Senato, che aveva ricoperto anche l’incarico di ministro del Lavoro e della Presidenza sociale e di segretario generale della Cisl, si è spento all’età di 87 anni.

Accesso prioritario al vaccino per gli studenti delle professioni mediche e sanitarie
Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni, una da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) e sottoscritta dai colleghi del gruppo.
Garibaldi ha chiesto alla giunta di studiare la possibilità di inserire gli studenti delle professioni mediche e sanitarie nell’elenco dei soggetti con accesso prioritario al vaccino contro il Covid-19 ricordando che a febbraio, dopo 11 mesi di assenza di tirocinio, gli studenti di medicina torneranno in corsia. Il consigliere ha sottolineato che l’ingresso dei tirocinanti in ospedale, in totale sicurezza, darebbe sollievo a quanti in questi mesi hanno lavorato in corsia e aumenterebbe ile personale adibito alla campagna vaccinale.
Centi ha chiesto alla giunta quando saranno vaccinati gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie che frequentano reparti ospedalieri e ambulatori medici rilevando che gli studenti di medicina delle professioni sanitarie, se sottoposti alla profilassi, possono garantire un supporto fondamentale all’interno degli ospedali e che per questi corsi universitari il tirocinio è necessario per conseguire i crediti indispensabili per la laurea.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha spiegato che queste categorie sono inserite nel Piano nazionale, elaborato dal Ministero della salute, dall’Istituto superiore di sanità e dal commissario all’emergenza, che ha ottenuto anche l’approvazione del Parlamento. «A quel piano, che stiamo attuando, tutte le Regioni – ha specificato – si devono attenere».

Interruzione del servizio di automedica nei giorni prefestivi in Valle Scrivia.
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta il motivo della cancellazione del servizio di automedica nei giorni prefestivi di dicembre 2020 e di gennaio 2021 in Valle Scrivia, se sia una situazione contingente. Pastorino ha chiesto di consolidare il servizio, che da oltre tre anni viene sperimentato  presso l’ex ospedale Frugone di Busalla dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha assicurato che il   tema è all’attenzione della giunta e che «è legato ad una contigenza». A questo proposito, Toti ha ricordato l’accordo fra Asl3, Policlinico San Martino e responsabile del Servizio  118 per implementare il servizio di automedica nei giorni festivi e prefestivi e ha assicurato che, una volta superata l’emergenza sanitaria, verranno reperite le risorse per dare una risposta definitiva alle esigenze della Valle Scrivia.

Privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di attendere la scadenza dello stato di emergenza, qualora questa venisse posticipata, per completare la privatizzazione dell’ospedale di Bordighera e se, visti gli stravolgimenti portati dalla pandemia al sistema sanitario, i termini della privatizzazione rimarranno gli stessi dello schema di contratto firmato l’11 settembre scorso fra la Asl1 e il gruppo Maria Cecilia Hospital e ICLAS di Rapallo, e se questi possono ancora essere modificati.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha detto: «C’è la forzata necessità di attendere la fine del periodo di emergenza per concludere il processo di esternalizzazione». Il presidente ha specificato, rispetto all’accordo, che «i privati sono intenzionati ad andare avanti» e che nel passaggio dell’ospedale ai privati saranno definiti alcuni aspetti tecnici.

Intervento di contrasto alla pandemia in ASL 5
Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di contenere il contagio fra gli operatori della Asl5, i tempi per l’assunzione di medici, infermieri, tecnici e oss. Secondo il consigliere le assunzioni di personale infermieristico non sono adeguate per coprire il personale malato, né quello trasferito presso altre asl e nemmeno le esigenze della pandemia Covid-19.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha illustrato una lunga e articolata risposta della Asl5 di cui ha fornito copia al consigliere. In aula Toti ha ricordato, fra l’altro, la prossima assunzione di 65 infermieri e di oss. Il presidente ha quindi illustrato nel dettaglio anche le procedure per individuare i dirigenti medici che non sono stati ancora nominati nelle diverse strutture sul territorio.

Procedure online per la scelta del medico/pediatra di famiglia
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha rilevato che a novembre sarebbero arrivate numerose segnalazioni in merito al malfunzionamento delle procedure online dell’ASL 3 per la scelta del medico/pediatra di famiglia e che questo avrebbe provocato code davanti alla sede ASL per diversi giorni causando inevitabili assembramenti. Rossetti ha chiesto alla giunta di risolvere il problema.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha illustrato l’organizzazione del servizio spiegando che, in caso di disservizi, il cittadino si può rivolgere alle sedi distrettuali. Il presidente ha spiegato che «gli accessi, a causa dell’epidemia Covid, sono in modalità contingentata tramite appuntamenti» e ha concluso:
«Asl 3 a fornito, dunque, un’offerta ampia e plurale».

