Home Altro Varie

I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

Un minuto di silenzio per le vittime di Boston

Aprendo la seduta il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone ha brevemente ricordato le vittime dell’attentato avvenuto ieri durante una manifestazione sportiva a Boston e ha chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di raccoglimento

Convalida del consigliere regionale Antonino Oliveri
All’unanimità l’Assemblea regionale ha convalidato nella sua carica di consigliere regionale Antonino Oliveri che subentra a Lorenzo Basso (Pd) eletto al Parlamento. La convalida è stata effettuata sulla base dell’esame effettuato dalla Giunta delle elezioni il 9 aprile scorso dal quale emerge che per il consigliere Oliveri non sono state riscontrate cause di incandidabilità, ineleggibilità o di incompatibilità previste dall’ordinamento vigente. Oliveri ha aderito al gruppo del Partito Democratico.

Unificare i servizi delle Asl liguri
L’assessore alla salute e vicepresidente Claudio Montaldo ha risposto ad un’interrogazione sottoscritta da Matteo Rosso (Pdl) che affrontava alcune questioni relative all’organizzazione delle Asl liguri ed in particolare alle liste d’attesa per le visite specialistiche. Secondo il consigliere, è possibile intervenire «per recuperare risorse preziose e utili a garantire le cure necessarie ai pazienti liguri»: sono ancora troppe, infatti, le strutture amministrative delle Asl liguri. Rosso ricordava che nell’Asl 3 è presente una struttura complessa di ingegneria clinica e una di fisica sanitaria la quale, senza una struttura di medicina nucleare adeguata, rischiano di essere poco operative. Il consigliere ha auspicato, pertanto, che tutto venga ricondotto ad un’unica struttura che ricomprenda ingegneria clinica, fisica sanitaria e medicina nucleare. Nell’interrogazione Rosso chiedeva inoltre alla Giunta di unificare in un’unica struttura ingegneria clinica e fisica sanitaria per tutta l’area metropolitana che ricomprenda ospedali e Asl 3 e di procedere all’accorpamento del servizio economato tra asl limitrofe e degli uffici che si occupano di qualità formativa in un’unica realtà regionale in modo tale da garantire risparmi e uno standard formativo adeguato per tutta la regione.
Claudio Montaldo ha accolto con soddisfazione lo spirito dell’interrogazione condividendo in pieno l’esigenza di accorpare il più possibile le strutture: «E’ una cosa che abbiamo fatto anche con la centralizzazione degli acquisti ed è mia intenzione di procedere in questa direzione anche con altre attività. Per quello che riguarda l’informatica Asl 2 e Asl 1 hanno già unificato le loro strutture e i programmi operativi. Diversa è la questione di fisica sanitaria e ingegneria clinica: in questo caso l’opinione dei nostri uffici è che una unificazione sarebbe tecnicamente problematica perché hanno compiti differenti: una si occupa degli acquisti e della sicurezza l’altra ha responsabilità cliniche. È possibile invece mettere insieme le diverse strutture di ingegneria clinica in modo da poter garantire maggiore risparmi e maggiore omogeneità negli acquisti di attrezzature sanitarie. In ogni caso ringrazio per la sollecitazione: se anche l’opposizione resta su questa lunghezza d’onda, credo che potremo fare molti passi avanti su altri aspetti».
Rosso (Pdl) ha replicato: «Oggi è necessario utilizzare le sempre più scarse risorse della sanità non per strutture burocratiche ma per le attività cliniche e l’assistenza. Forse fisica sanitaria e ingegneria clinica non devono essere accorpate, ma non ha senso mantenerle in vita come strutture complesse basterebbe trasformarle in strutture semplici per risparmiare parecchio. Ed esempi di questo genere se ne possono fare parecchi: penso agli economati: per fare gli stipendi basta un solo ufficio».

