IO C’ERO DAVVERO
Reportage da due virus: il Covid e il giornalismo
di Gian Paolo Ormezzano
“Il mondo non aveva nessun bisogno di questo libro, mentre ne avevo io di scriverlo, per sgravarmi di fortune, fatiche, incubi e anche (e soprattutto) allegrie spesso esagerate ergo colpevoli.” Introduce così il suo libro Gian Paolo Ormezzano, giornalista e scrittore.
Nato come rassegna di esperienze di vita e professionali che l’autore ha vissuto dall’anno del suo primo articolo su “Tuttosport”, ad oggi.
“Mi hanno detto che con 25 Olimpiadi (estive e invernali) sono diventato primatista mondiale di giornalismo ai Giochi e non me ne frega niente – prosegue l’autore – . Sono soltanto dispiaciutello per la fine del mio giornalismo diciamo classico, quello dell’andare-vedere-raccontare. Io di quella mucca sacra ho munto e bevuto tanto latte, bene così (per me). Adesso i giornalisti sportivi e non solo fanno montare il latte spesso rancido dalla televisione, lavorando comodi a casa. Il “viaggio” massimo rischia di diventare quello per raggiungere la redazione, se ancora esiste e non è un ologramma tecnologico”.
Gian Paolo Ormezzano ha sconfitto il Covid, ma la sua esperienza con il maledetto virus lo ha segnato. A raccontarlo è proprio lui: “A libro appena finito il Covid mi ha aggredito. Me la sono cavata, ribaltando certi pronostici del genere scientifico-gufesco. Cinque diversi ricoveri in un mese tutto tremendo. Con anni 85 e polmoni 2 invasi dal virus, non è stato il caso di impegnare la macchina della terapia intensiva. Mi hanno salvato le mentine (vedasi biografia) al posto delle sigarette. E ne è uscito l’ennesimo mio reportage, il più sofferto direi. In paragone a esso, la minirassegna finale di articoli significativi e cosine giornalistiche varie può sembrare una lunga mia gita nel paese dei balocchi.”
————————
Ormezzano Gian Paolo o Giampaolo o da atto di nascita con errore Gianpaolo (non si saprà mai la giusta grafia) nasce a Torino il 17 settembre 1935, primo di tre ormezzanini maschi. Comincia la scuola a cinque anni, partendo dalla seconda elementare e subito annuncia che farà il giornalista sportivo. Scrive i pensierini per i compagni compensato da mentine che, tantissime, gli eviteranno per tutta la vita di fumare. Scuoletta a Limone Piemonte, da sfollato: lì impara a sciare. Poi Torino: media, liceo classico, sempre promossissimo. Fanatico calciatore, cestista, pallavolista, podista e soprattutto nuotatore talora vincente in crawl e dorso. A 17 anni università: il padre lo vuole ingegnere, lui si iscrive a Legge (laurea mai) e va a fare gratis il galoppino al quotidiano torinese “Tuttosport”, dove diventa giornalista e sinanco direttore (1974-79), passando nel 1979 a “La Stampa” come inviato sino alla pensione (dal 1991, ma dribblata perché insiste a scrivere) e collaborando per oltre mezzo secolo col settimanale “Famiglia Cristiana”.
Una moglie, due figlie e un figlio laureati, pochissimissimi amori, tantissimissimi viaggi, tutto il meglio sport e i meglio campioni visti dal vivo e raccontati per sessanta e passa anni. Come praticante un rally di Montecarlo da navigatore e due maratone eroicamente finite da fachiro vecchiaccio senza allenamento, New York 1995 e Torino 1998. Reportage anche dalla Cina nel 1966 e da Cape Canaveral (conquista lunare) nel 1969. In vacanza viaggiato tanto mondo extrasport, specie Messico e Francia e Usa e Spagna e Giappone. Uffa.
————————
CARATTERISTICHE TECNICHE
Data di uscita: giugno 2021
Formato: 14 x 21
Pagine: 192 + Cop. in cartonato con sovraccoperta






