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Milan, Crudeli: occhio a Julio Cesar. Con Thiago Silva la Juventus… (esclusiva)

Il futuro di Allegri al Milan è sempre in bilico. Ormai lo abbiamo capito, e dovremo “accettarlo” fino al termine della stagione e magari anche oltre: il tecnico livornese è sicuramente legato al discorso Champions League, ma potrebbe comunque fare le valigie indipendentemente da come terminerà l’annata.

La Roma continua a premere, sembra che Berlusconi con i suoi messaggi stia già preparando il terreno all’addio e così il Milan si deve cautelare. Tra i nomi dei possibili sostituti è spuntato anche quello di Montella, che proprio ai rossoneri contende l’ultima posizione disponibile per l’Europa “che conta”. La soluzione interna l’ha fatta da padrone negli ultimi anni, ma potrebbe essere concesso uno strappo alla regola anche perchè “non è detto che chi non ha giocato nel Milan non possa allenare la squadra”, afferma chiaramente Tiziano Crudeli, in esclusiva a Ilsussidiario.net. Insieme al discorso Allegri, tiene banco anche quello dei giocatori: recentemente Adriano Galliani aveva concesso qualche parola di nostalgia per Thiago Silva, e oggi pare che il difensore brasiliano possa tornare a Milano magari con il sacrificio di Kevin Prince Boateng. Una mossa che, Crudeli ne è convinto, avvicinerebbe di gran lunga la Juventus e permetterebbe di tornare a lottare per lo scudetto. Quello di Julio Cesar non sarebbe invece un ritorno, bensì uno sgarro, l’ennesimo, all’Inter. Crudeli investe sul suo ritorno, magari con Abbiati nei panni di secondo. Per Perin, insomma, c’è ancora tempo.

Il presidente Berlusconi ha voluto avvertire Allegri: senza Champions difficile la sua permanenza a Milano non crede? Sono convinto che il presidente abbia voluto avvisare tutti, perché senza i soldi della Champions League non si potrebbero fare determinati acquisti per la prossima stagione.

Se dovesse andare via Allegri sarebbe sempre in vigore la regola “il Milan ai milanisti”? Non credo a questo tipo di discorso. Non è detto che chi non ha giocato nel Milan non possa allenare la squadra, nè che, viceversa, chi vi ha giocato sia la persona adatta per guidarla dalla panchina.

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