Realizzazione delle grandi opere genovesi e imprese locali 
Maruska Piredda (Lista di Pietro-Italia dei valori) con un’interrogazione ha denunciato che le imprese liguri al momento sono escluse dagli appalti per l’avvio e l’esecuzione delle grandi opere nel territorio genovese (Erzelli, Terzo valico, nodo ferroviario e nodo di San Benigno) i cui lavori partiranno tra breve. Piredda ha rimarcato che storicamente l’edilizia è uno dei principali volani che permettono all’economia di ripartire e che il complesso delle opere in questione, com’è noto, riguarda interventi per parecchi milioni di euro. Il consigliere ha ricordato che la legge regionale 7 febbraio 2012 “Norme per sostenere lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese liguri” prevede espressamente che “nella realizzazione delle grandi opere o infrastrutture (…),la Regione, nel rispetto della normativa statale in materia di appalti pubblici, si adopera per individuare forme di coinvolgimento delle imprese aventi sede nei territori nei quali sono localizzati gli interventi, con particolare attenzione alle micro piccole e medie imprese, anche in forma aggregata, e, altresì, per favorire, (…) la suddivisione degli appalti in lotti o lavorazioni, evidenziando la possibilità del ricorso al subappalto, ove lo stesso risulti conveniente per l’economicità dei lavori.” Piredda ha, quindi, chiesto alla giunta «quali iniziative abbiano intrapreso al fine di dare concreta attuazione alle disposizioni citate, al fine di agevolare l’eventuale ricaduta a livello territoriale delle cosiddette grandi opere che portano investimenti per milioni di euro».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita: «Sul terreno delle infrastrutture stiamo vivendo una stagione interessante perché stanno arrivando a compimento una serie di progetti elaborati nel corso degli anni. E’ un’occasione che non dobbiamo perdere per ammodernare il nostro sistema infrastrutturale e per sostenere l’occupazione. Per questo il primo atto della Giunta, prima ancora che partissero i cantieri per il Terzo valico, è stato organizzare un tavolo nel quale si potessero parlare imprese, sindacati e istituzioni per affrontare le tematiche relative alle ricadute occupazionali sul territorio dell’opera, per dare una boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia e per garantire appieno la sicurezza nei cantieri. Al tavolo parteciperanno oltre all’assessore alle infrastrutture quello al lavoro Vesco e quello alla sicurezza Montaldo. Il problema che stiamo affrontando è che le imprese locali spesso non hanno strutture ed uffici tecnici adeguati per lavorare su grandi opere: è un problema che abbiamo già incontrato nelle opere per il nodo ferroviario di Brignole e per la strada a mare nel ponente genovese.  Il nostro obiettivo è, quindi, cercare di favorire il più possibile una aggregazione delle piccole e delle micro imprese presenti e tenere alto il livello di attenzione sul settore dell’edilizia e di Metrogenova. Ma una cosa è decisiva: non abbassare la guardia sul tema dell’importanza di realizzare le infrastrutture perché questa città non può permettersi di non fare nulla come taluni, sull’onda del no alla Tav, chiedono. Al contrario dobbiamo invertire la tendenza dopo anni di stasi. Abbiamo assoluto vitale bisogno di  infrastrutture»
Piredda ha chiesto di conoscere concretamente, cantiere per cantiere, quali aziende liguri sono state coinvolte e ha raccomandato alla Giunta di coinvolgere le rappresentanze delle aziende artigiane nell’opera necessaria all’adeguamento delle imprese per essere competitive sulle grandi opere.

Crisi dell’aeroporto di Genova e rincaro dei voli Roma-Genova
Raffaella della Bianca (Gruppo misto-riformisti Italiani) ) ha ricordato che alla fine del 2011 volare da Genova a Roma costava in media poco più di 50 euro, ma ad un anno di distanza il costo di un biglietto per la stessa tratta è raddoppiato mentre l’aeroporto di Genova è stato abbandonato dalle compagnie low cost (Blu Panorama e Ryanair): l’unica compagnia rimasta è Alitalia che, grazie al regime di monopolio di cui oggi gode, ha potuto alzare i prezzi. Il consigliere ha sottolineato che, al contrario, l’aeroporto di Pisa «ha ottimi collegamenti e la politica turistica della Regione Toscana è estremamente attenta alla promozione del territorio, al contrario di Regione Liguria che per inerzia ha portato Genova a diventare una città dalla scarsa attrattiva turistica e difficile da raggiungere». Della Bianca ha quindi chiesto alla giunta «il motivo per cui si sia arrivati ad ottenere questi pessimi risultati sul fronte aeroportuale e cosa intenda fare la Regione per rimediare a questo problema». Della Bianca ha aggiunto che il costo dei voli incide anche sulla competitività delle nostre imprese: «Vedo che mi risponde l’assessore al turismo, ma vorrei ricordare che la tematica è più ampia: i voli non sono utilizzati solo per motivi turistici ma anche professionali soprattutto nella rotta Genova Roma». 
L’assessore al turismo Angelo Berlangeri ha replicato: «E’ vero, i collegamenti con Roma sono diminuiti, ed è successo perché Blu Panorama è finita in amministrazione controllata e Ryanair aveva problemi a riempire gli aerei, forse anche perché collegava con Roma Ciampino e non con Roma Fiumicino. E’ un problema, quest’ultimo, che stiamo cercando  di risolvere lavorando con la Camera di commercio. Contemporaneamente però   siamo riusciti ad ottenere un finanziamento di 1 milione e 400 mila euro per sostenere un’operazione di marketing territoriale che ci garantisca una connessione con l’area tedesca e Lufthansa su Francoforte e Monaco di Baviera: i due principali hub tedeschi. Con Air France e Ryanair si garantisce il collegamento con Parigi e Barcellona. Ottimi risultati sta dando il rapporto con Turkish air line e il collegamento con l’hub di Istambul che garantisce l’accesso ai mercati dell’Est. L’esempio di Pisa – ha aggiunto – è poco calzante perché quell’aeroporto ha un bacino di utenza di un milione e 800 mila persone, mentre il nostro bacino è più limitato ed è eroso dalla stessa Pisa e da Nizza. Per quello che riguarda  la linea Genova Roma stiamo lavorando per far pagare cifre più limitate».
Dichiarandosi insoddisfatta della risposta, Della Bianca ha ribadito che il problema non è solo turistico ma di business: «Come possiamo pensare di creare una città della scienza a Erzelli se  Genova non dispone di collegamenti aerei a basso costo e frequenti. E senza alta velocità siamo isolati: Genova non è collegata con il cuore del paese. Recuperare questo gap è una priorità. Dovrebbe essere il presidente della Giunta Claudio Burlando a fare chiarezza una volta per tutte su quello che sta succedendo nell’aeroporto di Genova perché di chiaro c’è che siamo di fronte ad un gran pasticcio».