Aggressioni nei confronti del personale medico e sanitario
Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutti i colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di assicurare adeguata sicurezza al personale medico e sanitario nei punti di pronto soccorso liguri. Mai ha ricordato che anche in Liguria con sempre maggior frequenza si verificano aggressioni nei confronti del personale sanitario come quello avvenuti al San Martino di Genova il 5 Gennaio 2021 e al Sant’Andrea della Spezia il 16 Gennaio 2021.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha spiegato che nel 2020 la Regione «ha predisposto un documento per la gestione degli atti di violenza per ridurre e, ove possibile, eliminare questi episodi». Toti ha detto che questi indirizzi vengono attuati in tutte le strutture ospedaliere e territoriali, partendo da quelle più a rischio e, attraverso le segnalazioni degli stessi operatori, potrà essere implementato un data base regionale.

Criticità presso la rsa Mazzini della Spezia e accordo tra KCS e ASL5
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di ascoltare le sigle sindacali, che ribadiscono la loro contrarietà ad una conversione della rsa Mazzini della Spezia in struttura COVID19, di bloccare immediatamente il relativo accordo fra Kcs e Asl5 istituendo un confronto con i sindacati sulla  gestione della struttura, a partire dalle sue funzionalità, dai lavori strutturali necessari e sulle esigenze dei familiari degli ospiti, sull’organico impiegato e sulla cassa integrazione a cui è soggetto il personale.
L’assessore al lavoro Gianni Berrino  ha spiegato: «La struttura svolge ora una funzione di aiuto al sistema evitando ricoveri inappropriati presso l’ospedale di San Bartolomeo, dunque è possibile comprendere come questo comportamento temporaneo sia rivolto ad un interesse pubblico e generale di garantire, a regime, il pieno funzionamento  della struttura con tutti i post previsti di rsa post-acuzie di mantenimento, nonché di residenza protetta dei centri diurni di I e II livello e del progetto “Dopo di noi”, previsti nella concessione. Solo una volta superate le criticità emergenziali – ha concluso – sarà possibile dare corso alla stipula del contratto di concessione con i servizi previsti, utilizzando tutto il personale necessario e realizzando gli interventi strutturali previsti dall’affidamento effettuato dalla S.U.A.R (Stazione unica appaltante regionale)».

Relazione del presidente Toti sull’emergenza sanitaria nell’imperiese
Su richiesta di Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno), il presidente della giunta regionale, con delega alla sanità, Giovanni Toti ha illustrato la situazione epidemiologica nel ponente ligure. «Al momento – ha esordito –  abbiamo dati parziali» tuttavia il presidente ha ammesso che «esiste una pressione molto importante sulle strutture ospedaliere del Ponente, in particolare sul “Covid Hospital” di Sanremo, e di numeri di incidenza e circolazione del Covid assai più rilevanti nella provincia di Imperia». Toti ha spiegato che l’incidenza nella provincia di Imperia supera 4,5 persone su 10 mila abitanti, a fronte di un indice di circolazione di circa 1,90 stabilizzato la settimana scorsa nella regione. «All’interno della provincia di Imperia vi sono differenze sostanziali: il Comune di Imperia – ha aggiunto – è addirittura al di sotto della media statistica regionale di incidenza, mentre i Comuni di Sanremo, Ventimiglia e i Comuni limitrofi della costa lo sono di più, quindi superano la media su base provinciale». Il presidente ha sottolineato che le ragioni dell’emergenza a ponente solo legate alla vicinanza e agli scambi con le aree della Costa Azzurra, dove esiste una altissima concentrazione di casi. «Stiamo già prendendo alcune misure, che non riteniamo impattanti sul tessuto socioeconomico di quel territorio, ovvero l’anticipazione della vaccinazione per coloro che tutti i giorni si recano in Francia per lavoro, a cui è stata destinata una parte importante della prima fornitura settimanale di vaccini AstraZeneca. Questo certamente può portare un beneficio nel prossimo futuro sulla pressione ospedaliera, ma è chiaro che non incide in tempi rapidissimi». Di qui l’ipotesi di nuove misure specifiche per la zona: «A fronte di una pressione che nei giorni scorsi è cresciuta in modo molto significativo e che, se dovesse crescere ancora,  metterebbe in difficoltà il sistema sanitario del territorio – ha sottolineato – abbiamo chiesto ad Alisa la possibilità, che per il momento vorrei che rimanesse tale, di prendere misure ulteriormente restrittive, probabilmente non sull’intera provincia, ma su alcune specifiche località del Ponente dove l’incidenza dovesse salire ulteriormente rispetto ai numeri che ho citato». Toti ha citato alcune delle misure previste a livello ministeriale in questi casi specificando, inoltre, che la Regione non ha competenze per intervenire sui movimenti alle frontiere. «Quindi nelle prossime ore – ha detto – è possibile che qualche misura di contenimento del Covid, se la pressione sulle strutture sanitarie dovesse ancora aumentare, si renda opportuna, se non indispensabile». Il presidente Toti, infine, ha tenuto a precisare che l’incidenza del virus nelle città dal confine fino a Sanremo esercita una pressione che è comunque la metà del picco pandemico di novembre. «Nelle prossime 24-36 ore – ha concluso – , cioè prima del bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità di giovedì notte e delle determinazioni di venerdì, credo che con il Ministero arriveremo a decidere qualche cosa anche sulla base dei dati di ieri, di oggi e probabilmente di domani, che segnano un flebile cambio di pressione sui nostri ospedali e, se venisse confermato, ci conforterebbe un minimo».

