Storia, memoria e ironia: si potrebbe sintetizzare con queste tre parole la vita politica (e letteraria) di Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio, uomo politico e fertile scrittore scomparso all’età di 94 anni oggi, lunedì 6 maggio 2013, alle ore 12.30 a Roma.
Andreotti era un frequentatore del Tigullio negli anni della sua lunga carriera politica. Fu ospite a Santa Margherita Ligure, nella secentesca Villa Durazzo martedì 27 giugno 2006, per ricevere il Premio “Santa Margherita Ligure†in occasione di un ricordo del Sen. Antonio Boggiano Pico a quarant’anni dalla scomparsa, evento promosso dal Centro Internazionale di Cultura per lo sviluppo dei Popoli presieduto da Davide Viziano. E il 26 ottobre 2010 ricevette dalle mani del giornalista Raffaello Uboldi, dell’editore Marco Delpino, di Andrea Delpino e di Luigi Ceffalo il il Premio Internazionale “Tigulliana 2010â€: una targa con bassorilievo in argento raffigurante una vecchia immagine del lungomare di Santa Margherita Ligure.
Nel corso di questi incontri, Giulio Andreotti raccontò aneddoti, gustosi episodi, con dovizia di particolari, infarcendo il tutto con opportune battute e preziose pillole di saggezza.
E fu in quelle occasioni che il Sen. Andreotti potè visitare la Villa e ammirare le stanze, gli arredi, gli oggetti d’arte restando affascinato anche dallo splendido parco immerso nel cuore della città .
Il riconoscimento della “Tigulliana†fu assegnato a Giulio Andreotti per il suo impegno culturale e letterario, in particolare per i suoi due ultimi libri: uno storico sul 1948 e un documentato saggio su Alcide De Gasperi, di cui il Senatore fu allievo prediletto.
Ironica, nel consueto stile andreottiano, la battuta finale in risposta all’ultima domanda posta sui “misteri d’Italiaâ€. Il Presidente, dopo una breve pausa di riflessione, congedò gli ospiti con un sorriso: “Mah…, ci pensiamo un po’ e poi un giorno ve lo saprò dire…â€.