Disposizioni di adeguamento di norme finanziarie ed istituzionali
Autorizzato l’anticipo di somme necessarie al pagamento dei debiti
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge “Ulteriori disposizioni di adeguamento e manutenzione di norme aventi carattere finanziario e istituzionale”. Fra queste disposizioni di carattere tecnico anche “l’autorizzazione alla Giunta regionale all’accesso alle anticipazioni di somme” previste dal decreto legge dell’8 aprile scorso relativo al “pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di contributi degli enti locali”.

Futuro per il progetto dell’ospedale genovese del ponente a Erzelli
Sul progetto dell’ospedale del ponente a Erzelli sono state presentate due interrogazioni.
Una di Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) e la seconda di Raffaella Della Bianca (gruppo misto-Riformisti italiani)
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha chiesto alla Giunta «se esista un nuovo progetto che preveda la realizzazione nel nuovo ospedale del Ponente sulla collina degli Erzelli che, di fatto, annulla il progetto dell’ospedale a Cornigliano, all’interno di “Villa Bombrini”; come si pensi di combinare il nuovo progetto dell’ospedale del Ponente con il progetto scientifico del parco tecnologico». Pellerano ha domandato, infine, «se esistano progetti preliminari relativi alle realizzazioni dell’ospedale del Ponente e quali costi la Regione abbia eventualmente sostenuto a tal fine».
Il consigliere ha ricordato che dal 2000 Comune di Genova e Regione discutono sull’individuazione di un sito in cui realizzare un nuovo ospedale rispondente alle esigenze sanitarie del Ponente genovese; che nel 2003 la Giunta Biasotti aveva sottoscritto con il Comune di Genova un accordo individuando il sito nell’area ex Mira Lanza, ma tale progetto fu cancellato dalla Giunta Burlando, la quale, nel 2007, lo aveva sostituito con il nuovo progetto dell’ospedale del Ponente. «Dal 2007 al 2012, il Comune di Genova e la Regione, guidati rispettivamente da Marta Vincenzi e da Claudio Burlando, espressione del medesimo partito, – ha sottolineato il consigliere – hanno discusso sull’individuazione dell’area destinata ad ospitare il nuovo ospedale, optando, alla fine, per l’area all’interno di “Villa Bombrini” e nel giugno 2012, l’Assessore Montaldo, rispondendo ad una interrogazione del sottoscritto sull’ospedale di Ponente, assicurava che si sarebbe proceduto “il più velocemente possibile nella realizzazione di tutto ciò che è propedeutico al nuovo ospedale del Ponente”. Abbiamo però appreso, da un articolo pubblicato su “Il Secolo XIX”, che Burlando ed il sindaco Doria, accantonando il progetto di “Villa Bombrini” – approvato a gennaio 2012 con l’accordo tra Regione e Comune – avrebbero preso in considerazione l’eventualità di realizzare il nuovo ospedale del Ponente agli Erzelli». Secondo Pellerano, «se non fossero stati bloccati i progetti dell’ospedale del Ponente, nell’area ex Mira Lanza e del parco tecnologico sulla collina degli Erzelli oggi, a distanza di otto anni, Genova potrebbe contare su due complessi, l’uno sanitario e l’altro, scientifico – industriale».
Raffaella Della Bianca (gruppo misto-Riformisti italiani) ha domandato alla giunta se la Regione Liguria «abbia le idee chiare su cosa fare sulla collina degli Erzelli (polo high tech o sanitario), se la Giunta intenda comunicare al Consiglio un piano effettivo in merito ad un progetto tangibile e informare i Consiglieri se esista una disponibilità economica per mettere in atto tale piano progettuale». Il consigliere ha ricordato la notizia secondo la quale il Presidente Burlando nelle settimane scorse aveva incontrato il Sindaco Doria, il Vicesindaco Bernini, gli Assessori Montaldo, Rossetti e Rambaudi, il Direttore Generale del San Martino Ist Mauro Barabino, della Asl 3 Corrado Bedogni e i rappresentanti di Filse e Infrastrutture Liguria per affrontare la questione del nuovo ospedale del ponente. «Dopo l’ipotesi di posizionamento nell’area di Villa Bombrini a Cornigliano, sembrerebbe prendere ufficialmente campo quella degli Erzelli – ha spiegato il consigliere – mentre sulla collina degli Erzelli permane una gran confusione di idee e di proposte perché da collina dell’hi tech e dell’università a collina della salute il passo non è affatto breve. Sulla destinazione della collina degli Erzelli non si è ancora fatta chiarezza, manca un piano progettuale preciso e occorre capire se esistono davvero risorse sufficienti. Prima chiariamo che idea di politica sanitaria serve alla Liguria, tenendo conto della crescita della popolazione anziana e delle patologie croniche. Altrimenti rischiamo di fare delle opere inutili creando, come è successo in passato ospedali che il giorno dell’inaugurazione erano già vecchi».
Claudio Montaldo, assessore alla Salute e vicepresidente della Giunta ha risposto: «E’ vero in passato sono stati fatti degli errori, per fortuna l’insediamento in Valpolcevera nell’area Mira Lanza è stato fermato in tempo, in altri casi non è stato possibile. Non è vero che manchi un’idea di politica sanitaria:  questa regione nel 2007 ha varato un piano di razionalizzazione che prevede un nuovo ospedale alla Spezia, che oggi è al progetto definitivo, un nuovo ospedale nell’imperiese, un nuovo ospedale del ponente Genovese, il nuovo Galliera  e interventi significativi al San Martino. È un programma che traguarda 10 o 15 anni. In considerazione delle esigenze e delle scarse risorse economiche, abbiamo deciso di dare priorità al Felettino della Spezia: Porteremo in Consiglio regionale un aggiornamento del piano di ammodernamento ospedaliero. Non è vero che puntiamo solo sugli ospedali: l’assistenza di carattere primario è in atto come è in corso un’assistenza domiciliare per i post acuti.  Abbiamo bisogno di migliorare tantissimo ma nei servizi territoriali non siamo all’anno zero. Il nuovo programma prevede Imperia interventi al Santa Corona e al San Martino. Realizzare l’ospedale del Ponente genovese è sicuramente una priorità, daremo respiro a Villa Scassi ma abbiamo bisogno di un ospedale che sia in grado di sostituire Villa Scassi e Pontedecimo. La via crucis cui abbiamo assistito è anche frutto della mancanza di risorse e della mancanza di chiarezza su quelle che avremo davvero a disposizione. Recentemente si è aperta la prospettiva di poter utilizzare fondi europei anche per la sanità. Se questo si avvera, avremo a disposizione negli anni 2014-2020 i fondi necessari si per rimettere in moto il nostro programma. Avremo bisogno di mettere in piedi una operazione di ingegneria finanziaria. A quel punto potremo verificare i pro e i contro delle diverse soluzioni localizzative: nella partita ci sono la società per Cornigliano, il Comune e il Demanio. Erzelli sta crescendo sulla base di un progetto di insediamento di carattere tecnologico che ha incontrato varie difficoltà, ricordiamo tutti la vicenda Ericsson. Insediare lì un ospedale non è contraddittorio con la missione dell’area perchè oggi  un ospedale è un concentrato di tecnologia. In ogni caso dobbiamo mettere da parte le spinte elettoralistiche e cercare di operare scelte condivise: i 5 nuovi ospedali,  anche per ragioni operative, li vedremo fra molti anni e i nastri ben difficilmente li taglieranno gli attuali politici».
Lorenzo Pellerano (Liste Biasotti) ha ribattuto: «Non posso dirmi soddisfatto: dopo 8 anni che fa l’assessore, Montaldo ci ha descritto per l’ennesima volta i pro e i contro delle diverse operazioni: se andiamo avanti così ne passano altrettanti. Siamo di fronte ad una presa in giro allucinante. I politici genovesi del centrosinistra per anni hanno solo litigato al loro interno. Ad Erzelli si sono tirati su dei palazzi senza sapere cosa ci si metterà dentro, ma non c’è un serio progetto scientifico, basti pensare che  ingegneria navale, se davverso si trasferisse liì, non potrebbe installare le proprie vasche in quegli edifici e quindi sta ipotizzando di spostarsi alla Spezia. Questo è il risultato di progetti nati e gestiti male» .
Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto – riformisti italiani) ha aggiunto: «Le risposte dell’assessore sono deludenti: ingegneria non va di pari passo con la sanità: occorre un modello di sanità di eccellenza di qui a dieci anni, invece si procede a tentoni senza criteri scientifici. Ogni giorno si cambia idea con il solo scopo di salvare una operazione, quella di Erzelli, che rischia di abortire. Non voglio dare un giudizio preconcetto ci auguriamo che almeno nella parte finale della legislatura si arrivi ad una soluzione» .