Futuro e eventuale trasferimento dell’ospedale Gaslini di Genova
Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: la prima da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta dal collega del gruppo, la seconda da Gianni Pastorino (Linea Condivisa)
Tosi ha chiesto alla giunta di realizzare l’atteso ospedale del Ponente genovese in Val Polcevera, prevedendo anche una succursale accorpata dell’ospedale Gaslini, evitando il suo trasferimento. Il consigliere ha ricordato che, secondo gli studi dell’Associazione Medici per l’Ambiente, i livelli di inquinamento in Valpolcevera non sono paragonabili a quelle delle zone di Quarto/Sturla dove i piccoli pazienti possono anche godere della spiaggia riservata del Gaslini.
Pastorino ha chiesto se sia fondata l’ipotesi del trasferimento dell’ospedale pediatrico Gaslini nell’area dell’exMiralanza, così come segnalato da alcuni media nelle settimane scorse. Il consigliere ha rilevato che di questo trasferimento non c’è riscontro nella discussione politica regionale e nemmeno nell’apposita Commissione consiliare.
Il presidente della giunta, con delega alla sanità Giovanni Toti ha risposto: «Non c’è alcun atto di programmazione sanitaria che preveda un luogo diverso per il Gaslini». Toti ha aggiunto: «Occorre discutere in Consiglio quando i temi ci sono e la Pubblica amministrazione parla per progetti e con atti. Nulla è pervenuto dal Gaslini agli uffici della programmazione della giunta – ha ribadito  – che faccia presagire intenzioni e progetti di questo genere». Nel caso in cui i vertici dell’ospedale presentassero progetti– ha spiegato – saranno valutati dalla giunta. Il presidente ha ricordato, infine, che Il Gaslini è governato da una fondazione che, come tale, non fa parte del sistema sanitario regionale e ha concluso: «Per ora vale la programmazione regionale vigente».

Danni della mareggiata di gennaio alla pista ciclopedonale “Maremonti”
Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di mettere in sicurezza l’area colpita dalla mareggiata del 23 e 24 gennaio scorsi e  il ripristino della pista ciclopedonale “Maremonti”, che collega Framura e Levanto. Muzio ha sottolineato che fronte del movimento franoso, causato dall’azione erosiva delle onde,  continua ad ampliarsi creando il rischio di ulteriori smottamenti.
L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha risposto: «Stiamo lavorando per trovare una soluzione in tempi molto brevi che consenta di intervenire, con o senza provvedimenti di protezione civile». L’assessore ha spiegato che gli interventi di dimensioni ridotte, come quello oggetto dell’interrogazione, non hanno le caratteristiche per richiedere lo stato di emergenza. Giampedrone non ha escluso di poter utilizzare fondi della Legge di stabilità indirizzati al Piano strade.

