Bellezza allo stato puro. Sabrina Giordano incarna lo stereotipo della musa ispiratrice per i cultori dell’estetica. Incrociando il suo sguardo quasi ci si perde al cospetto dei suoi soavi lineamenti. La ragazza della porta accanto,
Acqua e sapone per intenderci. Classe e portamento da fare invidia. Ma soprattutto cervello. Completa e senza fronzoli. Nasce a Genova il 3 Maggio del 1985 e muove i primi passi nel campo della moda alla soglia del vent’anni: “Un servizio fotografico per un un negozio di acconciature e da lì cominciai a muovermi tra flash e passerelle”, spiega Sabrina.Â
Miss Italia, un’avventura importante ma non del tutto positiva…
“Purtoppo non sono riuscita a passare alla fase nazionale per un solo punto e alla fine sono stata costretta ad abbandonare la competizione. Se tornassi indietro non mi sbatterei più come all’epoca: fu un sacrificio enorme per me e per i miei genitori che mi hanno seguita nelle varie tappe regionali. Onestamente non ho rimorsi per quell’eliminazione, andò così e ne presi atto”.
Quanto conta la bellezza nella società attuale?
“Inutile cadere nella banale retorica, la bellezza conta eccome. Nel mondo del lavoro spesso si cercano determinate caratteristiche e la presenza è importante. Durante i miei studi pedagogici ho imparato che l’estetica aiuta e non poco nella fase di ricerca lavorativa. E’ chiaro che per andare avanti e scalare le tappe occorrono intelligenza, capacità e determinazione. Soprattutto per una donna”.
Cosa significa sfilare per Sabrina Giordano?
“Diciamo che preferisco la sfilata rispetto a un servizio fotografico, perché mi dà la possibilità di dare il meglio di me stessa muovendomi e interagendo con le mie compagne di lavoro. Ultimamente mi diverto parecchio perché ho la fortuna di trovarmi accanto alcune amiche e tutto risulta più facile. Però se mi chiamano per qualche foto non dico certo di no, anche perché qualche soldino in più non guasta mai”.
Cosa cambieresti di te?
“Fisicamente, pensandoci bene, cambierei sedere e fianchi… Diciamo che quella zona del mio corpo non mi soddisfa molto. E poi vorrei essere meno nervosa, spesso mi lascio andare a crisi isteriche. Mi scappa da ridere, perché detta così passo per pazza e invece sono tranquillissima, ma i miei momenti di nervosismo li ho”.
Cosa apprezzi di te?
Le gambe sono il mio punto forte e mi piacciono parecchio. Il viso e caratterialmente direi la generosità : spesso questa mia caratteristica mi ha portata a donare il meglio di me stessa anche in campo lavorativo, trovando lavoretti a tante ragazze. Spesso mi sono privata io per avvantaggiare altre, ma sono fatta così. Purtroppo a me è successo poche volte di ricevere omaggi in ambito lavorativo, ma pazienza”.
Il tuo ideale di bellezza?
“Per quanto riguarda il look mi ispiro parecchio a Alexa Chung, che per me è l’ideale dal punto di vista del vestiario e dell’eleganza nell’indossare gli abiti. Angelina Jolie resta il mio ideale di bellezza: è poliedrica, riesce a colpirmi in tutto. Ha carattere ed è una grande donna. E poi è stupenda”.
Perché non sei una modella di professione?
“Perché mi sarei dovuta sbattere di più anni fa. Perché mi sono fidata di qualche persona sbagliata. Perché ho perso qualche treno. Perché sarei dovuta andare via fa Genova, emigrando a Milano o Roma. Ci sono tanti perché, ma forse è giusto così e sono felice ugualmente”.
Come ti vedi tra vent’anni?
“Mamma con qualche figlio da crescere. Per me sarebbe il massimo della vita. Mi piacerebbe un sacco, perché ho un valore assoluto della famiglia e quindi sarei appagata se riuscissi a coronare quello che per me è un sogno, ma soprattutto una volontà precisa”.
Hai progetti lavorativi a breve termine?
“Il 24 ho una sfilata per Confartigianato e per me sarà un’altra occasione per rilassarmi e la utilizzerò come valvola di sfogo. Ogni occasione in passerella è buona per rilassarmi e divertirmi”.
In bocca al lupo Sabrina
“Crepi sempre e comunque. E un grazie enorme a Seven Press. Un saluto a tutti”
M.C.
Alcuni scatti tratti dall’album dei ricordi di Sabrina