Controlli sanitari negli istituti penitenziari
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione relativa ai controlli sanitari negli istituti penitenziari. Il consigliere ha ricordato che il decreto del Governo del 1 aprile 2008 sulle “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio Sanitario Nazionale delle funzioni sanitarie dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria” all’articolo 5 prevede il trasferimento alle Regioni delle funzioni sanitarie afferenti agli ospedali psichiatrici giudiziari ubicati nel territorio delle medesime. Pellerano ha sottolineato, inoltre, che con la delibera 364 del 30 marzo 2012 vengono stabilite le indicazioni per un modello organizzativo omogeneo nel Servizio Sanitario Regionale per realizzare un sistema integrato per la salute in carcere e delle persone del circuito penale e ha aggiunto che le persone detenute accedono alle prestazioni del Servizio Sanitario Regionale attraverso i Dipartimenti Aziendali per le cure primarie, le prestazioni assistenziali destinate a chi ha problemi legati a patologie psichiatriche o di dipendenza, le prestazioni collegate a funzioni di controllo e sorveglianza delle malattie infettive, vaccinazioni, medicina legale. Infine Pellerano ha ricordato che «il 6 dicembre 2011 è stato approvato un ordine del giorno in cui si impegnava la Giunta a disporre che le Asl effettuassero ispezioni semestrali nelle carceri per monitorare le condizioni sanitarie dei detenuti, le condizioni igienico – sanitarie delle celle che li ospitano ed, infine, le condizioni di vivibilità all’interno delle celle, di fatto di gran lunga sovraffollate». Il consigliere, infine, ha chiesto alla giunta «se sia stata istituita la Commissione regionale per la salute in carcere e delle persone inserite nel circuito penale, così come stabilito nella delibera 364 del 2012; se siano diventate attuative le indicazioni organizzative previste dalla delibera; se la Giunta abbia dato seguito all’impegno previsto dall’ordine del giorno n. 290, approvato il 6 dicembre 2011 e, quindi, se siano state eseguite le ispezioni semestrali e quali sia stato l’esito di dette ispezioni».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «La commissione si è insediata il 14 gennaio scorso e ha definito il programma dei lavori che ha come obiettivo predisporre una proposta alla giunta del programma triennale per la salute in carcere. Tutte le asl hanno recepito la delibera regionale del 30 marzo 2012 e la giunta ha dato seguito alle ispezioni nelle carceri. Nell’ispezione dell8 giungo 2011 presso la casa circondariale di Sanremo sono state rilevate alcune situazioni di rischio fra “improbabile” e “moderato” e sono state indicate le misure di sicurezza da adottare. Una analoga ispezione è stata programmata il 28 febbraio 2013 nel carcere di Imperia, ma la relazione non è ancora disponibile. L’11 dicembre 2012 è stato effettuato un sopralluogo nella casa circondariale di Savona dove è stato evidenziato il permanere di carenze igienico sanitario di cui alcune rimediabili con interventi di ordinaria manutenzione e altre con interventi straordinari. Asl 3 ha svolto sopralluoghi nelle carceri di Marassi e Pontedecimo e il prossimo controllo è previsto entro giugno. Nel 2012 è stato effettuato un controllo nella casa circondariale di Chiavari dove è stata rilevata una non conformità igienico-sanitaria per la quel sono stato chiesti i necessari interventi di adeguamento. La casa circondariale della Spezia è stata oggetto nel 2011 e nel 2012 di varie ispezioni da parte della commissione sanitaria e questo intervento si inseriva in un progetto di ristrutturazione del carcere che ha permesso di realizzare ambulatori moderni: sii prevedono interventi con offerta vaccinale, screening tubercolare e del colon retto. Quindi – ha concluso – anche se con molta fatica, stiamo andando a regime con un servizio nuovo per la sanità e che richiede un coordinamento con l’amministrazione penitenziaria, che è molto buono».
Pellerano (Liste Biasotti) ha replicato ricordando che garantire la sanità in carcere è un dovere morale, che la prevenzione è importante in un luogo dove si concentrano molte patologie e ha ricordato come un’emergenza sanitaria sia rappresentata anche dalla presenza di tanti detenuti tossicodipendenti.