 

Contratti irregolari in Liguria
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha rilevato che la pandemia ha reso più complessi i controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e che tra il 2017 e il 2019, le irregolarità sono aumentate passando da 63,5% a 68,5%, nonostante la forte diminuzione dei controlli effettuati, mentre nei primi nove mesi del 2020, nonostante un’ulteriore diminuzione di ispezioni, l’indice delle irregolarità è salito al 69%. Candia ha chiesto alla giunta di intervenire.
L’assessore alle politiche del lavoro Gianni Berrino ha spiegato che la Regione non ha competenze specifiche sulla materia che spettano al Governo, ma ha rilevato l’importanza del tema. Berrino ha proposto, quindi, di indirizzare l’interrogazione al prossimo Ministro del lavoro auspicando una riforma a livello nazionale e l’intensificazione dei controlli e della vigilanza. 

Requisiti per il funzionamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali
Mabel Riolfo (Lega Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di rideterminare la decorrenza del requisito “di almeno 3 anni” richiesta per gli infermieri coordinatori che prestano assistenza domiciliare e che doveva scattare dal primo gennaio scorso. Il consigliere ha precisato che la stessa ALiSa, ha evidenziato che il requisito non è completamente applicabile in questa situazione di emergenza da parte degli enti gestori.
L’assessore alle politiche sociali Ilaria Cavo ha condiviso i problemi sollevati dal consigliere annunciando che il requisito sarà richiesto a partire dal 1 gennaio 2022.

Fondo per la morosità incolpevole.
Sergio Rossetti (Pd-.Articolo Uno) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta da tutto il gruppo in cui ha chiesto alla giunta perché non è stato incrementato il “Fondo Morosità Incolpevole”. Il consigliere ha rilevato che la Regione a novembre 2020 ha stanziato circa 400 mila euro per la morosità incolpevole da destinare a 23 Comuni liguri ad alta tensione abitativa ma il fabbisogno – ha detto – è molto superiore alla cifra stanziata potrebbe arrivare addirittura a circa 7 milioni.
L’assessore all’edilizia Marco Scajola ha spiegato che nel 2020, vista l’emergenza Covid, la Regione ha dato l’opportunità ai Comuni di usare indifferentemente i fondi destinati alla morosità incolpevole e i fondi di sostegno degli affitti e ha spiegato che 2020 sono stati ripartiti a favore dei 23 Comuni ad alta densità abitativa oltre 2 milioni di euro. Scajola ha specificato che la giunta destina ogni anno 300 mila euro per la morosità incolpevole degli assegnatari degli alloggi Erp e che nel 2020 il fondo ha supportato le famiglie in difficoltà per le restrizioni Covid.. L’assessore ha poi ricordato l’attivazione del Fondo di garanzia, che riduce i rischi derivanti dall’insolvenza del conduttore nel contratto di locazione.

Piano Sociale Integrato Regionale (PSIR)
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di aggiornare il Piano Sociale Integrato Regionale e di intervenire sui criteri di riparto dei fondi a Comuni e Distretti socio assistenziali. Il consigliere ha sottolineato che l’ultimo PSIR risale al triennio 2013-2015 e che il Piano rappresenta il principale strumento di pianificazione regionale e diventa essenziale nella crisi psico-sociale ed economica che è scaturita dalla pandemia.
L’assessore alle politiche sociali Ilaria Cavo ha rimarcato che è stato comunicato ufficialmente l’avvio della revisione dello PSIR, sottolineando, fra l’altro, la necessità di questa revisione. L’assessore ha assicurato che la procedura ha la massima trasparenza e sarà condivisa con il territorio, con ANCI e tutte le istituzioni coinvolte, anche relativamente alla destinazione delle risorse.

Penalità previste dal Contratto di Servizio 2018-2032 tra Regione e Trenitalia
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di rinegoziare il Contratto di Servizio per garantire condizioni più favorevoli all’utenza. Il consigliere ha rilevato che il montante massimo per l’erogazione delle penalità, che potrà essere richiesto a Trenitalia nel 2019 è di 2 milioni 471 mila euro, cioè un milione e 525 mila euro inferiore al totale delle penali quantificate per il 2019.
L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha ricordato che nel precedente contratto di servizio le penali che venivano comminate erano costantemente annullate perché Trenitalia veniva premiata per la puntualità. «Nel 2018 – ha aggiunto – abbiamo preteso per primi la puntualità anche nelle stazioni intermedie e abbiamo concordato che ci fosse un tetto, che sembrava spropositato rispetto agli anni precedenti, e abbiamo inserito la clausola che, se Trenitalia in due anni arriva al massimo delle penali, la Regione può impugnare la decadenza del contratto». Berrino ha sottolineato che i parametri della qualità del servizio e della puntualità sono migliorati negli ultimi tre anni.