Dieci giorni per abbandonare locanda, ristorante e l’area territoriale di Nûa Natûa. Questo è quello che pretende Città Metropolitana dalla famiglia Paganini dopo aver disposto, nel provvedimento del 19 aprile, lo sgombero dell’area e aver rifiutato il rinnovo della concessione.
“La decisione assunta da parte di Città Metropolitana di alienare l’area di Nûa Natûa, porzione di territorio che si affaccia sul mare in Valle Grande tra Sestri Levante e Moneglia, è a nostro giudizio assurda, contraddittoria e inaccettabile, e non trova nessun fondamento giuridico – dichiarano il consigliere regionale Gianni Pastorino e la consigliera metropolitana Daniela Tedeschi.
L’area è attualmente gestita dalla famiglia Paganini dal 2013 ed è unicamente grazie alla loro gestione che si è fatto un lavoro di preservazione e valorizzazione della zona, che avrebbe altrimenti rischiato il completo degrado.
“I gestori hanno fatto un lavoro di cui tutta la comunità dovrebbe essere grata, e pagando regolarmente il canone annuo sono riusciti a portare avanti un’attività commerciale nel rispetto totale del contesto ambientale – proseguono Pastorino e Tedeschi – La decisione di Città Metropolitana spiega esattamente l’agire di Bucci e soci: fare cassa indipendentemente dalla tutela della natura e dalla capacità di imprenditorialità manifestata dagli attuali gestori. Quella stessa imprenditorialità di cui Bucci parla sempre quando si rivolge ai grandi e potenti partner economici ma che naturalmente non vale quando si parla di realtà sostenibili, piccole ma di pregio, come quella di Nûa Natûa”.
“La situazione è giuridicamente complessa ma non si risolverà alzando muri o mostrando i muscoli – concludono Pastorino e Tedeschi – Ci auguriamo che entrambe le parti aprano un tavolo di concertazione per trovare una soluzione di reciproca soddisfazione”.