Laboratorio di analisi dell’Evangelico, a Genova.
Matteo Rosso (Pdl) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Marco Melgrati (Pdl) sulla carenza di personale presso il laboratorio di analisi dell’ospedale genovese. Il consigliere ha sottolineato: «Il laboratorio di analisi dell’ospedale Evangelico di Voltri rischia di essere fortemente penalizzato e, probabilmente, potrebbero rimanere soltanto uno o due tecnici di servizio a turno, per coprire tutti i reparti interni e per il pronto soccorso su 24 ore. Ricordo che verrà tolta la guardia notturna sanitaria e verrà lasciato solo un tecnico nelle ore notturne e nei fine settimana, anche se l’accesso è di circa 80 pazienti al giorno, tra interni ed esterni, e molti esami arrivano dal reparto di rianimazione e la tempestività dell’esame è, quindi, fondamentale». Rosso ha quindi chiesto alla Giunta «come un solo tecnico possa rispondere a questo grave carico di lavoro che, se non eseguito nelle condizioni idonee, può comportare gravi rischi per la salute dei pazienti».
L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha replicato: «La sua impostazione  Ã¨ quella che ha portato nelle acque in cui si trova la sanità ligure: rendere difficile lo spostamento di  lavoratori impedisce che il rinnovamento proceda speditamente. Abbiamo chiuso una miriade di piccoli laboratori, sono rimasti i centri prelievi e il servizio per i cittadini resta lo stesso di prima, ma con costi inferiori. Ora a viaggiare sono le provette. Certo bisogna garantire la continuità dei servizi d’urgenza e di rianimazione al San Carlo di Voltri ma l’accorpamento delle attività di laboratorio è in un programma che ci porterà ad avere a Genova un solo grande laboratorio e una sede unica con volumi di analisi e tecnologie che garantiranno migliori risultati e risparmio di risorse. Non dobbiamo drammatizzare i disagi: nel pubblico nessuno tocca il posto di lavoro, a qualcuno dei tecnici di laboratorio potrà, al limite, essere chiesto un cambiamento di sede, tutto qui».
Rosso ha ribattuto: «Vedremo in concreto se questi obiettivi saranno raggiunti. In ogni caso non abbiamo capito la tempistica e chiediamo con forza di tutelare il più possibile le professionalità e le esigenze di tecnici che da anni lavorano nel settore».

Potenziamento di una sala di osservazione breve intensiva all’ospedale di Voltri 
Stefano Quaini (Sel) ha illustrato un’interrogazione sull’ospedale di Voltri. Il consigliere ha rimarcato che la struttura riveste un ruolo importante nel Ponente genovese e che in tale contesto il pronto soccorso rappresenta un filtro rispetto al DEA di primo livello dell’ospedale Villa Scassi. Quaini ha rimarcato che la mole di attività del pronto soccorso necessita di un organico adeguato, sia di infermieri professionali che di operatori socio-sanitari. L’attuazione dell’unità di crisi, secondo quanto riportato da Quaini, ha temporaneamente consentito di avere personale da dedicare al potenziamento del pronto soccorso. Il consigliere ha chiesto pertanto se, considerati i dati di accesso, «vi sia l’intenzione di mantenere nel pronto soccorso un organico necessario ed adeguato, pari a quello attivato per l’unità di crisi, anche dopo il periodo temporaneo previsto», A tal proposito, Quaini ha chiesto se non venga considerata utile l’ipotesi di attivare una sala di osservazione breve intensiva (OBI) con alcuni posti letto, in aggiunta ai due già esistenti.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Come convenuto, l’Ospedale evangelico ha assicurato l’apertura di 15 posti di unità di crisi per il periodo 7 gennaio 2013 – 28 febbraio 2013. Per poter attivare l’unità di crisi, l’Ospedale ha chiesto di assumere 2 infermieri e due operatori socio sanitari (oss) a tempo determinato, il restante necessario personale è stato distaccato temporaneamente presso il pronto soccorso. Dopo il 28 febbraio, con la chiusura dell’unità di crisi, il personale temporaneamente distaccato presso il pronto soccorso è stato reintegrato nel pronto soccorso stesso. Al fine di poter ricoprire, sia pure parzialmente alcune carenze nei turni presso i vari reparti dell’ospedale di  Voltri, il personale a tempo determinato (2 Infermieri e due operatori socio sanitari) è stato mantenuto in servizio sino al 31 dicembre 2013. L’ospedale Evangelico ha chiesto alla Regione Liguria di confermare il personale a tempo determinato (2 infermieri e 2 operatori socio sanitari) e altre deroghe per 3 infermieri e 4 operatori Queste deroghe insieme ad altri interventi riorganizzativi, consentirebbero di attivare altri posti di osservazione breve e intensiva. Come assessorato stiamo valutando la situazione economica complessiva e le richieste di deroga la blocco delle assunzioni. Speriamo di poter decidere entro la fine di aprile anche se non sappiamo ancora le risorse che verranno assegnate dal Governo alle Regioni. Presumibilmente i tempi su allungheranno a causa della crisi politica. Vista la riduzione delle risorse stiamo procedendo, quindi, con grande prudenza».
Quaini si è detto soddisfatto della risposta e ha auspicato che si giunga alla attivazione dei 6 posti letto Obi (Osservazione breve intensiva) complessivi.  

Parcheggio a pagamento all’interno dell’ospedale di Imperia
Marco Scajola (Pdl) ha affrontato la vicenda relativa al parcheggio all’interno dell’ospedale di Imperia, dopo che l’Azienda sanitaria imperiese ha deciso di inserire la sosta a pagamento in seguito all’affidamento in gestione dell’area ad una società privata. Il consigliere ha rimarcato che imporre il pagamento ai dipendenti dell’ospedale di cifre anche notevoli per recarsi sul posto di lavoro metterebbe in difficoltà molti di loro. Scajola ha quindi sottolineato, inoltre, che la decisione della Regione di continuare a tagliere i fondi a favore della sanità, sta mettendo in seria difficoltà le Asl liguri, ed in particolare la Asl 1, costringendole ad «inventarsi soluzioni» per far cassa. Il consigliere ha, infine, domandato cosa intenda fare la Regione per risolvere il problema ed evitare che il parcheggio all’interno dell’ospedale sia a pagamento. «Siamo di fronte ad una situazione paradossale – ha aggiunto – la Asl ha dato in concessione i parcheggi ma non ne ha neppure degli introiti, che vanno tutti all’azienda parcheggi. I lavoratori, inoltre,rischiano di spendere oltre mille euro all’anno per andare a lavorare».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Nel 2010 l’Asl 1, a seguito di una gara, ha affidato la realizzazione e la gestione dei parcheggi interni all’ospedale al fine di regolamentarne l’accesso anche in relazione alle problematiche di viabilità interna, così come è stato fatto in tanti altri ospedali. Il 28 dicembre 2011 è stato sottoscritto il relativo contratto di concessione all’impresa ATI AIPA Spa/Vitruvo Coppo Sociale, vincitrice della gara. A fine lavori gli spazi auto disponibili passeranno dagli attuali 198 a 232 con 43 posti gratuiti riservati ai dipendenti. I restanti 189 posti saranno a pagamento con una tariffa differenziata per fasce orarie e gratuita la notte. Per variare l’accordo si può avviare una trattativa fra le organizzazioni sindacali e la ASL tenendo conto però che lo spazio parcheggi è indispensabile ai cittadini in visita»
Non del tutto soddisfatto della risposta il consigliere Scajola ha replicato che vanno ben analizzati i dati relativi all’intera questione: «E’ una situazione che va opportunamente monitorata».

Cavalli selvatici nelle valli del Tigullio
Sul tema della proliferazione dei cavalli selvatici nel levante ligure sono state presentate due interrogazioni
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria – Padania) ha illustrato un’interrogazione sulla presenza di cavalli inselvatichiti sul territorio nel Comune di Né. «Su questo tema – ha detto – sono già intervenuto nel dicembre del 2010, nel giugno 2012 e nel luglio dello stesso anno. Tuttavia i problemi non sono stati risolti: gli interventi e le risposte ricevute dagli assessori non hanno prodotto effetto alcuno e, dopo anni, continuano ad aumentare i disturbi all’ambiente, i danni alle attività umane agro silvo pastorali ed i rischi per la salute pubblica». Bruzzone ha chiesto di «eliminare il problema una volta per tutte. Certo i cavalli sono belli da vedere ma vanno tolti eppure dopo anni il problema resta irrisolto. Addirittura si rischia il penale se li si chiude in un recinto, non vorrei che un giorno qualcuno, per denunciare il problema irrisolto, arrivi con un cavallo in aula ».
Sullo stesso tema è intervenuto anche Gino Garibaldi (Pdl). Il consigliere ha sottolineato: «Nonostante in passato siano stati presi alcuni provvedimenti, continua a persistere la grave ed insostenibile presenza di cavalli allo stato brado nei territori dell’entroterra ligure e, in particolar modo, in alcune valli del Tigullio che provocano in misura ormai insostenibile, dannose ed incresciose condizioni di pericolo pubblico pr la viabilità e sui sentieri e ingenti danni all’agricoltura, uno dei beni principali e fonte di reddito per queste zone». Dopo aver ricordato gli impegni, presi in passato dall’assessore alla sicurezza dei cittadini Claudio Montaldo, Garibaldi ha chiesto se la giunta sia a conoscenza del persistere di questa situazione e come intenda agire per «eliminare definitivamente questo problema e alleviare i danni subiti dagli agricoltori dei terreni e i proprietari dei beni rovinati».
Per la Giunta ha risposto l’assessore alla sicurezza Montaldo: «Esisteva un problema di carattere sanitario che è risolto perché tutti i cavalli catturati sono risultati negativi anemia infettiva equina. Sul tema dei danni subiti dagli agricoltori posso solo condividere i timori espressi in questa interrogazione, credo che vada ricercata una soluzione definitiva con i colleghi del settore agricoltura, ma non nascondo le difficoltà giuridiche legate anche alla proprietà dei cavalli. Il problema, però, va comunque affrontato e chiedo un periodo di tempo per coinvolgere la giunta e le amministrazioni locali».
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria Padania) ringrazio l’assessore per l’ennesimo impegno spostare i cavalli in una strutture apposite o si toglie il problema che talvolta muoiono nei campi
Gino Garibaldi (Pdl) c’è soltanto da catturarli i recinti ci sono già sono stati fatti e poi affidarli a persone dobbiamo superare qualche catena che vive dietro a questo aspetto. Troviamo velocemente la possibilità di affidarli . taglimo il problema alla radice gestiamo una zona per fare una specie di far west>

Discarica di “Cà da Matta” nel Comune di Sestri Levante
Gino Garibaldi (Pdl) ha illustrato un’interrogazione (sottoscritta anche da, Roberto Bagnasco, Franco Rocca, Matteo Rosso del Pdl, e da Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria-Padania) sulla discarica di rifiuti solidi urbani situata in località “Cà da Matta” nel Comune di Sestri Levante. Il consigliere ha ricordato che nel febbraio scorso l’ARPAL ha svolto un sopralluogo riscontrando criticità nella gestione del percolato e del biogas. In particolare era stato rilevato che “la parte di discarica del lotto B era interessata da un significativo trafilamento superficiale di percolato che comportava, in alcuni punti, discreti ristagni alla base dei gradoni sui quali si appoggiano le terre armate”. «Tali fenomeni – ha detto Garibaldi – sono stati osservati soprattutto in prossimità dei pozzi di estrazione dei biogas posti a una quota più prossima all’attuale piano di coltivazione della discarica». Nel verbale, ARPAL ha proposto al Comune di Sestri Levante di predisporre immediatamente diversi interventi tecnici di emergenza come, tra gli altri, il ripristino delle normali condizioni di funzionamento dell’impianto di depurazione/scarico, la rimozione dei ristagni superficiali di percolato, la verifica delle condizioni di stabilità della discarica, lo svuotamento dei pozzi di estrazione del biogas. «Vorremmo sapere dal presidente e dall’assessore competente – ha aggiunto – se ARPAL ha predisposto accurate analisi delle falde acquifere per scongiurare inquinamenti delle stesse e quali provvedimenti siano stati assunti dall’Amministrazione regionale e dall’Amministrazione comunale di Sestri Levante per affrontare e risolvere le gravi criticità riscontrate da ARPAL».
Per la Giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano «In seguito alla situazione rilevata da Arpal nel sopralluogo del 14 febbraio 2013, sono in corso controlli da parte della stesa Arpal per verificare eventuali fenomeni di fuoriuscita dalla discarica di percolato. Il comune di Sestri Levante, sulla base delle analisi periodicamente eseguite sulle acque del Rio Gaggi, esclude tale fenomeno in quanto le concentrazioni del parametro di ammoniaca rilevate nelle ultime settimane risultano ampiamente sotto i limiti. Ricordo che il Rio Gaggi viene monitorato ogni 15 giorni con la ricerca del parametro di ammoniaca in due punti del tracciato, uno sotto la discarica e uno a monte, come disposto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia di Genova. Inoltre – ha aggiunto – con una frequenza trimestrale il monitoraggio viene allargato ad un più ampio spettro di parametri e le analisi vengono poi inviate, insieme agli esiti del piano di monitoraggio dell’Aia, vengono inviate annualmente alla provincia e ad Arpal».
Gino Garibaldi (Pdl) ha replicato ricordando che «su Sestri la gestione pubblica della discarica è l’elemento debole».

Centro unico di prenotazione dell’Ist di Genova
Matto Rosso (Pdl) ha presentato un’interrogazione in cui ha denunciato «il disservizio gravissimo che ho potuto constatare personalmente dopo le tante proteste di pazienti in merito all’impossibilità di mettersi in contatto con il “Centro Unico di Prenotazione” (CUP) dell’IST» . Lo stesso consigliere avrebbe, infatti, personalmente provato, per una settimana, a mettersi in contatto telefonicamente con il CUP dell’IST senza riuscirvi. «Il CUP è contattabile solo tra le 14.00 e le 15.30 dal lunedì a venerdì e, ovviamente, la linea è sempre occupata e – ha aggiunto – si resta in attesa di essere passati all’operatore fino a quando, invece, poi cade la linea, con grave disagio per i pazienti che non riescono a prenotare o disdire visite ed esami indispensabili per la loro salute. Ancora una volta, nella fusione IST – San Martino dobbiamo constatare che l’IST è stato fortemente penalizzato ed, inoltre, quest’ultimo episodio è segno di assoluta scarsa considerazione nei confronti dei pazienti che dovrebbero essere trattati, viste le patologie da cui sono affetti, con maggior sensibilità ed attenzione». Rosso ha, infine, chiesto alla giunta « quante linee telefoniche sono dedicate ai pazienti oncologici per le prenotazioni di visite ed esami e quale sia la causa di questa grave impossibilità che crea pesantissimi disagi agli utenti e come si pensi di risolvere questo grave problema».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Le prenotazioni erano gestite all’interno poi sono state trasferite al Cup Liguria con la conclusione del trasferimento delle agende dal 17 dicembre scorso e, da tale data , non sono più pervenute segnalazioni e lamentele dai cittadini».
Rosso ha replicato: «Verificherò se le cose non funzionano davvero e, in caso affermativo, sarò il primo a tornare alla carica».

No al differenziale retributivo di genere
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Maruska Piredda, Lista di Pietro-Italia dei valori) che impegna la giunta, in collaborazione con la Consigliera regionale di pari Opportunità, a monitorare la situazione in Liguria sulle differenze di retribuzione fra uomini e donne nei diversi settori economici, a cominciare dall’ente Regione, a elaborare strumenti normativi e amministrativi per ridurre il gender pay gap eventualmente rilevato, a predisporre percorsi educativi per superare stereotipi di genere e, infine, ad attivare azioni e iniziative per la diffusione, la conoscenza e la sensibilizzazione del tema.

Garantire l’accesso al credito delle imprese femminili
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Maruska Piredda, Lista di Pietro-Italia dei valori) che impegna la giunta affinché vengano eliminate eventuali disparità di accesso al credito delle imprese femminili liguri, predisponendo anche forme di controllo e di monitoraggio del fenomeno per assicurare gli stessi tassi di interesse sia alle imprese femminili che maschili. Da una indagine della Banca d’Italia – si legge nel documento – è emerso, infatti che alle microimprese femminili gli istituti di credito praticano tassi di interesse maggiori del 30% rispetto a quelle maschili e nel caso di avvallo prestato da una donna, e non da un uomo, alle imprese femminili viene chiesto un tasso maggiorato del 60%

Registro dei fabbricati per verificarne la sicurezza e prevenire i rischi
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza (primo firmatario Stefano Quaini, Sel) che chiede alla Regione di promuovere l’adozione di uno strumento legislativo che predisponga misure per la prevenzione del rischio e per la sicurezza delle costruzioni, individuato nel cosiddetto “fascicolo dei fabbricati”, e di realizzare e adottare un sistema integrato e informatizzato per conoscere lo stato conservativo del patrimonio edilizio esistente. Nel documento si ricorda il recente crollo avvenuto in via Ventotene, a Genova, che evidenza l’inadeguatezza delle misure di prevenzione e di riduzione del rischio da parte dei privati in un territorio ad alto e medio rischio sismico e con forti criticità sotto il profilo idrogeologico.

Energie rinnovabili, rivedere la legge sulle autorizzazioni ai tecnici
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza (primo firmatario Sergio Scibilia, Pd) con il quale si impegna la giunta a attivarsi presso il Governo affinché sia rivisto il decreto 28 del 2011 che istituisce un sistema di qualificazione degli installatori di impianti che utilizzano energie rinnovabili, ma esclude parte degli operatori del settore. Il documento chiede che sia predisposta con urgenza una modifica legislativa che consenta ai responsabili tecnici (titolari e dipendenti) già abilitati dal decreto ministeriale 37 del 2008 di poter continuare a svolgere la propria attività anche dopo il 1 agosto 2013, data in cui entreranno in vigore i nuovi requisiti del decreto 28 del 2011 “nonché si preveda per gli stessi, a far data dal primo agosto 2013, esclusivamente l’obbligo di frequenza al corso di aggiornamento obbligatorio a norma del decreto 28 del 2011”.

Assenti: Bagnasco, Barbagallo, Conti, Donzella, Melgrati, Miceli, Gasco Guccinelli, Rixi, e Siri

Quorum: 17 voti